Crema solare

SPF, PA, IR e altro: sai leggere l’etichetta di un solare?

Una guida per interpretare le sigle dei prodotti solari. E di conseguenza comprendere quanto e come proteggersi dal sole

La sigla SPF è entrata ormai nel lessico dell’estate. Ma spesso sulla confezione di un solare troviamo altre diciture dal significato sconosciuto. Ti aiutiamo a decodificarle e a capire perché conviene saperle leggere. La prima cosa da sapere è che nei solari di qualità la protezione è ad ampio spettro, protegge cioè da tutti i tipi di radiazioni emesse dal sole: UVA, UVB, luce blu visibile, raggi infrarossi. Sono esclusi ovviamente gli UVC che non arrivano sulla Terra, in quanto schermati dall’ozono (se ci colpissero sarebbero letali). Ma andiamo con ordine nella lettura delle etichette dei solari.

sunscreen
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Che cosa vuol dire SPF in un prodotto solare?

SPF è una sigla, universalmente riconosciuta in tutto il mondo, che sta per Sun Protection Factor, alla lettera “fattore di protezione solare”. Il numero che vi segue, esempio SPF 30, indica il tempo che possiamo stare al sole senza scottarci, grazie alla protezione stessa. Ma è importante sapere che non indica un valore temporale assoluto, bensì relativo alla nostra capacità di tollerare le radiazioni solari, e ciò dipende dalla nostra carnagione. Più il fototipo è chiaro maggiore è la probabilità, anzi la certezza, di scottarci.

Facciamo un esempio: se in assenza di protezione solare, ci scottiamo dopo circa 10 minuti, vuol dire che una crema SPF 30 aumenterà di 30 volte il tempo in cui possiamo stare tranquilli sotto il sole. Il trucco è fare una semplice operazione matematica: 10 (minuti) x 30 (indice di protezione).

Protect-Me, lozione solare SPF 30 di Darling, arricchita con sostanze antiossidanti come olio di jojoba e di nocciolo di albicocca, allantoina e Vitamina E (39 euro).

Il ruolo cruciale del fototipo nella scelta del solare

Naturalmente, va ricordato che il tempo del rischio scottatura è soggettivo: alcune persone potrebbero scottarsi in minore o maggiore tempo. Precisiamo, inoltre, il significato della parola scottarsi: non dobbiamo pensare alla grave bruciatura con le bolle, ma anche al semplice segno rosso che subentra dopo una giornata all’aria aperta con indosso una canotta a cui non abbiamo dato peso.

Un’ultima info: la siglia SPF si riferisce sempre ai raggi UVB, quelli a lunghezza corta, responsabili delle scottature. In estate sono maggiormente presenti rispetto al resto dell’anno e raggiungono il picco nelle ore centrali della giornata.

A volte la sigla SPF scompare semplicemente perché è tradotta in italiana come nella crema solare con protezione molto alta 50+ di L’Erbolario (11 euro).

simbolo UVA cerchiato solare
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E il bollino UVA cerchiato?

Ti sarai accorto che da qualche anno sulle confezioni dei solari compare il bollino UVA cerchiato, di solito accanto agli UVB (che invece quasi sempre non è cerchiato). Perché é rappresentato in questo modo? Vuol dire che il prodotto contiene filtri contro gli UVA,testati secondo le linee guida COLIPA (European Cosmetic Toiletry and Perfumery Association). Inoltre, per poter avere il simbolo del cerchio, il prodotto deve contenere almeno 1/3 di filtri UVA rispetto ai filtri UVB. Riprendendo il nostro esempio matematico: una protezione SPF 30 con la sigla UVA racchiusa nel cerchio, ha un indice di protezione dai raggi UV pari a 10.

Ma perché proteggersi anche dai raggi UVA? Perché sono responsabili della pigmentazione diretta e temporanea (svanisce in poche ore), detta fenomeno di Meyrowsky, e anche del fotoinvecchiamento, poiché raggiungono gli strati più profondi della pelle, degradandone le strutture di sostegno (collagene ed elastina).  

Ideal Bronze, spray protettivo con complesso Betacarotene + Vitamina E che esalterà l’abbronzatura aiutando a prevenire i danni legati allo stress ossidativo della pelle, Ambre Solaire Garnier (12,09 euro)

Che cosa vuol dire PA in un solare?

Da qualche tempo sulle confezioni dei solari troviamo la sigla PA seguito da una sequenza di +. Cosa vuol dire? Indica la Protezione contro i raggi di tipo A, quelli presenti tutto l’anno, responsabili dell’aging cutaneo (rughe, discromie, teleangectasie ecc). Proprio per questo motivo di solito, la sigla PA+ si trova sui prodotti solari quotidiani, nelle creme idratanti da giorno con SPF, e nei trucchi come ad esempio i fondotinta e i primer. Ma ormai si trova sempre più spesso anche nei solari classici per il mare e la montagna.

Come si classifica lindice PA? Esistono quattro livelli di protezione: PA+, PA++, PA+++ e PA++++.

A differenza della sigla SPF, la dicitura PA non è un sistema di classificazione universalmente codificato in tutto il mondo, ma è un metodo indipendente sviluppato inizialmente in Giappone (nel 1996) e poi “preso in prestito” da altri Paesi, cioè: Germania, Regno Unito, Stati Uniti e Australia. L’eventuale assenza di tale sigla non vuol dire che i solari in questione non offrano la protezione contro gli UVA, anzi fa fede sempre il bollino cerchiato (vedi sopra).

SPF - PA solare
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Lo schema indica i diversi livelli di profondità della pelle colpiti dai diversi raggi UV, e le relative sigle di protezione per schermarli.

Sulla confezione della crema Multi-Vitamin Clear Coat di Murad, oltre all’SPF 50 compare la sigla PA++++, un sistema di misurazione (non universale) contro gli UVA.

Cosa vuol dire PPD in alcune etichette?

E poi, in qualche prodotto, di solito nei solari viso destinati al mercato asiatico, vediamo la scritta PPD, a confonderci ancor più le idee. Partiamo dalla decodifica dell’acronimo: Persistent Pigment Darkening, letteralmente “scurimento persistente del pigmento”, quindi la tanto agognata abbronzatura. Per la precisione, la sigla PPD è un metodo di valutazione con cui in laboratorio vengono testati gli indici di protezione contro i raggi UVA, cioè il PA visto nel paragrafo precedente, ma aggiunge una caratteristica in più, cioè l’abbronzatura.

Per chi volesse comprenderne il significato, PPD in una crema solare indica il tempo che la pelle impiega a scurirsi in modo duraturo, cioè a produrre melanina come conseguenza dei raggi UVA, senza che ci sia stato un danno solare. Nel frattempo, l’applicazione del solare arricchisce la pelle di difese e consente di sviluppare un bel colorito che, fisiologicamente, avviene dopo entro 72 ore: è questo infatti il tempo in cui si sviluppa la melanina che è il risultato della reazione ai raggi UVB e UVA.

solari
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Cosa significa IR in un prodotto solare?

La sigla IR (a volte la si trova IR-A) significa che il prodotto protegge dai raggi infrarossi, quelli invisibili a occhio nudo e responsabili del calore. Ultimamente è stato scoperto che i raggi infrarossi provocano stress ossidativo e formazione di radicali liberi. Inoltre, portano ad altri danni cutanei, come quelli indotti dagli UVA, anche se in misura minore, cioè: degradazione del collagene, disomogeneità del colorito e alterazione della funzione di barriera.

Sulla confezione dello spray solare di Heliocare compare la scritta HEVL/IR-A. Contiene Fernblok+, un principio attivo brevettato che difende dai radicali liberi, dal danno alle cellule della pelle e alle fibre elastiche, inoltre preserva il sistema immunitario cutaneo (29 euro).

E la sigla HEVL?

In alcune confezioni di solari si trova la sigla HEVL, cosa vuol dire? Indica che il prodotto solare protegge dalla luce visibile, cioè letteralmente qualsiasi luce che l’occhio umano può vedere.  HEVL, in particolare, è l’acronimo di high-energy visible light, luce visibile ad alta energia, cioè quella emessa dal sole, a differenza della luce visibile emessa dagli schermi dei dispositivi elettronici.

A volte la sigla HEVL è sostituita da quella VL, in altri ancora, invece, compare la dicitura Blue Light, per indicare che il prodotto in questione protegge dalla luce blu, che è appunto quella visibile. Perché proteggersi dalla luce del sole che vediamo a occhio nudo? Perché è stato dimostrato che la luce visibile concorre alla formazione dell’eritema sulla pelle e alla comparsa di una forma di iperpigmentazione post-infiammatoria.

Si precisa che queste sigle non sono state codificate in modo univoco a livello mondiale, come per l’SPF. In molti casi, la dicitura “ampio spettro” o broad spectrum vuol dire che il prodotto protegge da tutta la lunghezza delle radiazioni solari.

Un esempio di pack di solare in cui la protezione dalla luce blu è indicata con il bollino blue light, Ultra Fluid SPF50 di Avène, texture leggerissima (24,90 euro).

ingredienti solari
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Alcuni filtri solari che puoi trovare sull’etichetta

Infine ecco un elenco – non esaustivo – dei principali filtri solari chimici sicuri che puoi trovare sull’etichetta di una crema solare:

  • Avobenzone nell’inci Butyl Methoxydibenzoylmethane;
  • Ethylhexyl Salycilate;
  • Octyl Salycilate;
  • Mexoryl SX o Ecamsule nell’INCI Terephthalylidene Dicamphor Sulfonic Acid;
  • Uvinul A Plus nell’INCI Diethylamino Hydroxybenzoyl Hexyl Benzoate;
  • Diethylhexyl Butamido Triazone;
  • Ethylhexyl Triazone;
  • Tinosorb M nell’INCI Methyilene Bis-Benzotriazolyl;
  • Tetramethylbuthylphenol;
  • Tinosorb S nell’INCI Bis-Ethylhexyloxyphenyl Triazine;
  • Mexoryl XL nell’INCI Drometrizole Trisiloxane;
  • Homosalate (HMS).

I filtri solari chimici in disuso

I seguenti filtri chimici stanno via via scomparendo dalle formulazioni dei prodotti solari poiché sono risultati dannosi per l’ambiente, in quando sbiancano la barriera corallina o si accumulano sui fondali marini. Alcuni sono ritenuti potenzialmente irritanti a lungo termine ma i dati a disposizione non sono certi.

  • Oxybenzone nell’inci Benzophenone-3;
  • Octocrylene;
  • Octinoxate nell’inci Octyl Methoxycinnamate

I filtri solari fisici usati nelle creme solari

Attualmente i principali filtri solari fisici usati nelle creme sono ossido di zinco (INCI: zinc oxide), il biossido di titanio (INCI: titanium dioxide) e il gamma orizanolo (INCI: Oryza sativa). Sono ottenuti dalla frantumazione di questi minerali esistenti in natura per essere trasformati in barriera schermante del sole.

Crema protettiva con filtri solari fisici minerali per bambini di NIVEA (16 euro).

Qual è la differenza tra filtri solari chimici e fisici?

In sintesi, filtri solari chimici assorbono le radiazioni solari e le neutralizzano. I filtri solari fisici, invece, le respingono verso l’esterno, e per questo motivo sulle confezioni dei solari si può trovare la dicitura che riflettono i raggi solari. Entrambi i filtri proteggono dal sole e sono sicuri per la salute dell’uomo: la scelta dipende da un fatto di gusti o di preferenze cosmetiche. Tuttavia, le formulazioni dei prodotti solari riguardano sempre più una combinazione di filtri chimici e fisici allo scopo di proteggere meglio dal sole.

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