«Lo faccio per il tuo bene». Poche frasi sono insieme così affettuose e così difficili da contraddire. Arrivano a decisione già presa, sono quasi sempre sincere e chi le riceve si trova a dover rispondere con gratitudine a qualcosa che non ha mai chiesto. Succede in tante famiglie, anche in quella dei Russell della serie The Gilded Age. Bertha Russell, nella New York dell’Ottocento, non lascia niente al caso. Nemmeno il matrimonio di sua figlia.
La nuova stagione di The Gilded Age arriva su Sky e NOW
Dal 2 novembre la signora Russell torna con la quarta stagione di The Gilded Age, il period drama HBO firmato da Julian Fellowes, il creatore di Downton Abbey. In Italia i nuovi episodi arrivano su Sky e in streaming su NOW, uno a settimana fino al 14 dicembre. Siamo nella New York degli anni Ottanta dell’Ottocento, dove le vecchie famiglie dell’alta società tengono chiuse le porte dei salotti ai nuovi ricchi. Bertha (Carrie Coon), moglie del magnate delle ferrovie George Russell (Morgan Spector), ha deciso di entrarci a ogni costo.
La serie è partita su HBO a gennaio 2022 e si è fatta un pubblico fedele. Agli Emmy ha raccolto 15 candidature, 8 solo quest’anno per la terza stagione, e un premio per la scenografia. Con la terza stagione, stando ai dati di HBO, il pubblico delle serate di debutto è cresciuto del 20% rispetto alla seconda.
The Gilded Age 4: il trailer ufficiale della quarta stagione
La trama della stagione 4? Secondo la sinossi rivelata da HBO e Sky, Bertha ha cambiato la società pagando un prezzo, e ora la sua famiglia deve fare i conti con le conseguenze. Intanto Agnes van Rhijn (Christine Baranski) coglie l’occasione per riprendersi il posto perduto, Marian (Louisa Jacobson) imbocca una strada nuova e Peggy (Denée Benton) prova a farsi accettare dai futuri suoceri. Sky ha anche anticipato che «tra grandi storie d’amore, fortune che cambiano rapidamente, salotti artistici in fermento e balli sfarzosi, una nuova generazione è pronta a terremotare gli equilibri dell’alta società di New York». E il trailer mostra una Bertha impegnata a ricucire il rapporto con il marito George.
Il piano per Gladys
Per capire perché il prezzo sia così alto bisogna tornare a Gladys, la figlia dei Russell (Taissa Farmiga). George le aveva promesso che avrebbe scelto da sola chi sposare. Bertha decide diversamente. Pur di assicurarle un posto altissimo nella società, nella terza stagione manda all’aria il suo fidanzamento segreto con Billy Carlton, arrivando a minacciare di diseredarla, e la spinge verso il duca di Buckingham. Gladys arriva all’altare in lacrime, per sposare un uomo che conosce appena. Col tempo, però, inaspettatamente tra i due si sviluppa una forma di affetto e rispetto reciproco. Il piano, insomma, riesce.
Eppure il conto arriva lo stesso. George non perdona alla moglie di aver usato la figlia come una pedina: per lui, ha raccontato Carrie Coon a Variety, quella di Bertha è stata un’intromissione pesantissima nella vita personale dei figli. In affari è spietato, osserva l’attrice, ma non lo è con la sua famiglia. Nel finale della terza stagione se ne va. Quello che George non vede subito, secondo l’attrice, è che per Bertha la famiglia è l’unica sfera in cui le sia concesso esercitare un potere. Lui stesso lo dirà in una battuta: se sua moglie potesse sedere in un consiglio d’amministrazione, forse non si darebbe tanto da fare tra le mura di casa.
Il genitore-manager
Ottocento a parte, la storia ha un’aria familiare. Oggi in Occidente nessuno combina matrimoni, ma il genitore-manager esiste ancora. Ha un’agenda e un piano, sceglie il liceo giusto, poi la facoltà che dà più sbocchi. Dietro c’è la paura che i figli sbaglino e il desiderio di dar loro ciò che ai genitori è mancato. Carrie Coon, parlando di Bertha all’Hollywood Reporter, se l’è chiesto apertamente: non sono, tutti i genitori, un po’ colpevoli di proiettare sui figli i propri sogni?
C’è poi un’eco più sottile della storia di Bertha. Quando le proprie ambizioni restano chiuse in un cassetto, per un lavoro lasciato, una carriera rallentata, una strada che non si è potuta prendere, è facile che cerchino un’altra uscita. E l’uscita più vicina è la vita dei figli.
Non tutto, certo, è regia. Consigliare un figlio fa parte del mestiere di genitore ed è quasi impossibile dire dove finisca l’aiuto e cominci il comando. Succede davanti a una scelta di università, per esempio, o in un «io al tuo posto non lo farei» che pesa dieci volte più di quanto immagini chi lo pronuncia.
Per i figli la linea è ancora più sfocata. Una vita pianificata con tanta cura e con tanto amore (a volte, magari, anche con tanti soldi), somiglia a un regalo e rifiutarlo sembra ingratitudine. L’ambizione di famiglia, poi, ha una caratteristica: il successo dei figli appartiene a tutti. Bertha non cerca un titolo soltanto per Gladys, cerca un posto per i Russell. Oggi quel titolo nobiliare ha preso la forma di un voto scolastico o di un lavoro prestigioso da esibire come biglietto da visita dei genitori, e il figlio si ritrova a portare il peso di aspettative che non ha chiesto.
Gladys è più vicina di quanto sembri
Gladys non è una ribelle: all’inizio è sconvolta dal matrimonio combinato, poi finisce per trovarci del buono. Secondo Farmiga, anzi, trova la sua libertà proprio diventando un po’ come la madre. Chi è cresciuto con un piano scritto da altri, e a vent’anni ci si trova spesso ancora dentro, conosce questa sequenza. Conosce anche la gratitudine che ne deriva, vera ma con una crepa dentro, e sa quanto spesso si finisca per somigliare al genitore da cui si cercava di scappare.
Il guaio di un futuro deciso da altri è che, anche quando va bene, fatichiamo a sentirlo nostro. Gladys ha avuto un duca e, alla fine, perfino l’affetto. Quello che non ha avuto è la possibilità di dire: l’ho scelto io. Eppure una scelta fatta da altri, a volte, si può rifare propria. Da adulti si può decidere di tenere ciò che ci è stato consegnato, questa volta perché lo vogliamo, oppure di lasciarlo andare.
Alla fine della terza stagione Gladys aspetta un bambino e Farmiga immagina che da madre si ispirerà più a George che a Bertha. «Lei ama tantissimo i suoi figli, ma a volte un bambino ha bisogno di un abbraccio e di un sorriso gentile, non di una mano ferma che lo guidi», ha detto a Marie Claire. È la domanda che prima o poi si pongono tutti i figli cresciuti dentro un piano, quando tocca a loro: che cosa terrò? E che cosa, invece, farò diversamente?
E Bertha?
Resta da capire Bertha, forse la parte più umana della storia. Quando l’unico spazio in cui puoi decidere è la vita dei tuoi cari, la tentazione di occuparlo tutto è forte. Capirla non la assolve, e George lo sa meglio di chiunque: con la moglie litiga proprio per questo. Lui chiedeva una cosa semplice, che Gladys potesse scegliere da sola. A volte, in una famiglia, basterebbe una domanda al posto di un verdetto: tu che cosa vuoi? La domanda, però, è la parte facile. Il difficile è restare ad ascoltare quando la risposta non è quella che si aveva in mente.
«In questa nuova era bisogna stare attenti a ciò che si desidera», avverte la presentazione della stagione. Soprattutto quando si desidera al posto di qualcun altro.