Il ciclismo è in piena espansione: sempre più persone scelgono la bici per fare sport, muoversi in città o scoprire il territorio. Anche le donne sono protagoniste di questa crescita su due ruote, ma spesso si sentono più vulnerabili sulla strada. I numeri purtroppo confermano la necessità di parlare di sicurezza in bicicletta: solo ad agosto 2025, in Italia, sono stati registrati trenta ciclisti vittime di incidenti stradali.
In occasione dell’Italian Bike Festival 2025, il più grande salone internazionale della bici che si è svolto a Misano Adriatico (RN) dal 5 al 7 settembre, abbiamo scambiato 2 chiacchiere sulla sicurezza in bicicletta con Federico Balconi, avvocato e fondatore di ZeroSbatti, associazione di Milano, che difende i ciclisti in caso di incidente, garantisce la sicurezza stradale e promuove la filosofia dello sport.

Qualche consiglio per aumentare la sicurezza in bicicletta
Prima di inforcare le due ruote è bene ricordare alcuni suggerimenti per sentirsi sicuri, anche se possono sembrare banali. «In realtà, su strada – in città come oltre l’abitato – nulla è scontato in fatto di sicurezza, anche e soprattutto se si è esperti biker, cosa che spesso può portare a eseguire le manovre più avventate» dice Federico Balconi.
«Nella mia esperienza di avvocato difensore dei ciclisti, ho notato che le donne hanno un’attenzione maggiore alla propria sicurezza in bicicletta, mettendo in pratica quei piccoli grandi consigli che possono salvarti la vita».
Mettersi su strada solo DOPO un training con la bici
Pedalare non significa solo “salire in sella”. «Parliamo di bici da corsa, per esempio: leggera e reattiva, richiede una buona tecnica di guida. Ruote sottili, posizione bassa e pedali con sganci (per chi li monda) non perdonano errori su strada. Molti incidenti sono legati all’inesperienza – sottolinea l’avvocato Balconi – basta non tenere le mani salde sul manubrio e si perde subito il controllo. Pericoloso è anche tenere le dita lontane dalle leve dei freni, che non devono mai essere mollate» specifica l’esperto di sicurezza.
Tecnica e allenamento: da dove iniziare per sentirsi sicuri
La soluzione? «Prima di adottare la bici da corsa come sport abituale, è bene fare un piccolo training magari con qualche amico più esperto. E poi nelle fasi iniziali suggerisco di allenarsi in zone senza traffico: meglio cominciare sulle piste ciclabili possibilmente non ciclopedanali poiché possono dare origine ad altri rischi. Anche le strade di campagna poco frequentate dalle auto sono una buona idea per apprendere bene la tecnica di guida della bici. Ma in genere è decisamente sconsigliato pedalare su strade statali, anche se si è esperti» prosegue il fondatore di ZeroSbatti in bici.
Il progetto portato avanti da ZeroSbatti per la sicurezza dei ciclisti
Un’altra opzione sicura sono i velodromi amatoriali, come quello del Parco Nord di Milano, aperti a tutti e lontani dal traffico. «Si tratta di uno spazio chiuso in cui ci si può allenare in bici girando intorno a una specie di pista adibita alla pedalata, non è la stessa cosa della strada ma senz’altro può fornire un’occasione per allenarsi in sicurezza. Con l’associazione ZeroSbatti stiamo proponendo la costruzione di velodromi simili in altre parti di Italia».

Equipaggiamento indispensabile per pedalare sicuri
Pedalare in sicurezza significa anche investire nell’attrezzatura giusta.
- Luci e radar posteriori: la visibilità è fondamentale. Oggi esistono luci che si vedono fino a due chilometri di distanza. Il radar, invece, è un fanale rumoroso posteriore da posizionare sotto la sella: al ciclista segnala l’arrivo delle auto tramite un suono, e alle auto lancia una luce più forte. Da un alto aumenta la percezione di sicurezza da parte del ciclista, e dall’altro lato l’attenzione dell’automobilista a mantenere la distanza di 1,5 m durante il sorpasso.
- Casco: non è necessario spendere centinaia di euro. Anche un modello basic è sicuro, purché sia omologato, spesso più confortevole per chi pedala a livello amatoriale.
- Occhiali: proteggono dal sole, dal vento e dagli insetti, migliorando l’attenzione sulla strada. Se si prevede una giornata con luce mutevole, meglio investire in un paio di lenti fotocramatiche, la cui oscurità varia in base alla luminosità del cielo.
- Il cellulare? Solo in tasca: usarlo in bici è vietato dal Codice della Strada, oltre che pericoloso. Meglio anche non agganciarlo al manubrio perché distrae. Se si vuole scattare una foto, ci si ferma!
- Occhio al ciclocomputer: questo è un consiglio per chi si allena con il computerino delle metriche, se si può evitare di fissarlo costantemente, soprattutto in discesa, è meglio. Il ciclismo è uno sport che richiede di guardare oltre l’ostacolo.
- Abbigliamento colorato: aumenta la visibilità.
- Comunicazione con le braccia: alcune persone in bici dimenticano di segnalare la direzione che stanno per prendere e invece è un gesto indispensabile.

Le strade italiane e i loro pericoli
Uno dei punti dolenti per la sicurezza in bici è l’asfalto. «In Italia l’asfalto è spesso in pessime condizioni, con buche e tratti pericolosi soprattutto nei saliscendi delle nostre colline. Una buona percentuale di incidenti nasce proprio dall’incuria delle strade, unita all’inesperienza del ciclista» puntualizza l’avvocato Balconi. Ecco perché non va trascurata la manutenzione della bici: controllare freni e gomme prima di ogni uscita può evitare rischi seri.
La scelta del percorso gioca un ruolo importante: meglio preferire strade secondarie o provinciali rispetto alle statali trafficate, soprattutto nelle ore di punta. Anche se più lunghe, sono molto più sicure.
Ciclisti e automobilisti: come imparare a convivere
Il conflitto tra automobilisti e ciclisti è piuttosto aprto. «Molti automobilisti ci percepiscono come un ostacolo non legittimato a stare sulla strada», spiega l’avvocato. Una soluzione concreta potrebbe essere la realizzazione delle bike line: corsie ciclabili dedicate alle bici di almeno un metro di larghezza, da inserire ogni volta che una strada viene rifatta. Se ne vedono tante all’estero e qualcuna sta sorgendo anche in Italia, soprattutto in caso di rifacimenti delle strade provinciali» prosegue l’esperto.
Un piccolo segnale a terra, a lato della carreggiata, cambia la percezione da parte dall’automobilista e legittima la presenza del ciclista, riducendo i conflitti.

Consigli finali per sentirsi più sicuri in bici
In attesa di infrastrutture migliori, la sicurezza si costruisce con scelte personali e quotidiane:
- allenarsi e acquisire tecnica prima di affrontare il traffico;
- rendersi visibili con luci, abbigliamento segnalazioni chiare;
- curare la manutenzione della bici;
- rispettare il Codice della Strada;
- scegliere percorsi più sicuri anche se meno rapidi.
«Alla fine, chi pedala non è un intruso: è una persona che, come chi guida l’auto, vuole soltanto tornare a casa sana e salva» conclude Federico Balconi.