Ognuno ha la propria personalissima idea di paradiso. C’è chi si attiene alla visione classica e s’immagina una valle verde sotto un cielo terso, e chi sceglie una versione più colorata e frizzante. Ad esempio, una tavola imbandita intorno alla quale, tra brindisi e buona musica, si divertono degli amici affiatati. Insieme a loro – o poco distanti – i figli giocano, vanno e vengono, accompagnati dal suono delle chiacchiere e dai rovesci di risate. Un recente studio condotto dall’Australian Institute of Family Studies sottolinea quanto bene faccia ai bambini e ai ragazzi crescere in una famiglia i cui genitori hanno una bella vita sociale e rapporti di amicizia stabili e gioiosi. Dall’attitudine a rispettare gli altri alla presa di coscienza di non essere al centro dell’universo, ecco una carrellata di vantaggi che gli amici di mamma e papà offrono (più o meno indirettamente) ai giovani di casa.

Amici dei genitori: un piccolo villaggio solidale

C’è un proverbio africano che dice: “Per crescere un bambino ci vuole un villaggio”. «È un’immagine che spiega perfettamente quanto la socialità dei genitori possa riflettersi sul benessere dei figli» spiega Giada Zurlo, educatrice di discipline positive per genitori, fondatrice di Genitori Diversi. «Un tempo le famiglie erano più estese: cortili condivisi, nonni vicini di casa, adulti pronti a tenere d’occhio non solo i propri figli ma anche quelli degli altri». Oggi la rete sociale si è ristretta al nucleo familiare più intimo, e il peso della crescita dei bambini ricade quasi esclusivamente su mamma e papà. «Coltivare rapporti di amicizia diventa ancora più importante: alleggerisce i genitori e regala ai giovani un senso di sicurezza e appartenenza. Sapere che intorno hanno adulti affidabili offre loro la sensazione di navigare su una barca più sicura e accogliente».

Tra le risate, una lezione di empatia

Imparare ad avere rispetto per chi ci circonda e capire che non si è al centro assoluto dell’universo: sono forse i benefici più grandi offerti dalla socialità dei genitori. «I bambini e i ragazzi apprendono molto osservando non tanto come trattiamo loro, quanto come ci comportiamo con partner e amici» osserva Zurlo. «Se ci vedono interrompere, rispondere in modo brusco o sarcastico, tenderanno a replicare lo stesso atteggiamento. Al contrario, assistere a conversazioni rispettose e attente diventa una scuola di comportamento. I piccoli gesti – accogliere con cura gli ospiti, saper ascoltare un’amica in difficoltà – insegnano più di mille lezioni teoriche sull’empatia».

Amici dei genitori: la diversità è ricchezza

L’apertura mentale è un altro dono prezioso che la rete di amicizie di mamma e papà consegna ai ragazzi. «Stare a contatto con adulti diversi, con storie e caratteri differenti, allarga lo sguardo ben oltre quello dei genitori» conferma l’esperta. «In un gruppo affiatato, ogni adulto porta la propria esperienza di vita, tra successi e momenti di crisi, e ha un ruolo chiave: chi è più paziente compensa chi lo è meno, i tipi più stravaganti mostrano un’altra prospettiva. Così i ragazzi imparano a rispettare le opinioni altrui e scoprono che non esiste un solo modo di vivere e di comportarsi, ma tanti, allenando la tolleranza e la tendenza a essere inclusivi».

Si ride, si scherza, ci si rilassa. Insieme

Ma la socialità non è solo impegno e sostegno: esiste anche un lato ludico che fa bene a tutti. «Vedere mamma e papà ridere con gli amici, lasciarsi andare a momenti leggeri e perfino un po’ infantili, aiuta bambini e ragazzi a percepirli in modo più completo, non solo come figure serie e responsabili» spiega Zurlo. «È rassicurante: un genitore sereno e capace di divertirsi è come un pilota sicuro al comando, trasmette fiducia a chi viaggia con lui. Al contrario, quando siamo stressati, rischiamo di riversare tensione sui figli anche per errori trascurabili. Coltivare una vita sociale piacevole significa farli crescere in un ambiente rilassato, dove imparano che il divertimento ha un posto importante nella vita. E scoprono anche che mamma e papà non esistono solo come genitori, ma come persone intere, vive e gioiose».

Amici dei genitori: presenti spesso, ma non sempre

Naturalmente, accanto alla ricchezza della vita sociale, c’è anche il valore della quiete domestica. «Ogni tanto è bello ritagliarsi momenti più raccolti, da trascorrere con i genitori, i fratelli, i nonni: l’intimità familiare regala spazi di calma, complicità e riposo che non hanno sempre bisogno di “testimoni”» conclude la dottoressa Zurlo. «Come sempre, la chiave è l’equilibrio: né l’isolamento né la vita sovraffollata, ma la capacità di alternare convivialità e tempo più privato. Così i ragazzi capiscono che mamma e papà sono capaci di coltivare amicizie, ma non dimenticano la centralità dei legami più stretti». Perché le tavolate piene di amici festosi sono fantastiche, ma anche stare soli coi genitori e i fratelli stravaccati sul divano, in pigiama, mangiando una pizza, non è affatto male.