Se non fosse che in questa fase non gradisce particolarmente che le stia addosso (eufemismo), le chiederei spesso di abbracciarmi. Lo farei senz’altro prima di andare a dormire, per una specie di contrappasso affettivo-epidermico parecchio infantile ma altrettanto sentito (ho passato anni a starti vicina mentre t’addormentavi, scudo inscalfibile nel buio della notte, è il momento di ricambiare, almeno, chessò, una volta al mese). L’abbraccio di mia figlia è, per me, l’ottava meraviglia del mondo. La sensazione che mi trasmette è piena, rotonda. Per tutto l’amore che ci circola dentro, ma anche perché la mia bambina bionda mi stacca di 10 centimetri, le sue braccia lunghe e forti possono avvolgermi come l’accappatoio di spugna dopo una nuotata nel mare freddo di maggio. Mia figlia è grande, in tutti i sensi.

Il balzo in avanti da bimba a figlia grande

Ogni tanto quasi me ne scordo, ci vedo con la coda dell’occhio riflesse in qualche vetrina e resto ancora stupefatta. Un mix di incanto e disorientamento. Forse ha provato qualcosa di simile Beyoncé riguardando le foto che le hanno scattato al Met Gala insieme alla figlia Blue Ivy, 14 anni quasi raddoppiati dalla tenuta super fashion. Per non dire di Nicole Kidman, che si è presentata allo stesso evento con Sunday Rose, avuta nel 2008 dall’ex marito Keith Urban. L’altro ieri era una bimba, adesso è una gigantessa dallo sguardo deciso, che sfila per Dior e Miu Miu. «In genere, nei primi anni del liceo le ragazze fanno un balzo in avanti nel passaggio da bambina a donna: un cambiamento naturalissimo, che però risulta spesso un po’ spiazzante per i genitori, specie per le mamme» spiega Deborah Leanza, psicologa e counselor.

Tra social e nuovi stimoli, l’aspetto è già da adulta

Pronta a un breve discorso da boomer? (Chi teme di non reggerlo, può passare al capitoletto successivo). Non è vero che noi donne sui 50 da adolescenti giocavamo ancora alle Barbie. È vero però che – generalizzando – sembravamo più giovani di chi ha oggi quell’età. «Esteticamente parlando, il salto da ragazzine ad adulte avviene prima e in modo meno graduale di un tempo» afferma la dottoressa Leanza. «C’entrano i social, la società in generale e pure il mondo della moda retail, che espongono le nostre figlie (e i figli, ovviamente) a contenuti e oggetti del desiderio prima riservati a persone con qualche anno in più, portandole ad affinare gusti simili ai nostri. E di conseguenza a costruirsi un’immagine “da grande”». Che può creare una certa confusione.

Attenta a non identificarti troppo

Nicole Kidman con la figlia Sunday Rose al Met Gala 2026

Quell’aspetto adultizzato contribuisce talvolta a un cortocircuito nella relazione tra mamma e figlia. «Il fatto che le ragazze sembrino grandi rende più facile che la gerarchia tra questi due ruoli finisca per appiattirsi» afferma Leanza. «I nostri genitori, al limite, volevano studiassimo perché loro, da giovani, non avevano avuto la possibilità di farlo, mentre alcune mamme oggi tendono a identificarsi con le figlie a livello emotivo in maniera totale. Scivolano nei loro panni, provano le stesse emozioni e rischiano di perdere lo sguardo lucido e adulto, forgiato dall’esperienza, che può essere d’aiuto. Di fronte a un brutto voto si lamentano dei professori come fanno le ragazze, quando queste raccontano un litigio con un’amica non riescono a essere obiettive – la colpa è tutta dell’altra. È come se vivessero un po’ (anche) nei panni delle figlie, spesso proiettandoci dentro paure, insicurezze e frustrazioni legate alla loro adolescenza, che si riattivano».

La distanza fra nostalgia e rivalità

Altro tasto (potenzialmente) dolente, la competizione. «Di fronte a queste figlie così grandi, che hanno tutta la vita davanti e il vasto campionario di “prima volte” ancora da esplorare, ad alcune mamme capita di provare una sensazione spiazzante, che mescola nostalgia e un pizzico di invidia, accompagnata da una fitta coltre di sensi di colpa» osserva la dottoressa Leanza. «È naturale, umano direi. Diverso è quello che può succedere alle donne che – immerse in questo mondo che ci vorrebbe sempre belle e giovani – hanno centrato la loro vita e la soddisfazione personale sull’aspetto fisico e la capacità seduttiva. In certi casi scatta una forma di rivalità con le figlie “in fiore” strisciante, difficile da confessare». È una dinamica complessa, disfunzionale, che andrebbe quanto meno riconosciuta, prima che porti a comportamenti ostili o manipolatori, che potrebbero rovinare il legame e minare l’autostima delle ragazze e, al tempo stesso, quella delle madri.

Da un piccolo miracolo a un altro

Quando le nostre figlie ci individuavano – ad esempio in mezzo alla folla dei genitori, assiepati per assistere alle recite dell’asilo – si illuminavano facendoci sentire le persone più importanti dell’universo: ti ricordi questo piccolo miracolo che qualche anno fa capitava quotidianamente? «Parecchie mamme provano nostalgia per quel periodo» suggerisce la psicologa.«I bambini, come i cuccioli, stimolano fisiologicamente la tenerezza, insieme a una sensazione di positività. Senza contare che le coccole, allora, erano all’ordine del giorno, mentre adesso in molte case sono una rarità: è normale sentirne la mancanza». In compenso, c’è un’altra magia, tutta nuova, a cui ti consigliamo vivamente di fare caso.

Trasformati in rete di protezione

«Sono certamente meno frequenti, ma (tornando a bomba) gli abbracci con una figlia grande sono davvero una meraviglia» afferma la dottoressa Leanza. «Stringendola percepisci uno scambio nuovo, rigenerante per entrambe: la proteggi e, contemporaneamente, ti senti protetta». E a chi soffre perché ha l’impressione che la sua presenza di mamma sia ormai ininfluente, inutile, ricordiamo che «ogni individuo si fa largo nel mondo cercando di soddisfare tre bisogni-cardine, quello di appartenenza, di crescita e di autoaffermazione. La tua ragazza sta facendo questo percorso, inebriante ma non semplice. Anche se magari non sembra, ha decisamente bisogno di una rete di protezione, discreta ma resistente. Ha bisogno di te».