Passato Ferragosto, è già tempo di rientri per molti e – lo sappiamo bene – i ritmi quotidiani e le incombenze possono cancellare i ricordi di spiaggia o monti in pochissimo tempo. C’è chi dice, e ha provato a dimostrare, che gli effetti benefici del relax svaniscano appena 48 ore dopo aver messo piede a casa. Se poi quella casa è in disordine, lo sconforto prende il sopravvento immediatamente. Basti pensare che, secondo una ricerca, trovare le proprie quattro mura domestiche nel caos e magari pure da pulire aumenta lo stress del 40%.

Lo stress da rientro aumenta se la casa è da pulire

Chi non ha mai sognato di tornare a casa, dopo le ferie, senza dover metter su bucati, stirare e riordinare la casa? C’è persino chi, per ovviare alle inevitabili lavatrici, decide di affidarsi alle lavanderie automatiche in vacanza. Già, ma chi può pulire casa prima del nostro ritorno? Se non si fa parte della ristretta categoria di coloro che si affidano a collaboratrici o collaboratori domestici, non c’è scampo: lo stress è dietro l’angolo, anzi dietro la porta che spalanchiamo con ancora le valigie da disfare. Se poi ci si aggiunge l’inevitabile caos nel quale si è lasciata la casa nella foga di partire, ecco che il rischio di essere sopraffatte dall’ansia diventa una certezza. A meno di non pensarci prima…

Effetto Zeigarnik: quando il cervello non trova pace

A intuire il peso psicologico negativo del pensiero di dover imbracciare l’aspirapolvere, spolverare i mobili (ingombri magari di ogni oggetto abbandonato prima delle ferie o durante la preparazione dei bagagli) o dover far spazio negli armadi perché magari si è tornati con souvenir o maglie, cappellini, sandali nuovi, sono stati gli esperti che hanno analizzato il cosiddetto “Effetto Zeigarnik”: è quel fenomeno per cui il cervello non trova pace finché non ha chiuso tutti i “file” aperti, rappresentanti dalle incombenze che ci circondano. È come avere un rumore di sottofondo che disturba e non permette di vivere in modo sereno. Per gli psicologi la colpa è dovuta a un carico (più spesso sovraccarico, nel caso delle donne) dato dal disordine.

La psychological home per un rientro senza stress

D’altro canto ci sono fior fiore di studi sul cluttering, ossia la mania di accumulare oggetti, che non permette di rilassarsi e godere del benessere domestico. Esiste persino una branca della psicologia che si chiama psychological home: una recentissima una ricerca dell’Università del New Mexico ha mostrato come case disordinate siano fonte di stress. È risultato, infatti, che chi ci abita ha mediamente livelli più alti di cortisolo. Ma cosa c’entra questo con il rientro? Elementare: basta lasciare in ordine prima di partire, per evitare picchi di ansia.

Meglio pulire prima di partire

Secondo diverse ricerche pubblicate sul Journal of Environmental Psychology, bisognerebbe quindi evitare di lasciare la casa in condizioni simili a quelle successive al passaggio di un uragano, rimandando a tempi migliori le operazioni di riassetto. I dati di uno studio dell’Università della California chiamato No Place Like Home, indicano che le donne che sanno di vivere in un ambiente domestico percepito come caotico hanno livelli di cortisolo paragonabili a quelli di persone in stress cronico, con un aumento fino al 40% rispetto a chi vive in uno spazio ordinato e pulito. «Il disordine non è solo una questione estetica: ogni oggetto fuori posto è un compito aperto che il cervello continua a registrare sullo sfondo», conferma Alessandro Calderoni, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, fondatore del Centro clinico Psymind.

Trovare l’ordine nella “casa psicologica”

«Gli studi recenti vanno in questa direzione: il caos indebolisce la “casa psicologica”, cioè la percezione della casa come rifugio che ci ricarica, e tiene alto il cortisolo. In pratica il disordine mantiene acceso il sistema dello stress proprio nel posto in cui dovrebbe spegnersi», sottolinea Calderoni, che crede nei benefici di un ritorno in una casa ordinata: «Il rientro è una transizione, e nelle transizioni siamo più vulnerabili allo stress: viaggio, posta arretrata, agenda che riparte tutta insieme. Se la casa ti accoglie in ordine, ricevi un segnale immediato di controllo e di continuità. Puoi atterrare».

Un regalo pre-partenza

Quando, invece, ci si ritrova con «pile di roba da sistemare, si aggiungono compiti nel momento in cui le energie sono al minimo. Mettere in ordine prima di partire non sembra una priorità, lo capisco. Io la racconto così: è un regalo che fai alla persona che tornerà da quelle vacanze, cioè a te. Venti minuti prima di chiudere la valigia, ripagati con gli interessi», sottolinea ancora l’esperto, che ricorda: «Le ricerche sul “fade-out” dicono che i benefici della vacanza svaniscono in media entro due-quattro settimane, e più in fretta se rientri in un carico di lavoro pesante. Ma non è un destino: dipende molto da come giochi le prime due settimane».

5 consigli per un ritorno senza stress

Da qui i consigli dell’esperto, in 5 semplici mosse:

1. Rientra un giorno prima. Quel cuscinetto tra viaggio e scrivania vale oro.

2. Primo giorno a densità ridotta: niente riunioni in fila, scegli tu da dove ricominciare.

3. Proteggi le serate della prima settimana con cose piacevoli: il tempo libero di qualità dopo il rientro è ciò che allunga l’effetto vacanza.

4. Porta a casa un’abitudine delle ferie: la camminata dopo cena, la colazione senza telefono.

5. Disfa la valigia subito. Una valigia in mezzo alla camera per due settimane è il modo più rapido per bruciare tutto. E ci riporta al punto di partenza: l’ordine.

E se puoi, prenota già il prossimo stacco, anche breve. Le pause corte e regolari funzionano meglio di un’unica vacanza lunga: la durata non allunga l’effetto, la qualità sì, conclude Calderoni.