Manca un mese o poco più all’esame di maturità che quest’anno sarà diverso, soprattutto nel colloquio orale.
Si giudicherà la maturità dello studente
Innanzitutto il numero delle materie da preparare, circa la metà rispetto agli anni passati; poi non ci sarà più il discorso interdisciplinare con cui lo studente apriva l’orale e le domande arriveranno dai docenti; ma soprattutto la maturità del candidato, che ritorna nel titolo dell’esame, diventa oggetto di valutazione. Fino a 5 punti sui 20 totali del colloquio, infatti, potranno essere assegnati a chi dimostri di aver “raggiunto un elevato grado di autonomia e maturazione personale” e di saper “gestire responsabilità significative in modo esemplare per gli altri”.
Tutte le esperienze nel curriculum
Come si può valutare una cosa del genere? Le modalità di esame prevedono che lo studente si presenti alla commissione raccontando il proprio percorso di crescita, integrando i risultati scolastici con tutto ciò che lo abbia visto impegnarsi nella sua vita fuori da scuola, dalle attività sportive al volontariato, a corsi e viaggi studio. Esperienze, queste extrascolastiche, che devono essere preventivamente documentate nel Curriculum dello Studente e della Studentessa, tramite il quale la commissione è chiamata a giudicare il livello di maturazione del candidato.
La maturità come un colloquio di lavoro
La domanda che pongo è: non si corre così il rischio di avvicinare l’esame a una specie di colloquio di lavoro e di confondere il concetto alto e sfaccettato di maturità con un repertorio prosaico e più quantificabile di opportunità ricevute? Opportunità che un ragazzo può aver sicuramente avuto il merito di cogliere, ma che non dovrebbero valere più di esperienze di crescita meno documentabili, come aiutare la famiglia in un momento di bisogno, stare accanto a una persona in difficoltà, fare delle rinunce per non gravare sul bilancio della casa… azioni compiute senza avere nulla di concreto e spendibile in cambio.
Questa maturità premia i più fortunati
Nonostante l’intenzione dietro a questo rinnovato esame fosse forse quella di mettere al centro la persona, non sarà facile convincere i giovani adulti che non si voglia premiare chi è più fortunato facendolo sembrare più meritevole.