Di recente ho incontrato la mia amica C., reduce da una separazione e innamorata di un nuovo compagno. Di tutto ciò che poteva raccontarmi di questa felice novità, si è soffermata con particolare stupore sul modo in cui lui, il nuovo fidanzato, usa le mani.

La masturbazione reciproca dà piacere a entrambi

Se ci pensate, è una cosa strana perché le mani, intese come strumento di piacere, sono una parte anatomica che associamo alla stagione più acerba della nostra sessualità, quando ci dilettavamo in lunghe sessioni di “petting”: noi misuravamo la nostra inclinazione per la falegnameria, mentre i ragazzi allenavano autostima e bicipiti per competere alle Olimpiadi del Ditalino (parola, ne converrete, assai riduttiva). Maturando dal punto di vista sessuale, succedeva spesso che la masturbazione reciproca fosse derubricata a pratica minore, e che il nostro interesse volgesse a più arditi traguardi di intimità.

Le mani nel sesso sono importanti

Questo va benissimo, ma cosa succede quando la curiosità e la sperimentazione approdano a una sessualità puramente penetrativa? Succede che spesso l’orgasmo non lo raggiungiamo e, soprattutto, come è successo a C., dimentichiamo quali e quante cose le mani possano esprimere: cura, desiderio, passione, sollievo, attenzione, impeto, tenerezza, vicinanza. «Il mio ex-marito non mi toccava da anni» ha detto.

Il sesso è un modo per comunicare

Ascoltandola, mi sono chiesta quanto spesso nelle relazioni tendiamo a dare per scontata l’altra persona, quanto spesso la sessualità si svuoti della libertà di comunicare desideri e bisogni; e quanto spesso due corpi vicini non corrispondano a due anime affini. Ho salutato C. che mi ha sorriso piena di luce. Ho pensato a quanto sono belle le donne, quando sono appagate.