Prima o poi ce lo chiediamo tutte, soprattutto quando siamo troppo stanche o quando sembra che la fine – qualunque essa sia – sembra non arrivare mai. Come non mollare? Come non perdere la tenacia quando tutto sembra andare storto? Come trovare la motivazione per affrontare le difficoltà più insormontabili?
Dopo aver assistito a una tappa del Giro d’Italia Women 2025, gara sponsorizzata dalla piattaforma di scambio di criptovalute zondacrypto, a bordo di un’auto VIP che precedeva la corsa, a domande come queste sappiamo dare una risposta più precisa. Vedere da vicino la grinta delle cicliste stampata sul viso curva dopo curva, lungo salite faticose e discese pericolose, con cambi di ritmo e match a colpi di pedale, abbiamo avuto la dimostrazione della saggezza di un detto popolare, cioè che la bicicletta è una metafora della vita. Pertanto, può insegnarci come non mollare mai e tanto altro sulla forza psicologica.
Perché il ciclismo, quando lo guardi da vicino, non è solo sport. È una lezione potente di resistenza, pazienza e fiducia. E le donne che lo praticano a livello professionistico hanno molto da raccontarci, anche se non abbiamo mai inforcato una bici da corsa.

Le cicliste hanno molto da raccontarci su come non mollare
Sulla strada come nella vita di tutti i giorni, non arrendersi quando la fatica diventa una cattiva consigliera è un gioco di forza appreso con l’allenamento. Così sull’onda di queste similitudini, abbiamo raccolto le testimonianze di 3 cicliste che hanno gareggiato nel Giro d’Italia Women. L’intento è strappare ciò che il ciclismo gli ha insegnato, dato che lo sport offe potenti spunti di perseveranza quando si ha bisogno di una carica in più.
1. Resta calma anche quando ti sembra tutto difficile
Durante una salita, quando le gambe bruciano e la fatica sembra schiacciante, la ciclista britannica Alice Towers del team Canyon-SRAM zondacrypto ha imparato a cercare calma nel caos. «Cerco di concentrarmi su ciò che posso controllare piuttosto che sul dolore» racconta. È un piccolo trucco mentale: spostare il focus.
Cosa ci insegna?
Nella vita, proprio come in bicicletta, ci saranno momenti in cui tutto sembrerà troppo per noi. Ma possiamo sempre scegliere dove puntare la nostra attenzione: sulle difficoltà o sulla direzione. Allenare la mente a restare centrata, anche nella fatica, è già un primo passo per non mollare.

2. Abbi fiducia nel percorso che hai fatto sinora
«Ti impegni, lavori duramente, fai tutto il possibile, ma a volte le cose non vanno comunque come vorresti. E lì devi solo avere pazienza e credere nel percorso che hai seguito sino a quel momento» dice ancora Alice. È una frase che molte di noi possono sentire vicina, ovvero nei periodi in cui si dà tutto e i risultati sembrano non arrivare mai.
Cosa ci insegna?
Insegui un progetto? Ti stai prendendo cura di qualcuno? Cerchi un nuovo inizio? Le risposte non sono sempre immediate, ma la costanza silenziosa ha un potere enorme. Fidarsi del proprio impegno è un atto di forza, anche quando nessuno lo vede.

3. Non mollare anche quando non vinci
La ciclista polacca Kasia Niewiadoma ha collezionato secondi e terzi posti, ma non ha mai smesso di crederci. «Spero di ispirare altre donne a continuare a inseguire i propri obiettivi, anche se il successo non arriva subito il successo».
Il ciclismo le ha insegnato che la resilienza è più importante della vittoria. E che ogni giorno, anche il più duro, può essere il primo verso una nuova possibilità.
Cosa ci insegna?
La vita non è una gara per raggiungere sul gradino più alto del podio. Ci saranno momenti in cui ti sentirai arrivare “solo” seconda, terza, o fuori classifica. Ma ogni volta che resisti, persisti, ci riprovi, stai costruendo qualcosa di invisibile, ma potente: la tua forza. E quella sarà la base per superare le tue difficoltà che sul momento ti sembrano insormontabili.

Quando ami ciò che fai, la fatica pesa meno
Un’altra ciclista, l’australiana Tiffany Crown del team Canyon-SRAM zondacrypto, ci ha ricordato un assioma verissimo nello sport come nel lavoro: «quando ami ciò che fai, la maggior parte delle volte non sembra nemmeno un lavoro».
Anche questo è un consiglio sottile per non mollare mai: trovare uno spazio nella nostra giornata da dedicare a una nostra passione. E soprattutto impegnarsi a proteggere questo spazio tutto nostro con la consapevolezza che ci fornirà una grande spinta ad andare avanti quando abbiamo la sensazione di essere sopraffatti dalle difficoltà. La fatica fa meno paura se è sostenuta dalla ricerca di senso.
È un po’ un cliché, ma è davvero così: devi avere fiducia nel percorso. Continuare a lavorare duramente anche se le cose sembrano non funzionare. A volte non c’è una spiegazione. A quel punto devi solo restare paziente e credere in tutto il lavoro che hai fatto, perché alla fine darà i suoi frutti.
Alice Towers
Cosa può insegnarci il ciclismo nella vita di tutti i giorni
Chi guarda il ciclismo da fuori vede la fatica fisica. Ma chi lo vive o lo osserva da vicino (come la nostra experience al Giro d’Italia Women a bordo di un’auto VIP) sa che è anche e soprattutto un allenamento mentale. Le cicliste imparano a gestire la frustrazione, ad accettare che non tutto vada sempre come previsto, a restare lucide quando il corpo chiede tregua. È una forma di resilienza emotiva che somiglia molto a quella che si coltiva in psicoterapia.
C’è anche un’altra cosa che il ciclismo insegna: il pensiero a breve raggio. Quando la salita è troppo lunga, non puoi pensare alla vetta. Pensi solo al prossimo metro. Alla prossima pedalata. Ed è proprio questo tipo di concentrazione sul qui e ora che viene insegnato anche nelle pratiche di mindfulness: restare ancorate al presente, senza farsi travolgere dall’ansia di ciò che manca o dalla paura di non farcela.
In fondo, sulla bici o nella vita, ogni salita si affronta così: un respiro alla volta.
Esempi pratici di similitudini ciclistiche per non arrendersi
Le cicliste del Giro d’Italia Women affrontano pendenze a doppia cifra nonostante gambe che cedono, e chilometri che sembrano infiniti (la tappa a cui abbiamo assistito era di ben 152 Km da Bellaria in provincia di Rimini a Orciano di Pesaro). Ma quante volte anche noi ci troviamo davanti a una salita tutta nostra? Un esame, una separazione, un figlio da crescere, un lavoro che non arriva, una malattia.
- Nel lavoro: quante volte ti sembra di pedalare a vuoto? Ma come nel ciclismo, c’è bisogno di fiducia nel percorso costruito sino al momento presente, come dice Alice Towers.
- Nei momenti difficili: serve tenacia anche quando nessuno guarda, come dice Kasia Niewiadoma, che ha collezionato secondi posti ma non ha mai smesso di crederci.
- Nelle relazioni: serve pazienza. La stessa pazienza delle cicliste che non vedono subito i frutti, ma continuano ad allenarsi.
- Nella maternità: come una ciclista, sei stanca ma sai che il tuo sforzo ha un senso, e anche se nessuno ti applaude ogni giorno, resti attaccata a quella ruota che è l’amore per i tuoi figli.
Non mollare non è una questione di muscoli. È una scelta mentale, che possiamo compiere ogni giorno. Come se avessimo una bicicletta che non resterebbe in equilibrio senza il nostro impegno.