Qualche tempo fa ho partecipato a un’interessante discussione tutta al femminile, su una dinamica relazionale molto diffusa nella nostra epoca: il sexting.

Il sexting preventivo

Si parlava dell’utilità di praticarlo “in forma preventiva”. In pratica ancora prima di incontrare fisicamente l’altra persona, potenziale partner sessuale. La mia amica B. si è dichiarata fervente sostenitrice di questa attività, riconoscendole un’utilità impensabile tempo fa, quando avevamo vent’anni: cioè capire in anticipo se con l’altra persona le cose possano funzionare o meno (in termini più grevi, per B. si tratta anche di constatare se l’equipaggiamento virile della controparte incontri o no le sue esigenze anatomiche), e risparmiarsi così una quota variabile di imbarazzi e delusioni.

Per contro, le altre segnalavano come, nonostante il sexting preventivo – pratica quindi molto diffusa e consueta –, la delusione sia per loro un’esperienza possibile e piuttosto frequente.

Il sexting crea aspettative

Nonostante la presa visione delle reciproche porzioni anatomiche, e nonostante una fitta corrispondenza di sconcezze, all’atto pratico le cose spesso non funzionano secondo le aspettative. Ed ecco la parola chiave: aspettative. Praticare sexting con qualcuno prima ancora di averlo conosciuto, offrirsi delle preview immaginifiche di ciò che ci faremmo e di come ce lo faremmo, crea in noi un’aspettativa, spesso alta e spesso destinata a una rovinosa caduta (sarà anche per questo che molte tresche restano confinate al regno digitale?).

È evidente che l’incontro di due individui nello stesso spazio, senza la mediazione dei device, con l’integrità dei rispettivi corpi e tutto il carico di verità che essi portano, è un’esperienza più complessa, e talvolta più gratificante, di uno scambio di file. Allora perché lo facciamo? Perché ci diverte? Per ottimizzare? Perché ci dà una ricompensa immediata? Perché ci aiuta a minimizzare i rischi? Mi viene il legittimo sospetto che proprio nel tentativo di ridurli, quei i rischi, ciò che riduciamo sia l’intensità erotica dei nostri incontri. E voi, cosa ne pensate?