II ragazzo di mia figlia è spesso a casa nostra, weekend e vacanze comprese. È giusto secondo lei o devo mettere dei paletti? Tiziana
Mia cara Tiziana, affinché questa convivenza sia costruttiva provo a darti tre parole-guida.
Fidanzatino a casa: come gestire questa presenza
La prima è ospitalità riflessiva. Accogliere non vuol dire abdicare al proprio ruolo, ma trasformarlo: da custodi del corpo ora siete i testimoni di una nuova vita emotiva. Una casa accogliente verso i sentimenti diventa per gli adolescenti un laboratorio di rispetto, dialogo, confini.
Avere sotto gli occhi il “funzionamento affettivo” della coppia adolescente è prezioso anche per voi genitori: vi offre la possibilità di cogliere eventuali red flag ma, soprattutto, un amore vissuto “alla luce del sole” offre a genitori e figli la possibilità di pensare l’amore partendo dalla concretezza della vita quotidiana.
Prove di convivenza per la neo coppia
La seconda parola è equilibrio. Si potrebbe pensare che, passando più tempo insieme, vi sia un rischio più alto di dipendenza affettiva. Ma questo accade quando il legame diventa totalizzante, gli interessi vengono trascurati, le amicizie messe da parte. Occorre vigilare che i ragazzi comprendano la differenza tra attaccamento e dipendenza. Da innamorati è fisiologico voler stare con l’altro ma, mentre nell’attaccamento il Noi nutre l’Io, nella dipendenza il Noi soffoca e oscura l’individualità.
Stabilire confini sani tra ragazzi e genitori
La terza parola-guida è confini: regole chiare sull’accesso a spazi della casa, orari, privacy (in camera porta chiusa o sempre aperta?) e partecipazione alla vita famigliare. Queste regole non sono nemiche dell’accoglienza, ma la custodiscono rendendo la casa un luogo sicuro ed emotivamente rispettoso per tutti. Accogliendo la coppia adolescente donerai a entrambi una preziosa lezione d’amore: i sentimenti non vanno temuti. In una società in cui abbiamo paura dell’educazione affettiva, direi che è un grande insegnamento.