Se parliamo di icone di moda, ognuno ha le sue, ma quel che è abbastanza certo è che Sex and The City sta alla Gen X come Gossip Girl sta alle Millennial e alle ragazze della Gen Z (1997-2012). Se le prime hanno bramato il guardaroba, e talvolta anche il lavoro, di Carrie Bradshaw, le altre hanno desiderato quello di Blair Waldorf e Serena van der Woodsen, giovani rampolle dell’Upper East Side di New York. Poi, a mescolare le carte, è arrivata Emily Cooper, l’americana in trasferta a Parigi di Emily in Paris. Solo i posteri ci diranno se la protagonista della serie interpretata da Lily Collins sia destinata a diventare il paradigma fashionista delle piccole donne Alpha nate dopo il 2013.

Lily Collins, Samuel Arnold (Julien), Bruno Gouery (Luc), Philippine Leroy-Beaulieu (Sylvie). Courtesy of Netflix

Intanto, a suggellare il successo delle peripezie professionali e amorose della social media manager più alla moda, creativa e pasticciona, arriva la quinta stagione, su Netflix dal 18 dicembre: 10 episodi da guardare in un colpo solo, come le maratone tv natalizie comandano.

Emily in Italy si fa più sofisticata

Inutile dire che, se lo scorso agosto le prime foto dal set avevano fatto scalpitare le fan, le immagini del teaser le fanno volare, complice l’ambientazione tra Parigi, Roma e un salto a Venezia. Ritroviamo Emily lì dove l’avevamo lasciata, nella Capitale, pronta a diventare responsabile marketing del nuovo ufficio dell’Agence Grateu di Sylvie (Philippine Leroy-Beaulieu). Una svolta che non passa inosservata, nemmeno nei look. I colori pop a cui ci hanno abituato le prime 4 stagioni lasciano spazio a tinte più sobrie, fantasie maxi, righe, pois e tessuti pregiati.

Courtesy of Netflix

Insomma, va in scena un guardaroba che è un inno all’italian style per eccellenza: la Dolce Vita. Un mix sempre vincente (anche quando diventa cliché) che gli abiti contribuiscono a creare. Alle osservatrici più attente, infatti, non sarà sfuggito che le prime ore a Roma di Emily sono state accompagnate dalla comparsa della regina del guardaroba: la camicia bianca. Presente in tutte le sue forme e variazioni sul tema, è condita da gonne midi vaporose, foulard e occhiali da sole cat-eye. Difficile immaginare qualcosa di più rappresentativo del glamour Made in Italy.

Marylin Fitoussi è ancora la costume designer della serie

Dietro alle mise di Emily c’è la mano della costume designer Marylin Fitoussi, con la consulenza di Patricia Field (che, per chi non lo sapesse, è l’artefice dei look di Il Diavolo veste Prada e la donna che ha reso Carrie Bradshaw/Sarah Jessica Parker un’icona fashion). Ormai archiviato il tempo in cui la Fitoussi era definita The Queen of Tacky, la regina del cattivo gusto, per via della sua abitudine a mescolare marchi blasonati come Chanel e Dior con altri emergenti e perfino vintage, second hand e fast fashion, a distanza di 5 anni sembra che questo stesso mix variegato sia la chiave del successo del look di Emily.

Non a caso la costumista, che si autodefinisce massimalista, dichiarava già nel 2022: «Sono davvero felice che gli outfit di Emily in Paris abbiano contribuito a rompere le regole fashion e a rendere le persone più libere di decidere in che modo vestire, quale tipo di stile scegliere e quali capi indossare per esprimere la propria personalità, al di là di taglie e convenzioni». In più, citando il teaser, «a Roma tutto è possibile».

Eugenio Franceschini (Marcello Muratori) e Lily Collins in una scena della quinta stagione di Emily in Paris. Courtesy of Netflix

Anche la trasformazione di Lily Collins, che adesso sfoggia un caschetto cortissimo, in una Audrey Hepburn 4.0. Del resto, non mancano nemmeno i giri in Vespa tra le piazze romane più belle e un nuovo amore di nome Marcello, interpretato da Eugenio Franceschini. Chissà se vedremo Emily dentro la Fontana di Trevi urlare il suo nome come faceva Anita Ekberg con Marcello Mastroianni in La Dolce Vita (1960).

Lily Collins versione Audrey Hepburn 4.0

Spoiler non ce ne sono, ma la trasferta romana della social media manager di Chicago non può che tradursi in un omaggio agli anni ’50 e ’60, quelli della Hollywood sul Tevere, quando Cinecittà divenne anche capitale del cinema, attirando star e produzioni internazionali e trasformandosi nella vetrina del savoir faire italiano in fatto di moda. È allora che diventarono celebri i nomi delle Sorelle Fontana, di Fernanda Gattinoni, di Simonetta, di Roberto Capucci, alle cui mani sapienti si affidavano le dive nostrane e non.

Lily Collins e Lucas Bravo in una scena di Emily in Paris 5. Courtesy of Netflix

Se la pellicola di Federico Fellini ha reso immortale l’immaginario della vita al contempo spensierata e glamour, ad anticiparlo fu senza dubbio Vacanze romane di William Wyler, con Gregory Peck e Audrey Hepburn (1953). Il guardaroba dell’attrice, curato da Edith Head, è memorabile: gonne a ruota, foulard annodati al collo, camicette bianche, ma anche pantaloni maschili e ballerine. Insomma, il fil rouge con Emily momentaneamente “in Italy” è evidente, ma l’invito a riscoprire i capisaldi dello stile anni ’50 arriva anche dalle passerelle della prossima primavera/estate.

Emily in Paris 5: lo stile veneziane sarà un inno al romanticismo?

Senza considerare che se Emily tra le strade di Roma l’avevamo già vista negli ultimi episodi della quarta stagione, le sue avventure veneziane sono tutta una sorpresa. Infatti, a fare da sfondo saranno i luoghi più iconici della città lagunare, come il Ponte di Rialto e quello dei Sospiri, la Chiesa dei Miracoli e il Campo Santi Giovanni e Paolo. Invece, per gli interni le sale lussuose dell’Hotel St. Regis e dell’Hotel Daniel delizieranno sicuramente la nostra vista. Nell’attesa di scoprire cosa succederà nella Città dell’Amore per la nostra Cooper, conviene mettersi comode, aguzzare la vista (probabilmente i look si faranno più romantici) e prendere ispirazione dalla giovane Emily Cooper. Che poi l’ha detto la stessa Lily Collins che abbiamo bisogno di Roma, dell’Italia e di un po’ di sano drama. E prendiamoceli, no?