Mio figlio quindicenne ha avuto degli atteggiamenti aggressivi verso i suoi amici. Come posso parlarne con lui? Linda

CARA LINDA, la violenza giovanile sta emergendo in modo preoccupante e la tua domanda mi consente di esplorare tre coordinate importanti.

La prima è: non minimizzare. Rendersi conto che il proprio figlio ha dei comportamenti violenti può scatenare incredulità, vergogna e paura. Queste emozioni rischiano di spostare il mirino sugli altri: i compagni che lo hanno provocato o gli insegnanti che non lo hanno compreso.

La rabbia di un figlio violento è un grande iceberg

La seconda è: andare sotto il livello del mare. I comportamenti prevaricatori sono sempre atti comunicati con cui un figlio cerca di dirci cose che non riesce a tenere nella mente e nel cuore. Con gli adolescenti è utile usare questa metafora: «Immagina la tua rabbia come un grande iceberg. Quali sofferenze si nascondono sotto il livello del mare?».

A volte il bullo è stato bullizzato

Se ci limitiamo a un approccio moralistico, senza aiutarlo a capire se stesso dall’interno, il nostro intervento avrà il fiato corto. Alcuni ragazzi fanno i prepotenti perché hanno paura di essere considerati deboli. Altri ripetono modelli relazionali appresi da compagni ritenuti vincenti. In alcuni casi un adolescente che si comporta come un bullo è stato vittima di bullismo e, ripetendo la dinamica a parti invertite, si illude di compensare i torti subiti. Le difficoltà incontrate in amore, amicizia o nella scuola, possono essere scaricate impulsivamente tramite agiti distruttivi e autodistruttivi. In alcuni casi il comportamento violento è un messaggio disperato per genitori troppo presi da altro per avere a cuore il cuore del figlio.

Insegnagli a rimediare

Il terzo passo è: rimediare. Un figlio che ha ferito, umiliato e vessato qualcuno deve poter rimediare al dolore inflitto. Non si tratta di una semplice punizione. È importante fargli capire che, riparando esternamente, può ritrovare il senso di giustizia, empatia e bontà che è ancora dentro di lui.