Se ci sono attività che non spariranno nell’era dell’AI, al primo posto ci sono quelle manuali. Ma mentre l’idraulico, il fabbro, l’elettricista e l’imbianchino guadagneranno ancora di più di adesso (nero a parte, perché quello non è quantificabile…), chi fa le pulizie resterà al palo. Cioè, continuerà a farle – magari con l’aiuto dell’AI che ti suggerisce dove insistere di più – ma guadagnerà come prima.
Pulizie e lavori manuali
È una semplice sensazione data dal fatto di essere donna, e quindi occuparmi delle pulizia di casa come nel più classico dei cliché, senza essere pagata per farlo, o una reale proiezione del mondo del lavoro? Leggo che PwC, azienda di consulenza strategica, ha pubblicato di recente uno studio: The fearless future: 2025 global AI jobs barometer, che nasce da un milione di annunci pubblicati negli ultimi mesi. Insomma, la fonte è piuttosto affidabile.
Quando i CEO diventeranno idraulici
Da questa enorme rassegna, viene fuori che la prima categoria di lavori che resisterà sono proprio i lavori manuali: fabbri, idraulici ed elettricisti saranno molto ben pagati anche perché, al momento, la manualità è dura da automatizzare: una mano robotica costa infatti 100mila dollari. Nel rapporto non si legge però di un rischio: quando molti colletti bianchi resteranno disoccupati, e i CEO lasceranno il pc per indossare la tuta, tanti si improvviseranno tuttofare e allora la qualità crollerà. Dura vita per noi utenti, chiamati sempre più a distinguere i professionisti dai cialtroni. Magari ci aiuterà l’AI a scegliere? Chissà.
Maestre e maestri
Un’altra categoria che sopravviverà sono i lavori aumented, cioè quelli che possono essere potenziati ma non rimpiazzati dall’AI. Per esempio la maestra o il maestro che sì, insegnano ai bambini ma devono anche sorvegliarli. L’AI potrà aiutarli nella valutazione dei risultati o nella preparazione dei compiti, ma non nel loro ruolo di adulti che sorvegliano. Quale genitore vorrebbe un robot per insegnante?
Polizia, medici e avvocati
Anche lavori sul campo come medici, assistenti sociali, polizia e forze dell’ordine saranno affiancati ma non sostituiti. E c’è già chi ha pagato la sua intraprendenza, come alcuni avvocati, che si sono fatti aiutare dall’AI, ma senza fare le doverose verifiche. Da Milano a Siracusa, infatti, si moltiplicano i casi di professionisti sanzionati dai Tribunali per aver inventato le sentenze, grazie proprio a ChatGPT. Meglio insomma tornare a sfogliare i bei vecchi Codici, così analogici, e lasciare all’AI solo il compito di affiancarci.
I lavori legati all’invecchiamento e alla ristorazione
Visto il mega trend dell’invecchiamento della popolazione, tutte le professioni legate alla sanità e al wellness sono garantite. Seguono la transizione verde e il settore tech, ovviamente, a cui aggiungere le attività in campo umanistico (come gli psicologi) e gli addetti all’accoglienza e alla ristorazione. Vuoi mettere un bel caffè servito al bar con un bel sorriso?
Fare le pulizie non rientra nei lavori più pagati: perché?
E così siamo in fondo al report. Fare le pulizie, però, non rientra in tutte queste categorie. Eppure, è un lavoro di cui ci sarà sempre bisogno. Infatti chi può farlo al posto nostro? Al momento, abbiamo un’ampia rassegna di robot casalinghi che lavano mentre aspirano, alcuni programmabili con l’App, così come nelle pulizie industriali, dove si moltiplicano i servizi di organizzazione e ottimizzazione di tempi, risorse e spazi grazie all’AI. A casa, però, il lavoro delle pulizie andrà incontro a una forte domanda perché, mentre potremmo fare sempre più cose con l’AI, qualcuno dovrà pur sempre strofinare i bagni. E allora, perché fare le pulizie non è tra i lavori che saranno ben remunerati nel futuro? Perché non lo troviamo nel report? Perché resta un lavoro umile e sottopagato, quando non è pagato affatto, come nel caso di noi donne che lo facciamo regolarmente nelle nostre case. Un lavoro nascosto che però genera un valore aggiunto di circa 15,8 miliardi di euro, cioè circa l’1% del PIL nazionale.
Le pulizie sempre appaltate a noi donne anche con l’AI
In futuro, allora, mentre affideremo la cena ai robot da cucina, che intanto guardano anche in frigo cos’hai da smaltire e ti consigliano sui piatti da preparare, avremo due alternative. La prima è continuare a occuparcene noi donne continuando ad alimentare questa economia sommersa e a sentirci dire che siamo “economicamente inattive” – quasi la metà delle donne in Italia, per l’Istat. La seconda, che renderà sempre più sottovalutate le faccende domestiche, sarà invece quella di darle in outsourcing. A chi? Sempre alle donne più sfortunate di noi, che migrano dai loro paesi per svolgere qui un lavoro valutato poco e professionalizzato ancora meno. D’altra parte, se il lavoro domestico in famiglia già non viene considerato, perché dovrebbe esserlo quando viene appaltato all’esterno? Di sicuro, quando arriverà il robot che pulisce pure i vetri, io lo chiamerò maggiordomo e non gli metterò il grembiulino.