Qualche tempo fa mi è capitato di chiacchierare con alcune amiche della loro cosiddetta “posizione preferita”. La prima sosteneva di essere una fedelissima della modalità ovina, quella cui di solito facciamo riferimento nominando un mammifero belante. La seconda si professava un’amazzone convinta, riconoscendo che essere fisicamente attive nella copula costituisca pur sempre una forma di allenamento cardio. La terza ha bisogno del contatto visivo e dunque predilige la posizione tradizionale in cui lui si agita sopra di lei per qualche minuto di intensa passione, e via andare.
Non esiste la posizine migliore in assoluto
Mentre le ascoltavo, pensavo a quanto in realtà la “posizione preferita” possa cambiare nel corso del tempo (perché nel tempo cambiano i nostri gusti, i nostri corpi, talvolta i nostri partner e i loro corpi); e poi pensavo che in realtà non esiste una posizione in assoluto migliore, più giusta o più funzionale delle altre. Certo, alcune offrono una maggiore libertà di modulare ritmo e intensità, altre stimolano in maniera più diretta, altre ancora facilitano l’afflusso sanguigno nella zona pelvica, e qualcuna ci fa venire i crampi.
La pozione migliore parte dalla complicità
Ma a determinare la gratificazione che riusciamo a procurarci in un incontro sessuale, ci sono molti fattori diversi. Quelli anatomici certamente, ma anche quelli cerebrali, che riguardano la pluralità di significati, la complessità umana, la moltitudine di sfumature con cui mischiamo fluidi organici ed emozioni. Tutto questo esula da un copione sessuale prestabilito e ha molto a che vedere con la capacità di essere presenti e partecipi, in relazione reciproca, intenti ad ascoltare i corpi insieme, in quel momento, in quel luogo, con quella persona; senza aspettative, sensi di colpa e giudizi morali.
W la varietà!
E poi diciamolo: la vera alleata è la varietà. Una diversa angolazione, un nuovo contatto possono riattivare l’attenzione e aumentare la percezione del piacere. Non serve fare acrobazie ma esserci, quello sì. In questo senso, “insieme” è la posizione migliore.