Il consumo di farmaci anti-obesità sta aumentando incredibilmente, non solo negli Stati Uniti, ma anche in Italia. Tra gli effetti, però, non ci sono solo quelli sulla linea o sulla salute, ma anche sulla sfera sessuale. Secondo alcuni, infatti, riduce la libido, in base allo stesso tipo di azione che induce sul senso di fame: insomma, meno desiderio di cibo e meno voglia di sesso. Per altri, invece, potrebbe far bene proprio alla vita di coppia, perché migliorando l’aspetto estetico, ridarebbe fiducia in se stesse, riaccendendo il calore e aumentando l’intesa e il piacere. Cosa c’è di vero?
I farmaci anti-obesità aiutano anche il sesso?
A riaccendere le luci sui sempre più numerosi (e diffusi) farmaci anti-obesità c’è un aspetto finora trascurato o ignorato, ossia le ricadute sulla vita sessuale. Un articolo recente del New York Times racconta proprio il caso di una donna che, per perdere peso, ha iniziato ad assumere medicinali a base di semaglutide. Ciò che non si aspettava, però, è stato di ritrovare quel desiderio che sembrava un po’ spento: una nuova intimità con il partner. Il suo, però, pare non sia un caso isolato e la salute non è l’unica spiegazione.
Dimagrire per ritrovare più fiducia in se stesse
Cambiare il proprio aspetto esteriore, dunque, può influire sulla libido: «È così, anche se raramente lo fa in modo diretto o automatico. Dal punto di vista psicologico la libido è fortemente legata all’immagine di sé, al senso di desiderabilità e al rapporto che la persona ha con il proprio corpo. Per molte persone, il dimagrimento non significa solo pesare meno, ma sentirsi più visibili, più legittimate a desiderare ed essere desiderate. Perdendo peso, quindi, può riattivarsi una parte identitaria che era stata messa in secondo piano: il sentirsi attraenti, il permettersi il piacere, l’abbandonare vergogna o autocritica», conferma la sessuologa Eleonora Sellitto.
Cambia il corpo e cambia la mente
«Quando il corpo smette di essere vissuto come un limite o un problema, può tornare a essere uno spazio di esperienza, di contatto e di gioco erotico – prosegue Sellitto – In altre parole, non è il peso in sé ad accendere il desiderio, ma il cambiamento nello sguardo interno: come mi vedo, come mi sento nel corpo, quanto mi autorizzo al piacere». Il cambiamento esteriore, quindi, porta anche a un cambio di atteggiamento. Ma non si tratta solo di un fenomeno individuale o di coppia, perché le pressioni sociali giocano un ruolo importante nella percezione di sé e del sesso. In questo il fenomeno è in parte nuovo, legato alla società nella quale viviamo.
Le pressioni sociali incidono sulla sessualità
«Da sempre i cambiamenti corporei significativi — dimagrimento, maternità, menopausa, malattia, allenamento fisico — hanno avuto effetti anche sulla vita sessuale. Quello che è nuovo è la narrazione culturale che accompagna questi farmaci e la loro diffusione su larga scala. Oggi il cambiamento corporeo è spesso più rapido, più visibile e socialmente rinforzato, per esempio da complimenti, conferme e sguardi). Questo può amplificare l’effetto psicologico: la persona non cambia solo corpo, ma ruolo, posizione nello sguardo degli altri e nella dinamica di coppia», sottolinea la sessuologa. «Inoltre, il racconto mediatico tende a semplificare: “dimagrisco quindi torna il desiderio”. Ma in realtà il desiderio torna quando si rimettono in moto autostima, vitalità, curiosità e senso di agency, elementi che possono accompagnare — ma non dipendono esclusivamente — dal dimagrimento». Attenzione, quindi, a non cadere nella trappola dell’idea che perdere chili possa riaccendere la passione con il partner.
Il rischio opposto: quando dimagrire fa male al sesso
Un altro rischio è poi quello opposto, cioè che un dimagrimento “faccia male” al sesso di coppia: «Purtroppo accade più spesso di quanto si pensi. Un cambiamento corporeo importante può rompere un equilibrio relazionale preesistente. Chi perde peso può sentirsi più autonomo, più sicuro, più desiderante o desiderato; il partner, invece, può vivere insicurezza, paura di perdere l’altro, gelosia o senso di esclusione. A volte il corpo “di prima” aveva una funzione implicita nella coppia: rassicurava, proteggeva da confronti, manteneva ruoli stabili. Il cambiamento può mettere in crisi questi assetti non detti. In altri casi, chi dimagrisce sente di “rinascere”, mentre il partner resta fermo, e si crea una asimmetria evolutiva», spiega Sellitto.
L’aumento di testosterone
Se gli aspetti psicologici sono fondamentali, iniziano a emergere anche alcuni dati scientifici sui cambiamenti che l’assunzione dei farmaci anti-obesità porta, in relazione alla sfera sessuale. Ad esempio, una ricerca, presentata a San Francisco al congresso ENDO 2025 della Endocrine Society, ha mostrato un aumento di testosterone in un campione di 110 persone obese (molte delle quali affette da diabete di tipo 2), con età media di 54 anni e trattate per 18 mesi con semaglutide, dulaglutide o tirzepatide, principi attivi dei farmaci anti-obesità più diffusi. L’assunzione di questi medicinali ha fatto salire i livelli medi dell’ormone dal 53% al 77% degli uomini, quindi con presunti effetti anche sulla sfera sessuale.
Se dimagrire è fonte di stress nella coppia
Tutto bene, quindi? Come spesso accade, esiste anche un rovescio della medaglia. «Il dimagrimento può migliorare la vita sessuale, ma può anche diventare un fattore di stress relazionale se non viene simbolizzato e condiviso – chiarisce la sessuologa. Il problema che si pone, quindi, è se il sesso non sia (troppo) influenzato dall’esteriorità, con il rischio di dare troppa importanza solo all’esteriorità: «È un aspetto molto importante. Il rischio esiste, soprattutto in una cultura che lega fortemente il desiderio all’estetica e alla performance. Ma più che “amare solo l’involucro”, spesso si tratta di aver trascurato per anni il corpo come luogo di relazione, intimità e comunicazione. Se il desiderio si riaccende solo dopo un cambiamento fisico, può essere un segnale».
Nutrire l’erotismo
Come spiega la sessuologa, quindi, «forse la coppia aveva smesso di nutrire l’erotismo, la curiosità reciproca, lo sguardo desiderante. Il corpo diventa allora il “capro espiatorio” di qualcosa che si era spento altrove. Detto questo, non è necessariamente un fallimento. Può essere anche un’occasione: il cambiamento corporeo può riaprire domande, dialoghi, ridefinizioni. La vera questione non è quando torna il desiderio, ma se la coppia riesce a integrarlo, andando oltre l’involucro e trasformando il cambiamento in una nuova intimità condivisa», conclude Sellitto.