Meta, capogruppo di Facebook, dovrà affrontare nuove accuse di discriminazione di genere nella pubblicazione di annunci di lavoro. Contro l’azienda di Mark Zuckerberg si sono mossi alcuni gruppi per i diritti umani. Nel mirino l’algoritmo che viene utilizzato dal social network per veicolare gli annunci di lavoro agli utenti.

Gli annunci di lavoro su Facebook

Le accuse, secondo quanto riportato dalla Cnn, si basano su una ricerca dell’organizzazione no profit internazionale “Global Witness”. La piattaforma pubblicitaria di Facebook, secondo questa versione, veicolerebbe le offerte di lavoro basandosi su desueti stereotipi di genere. Secondo i dati di Global Witness ottenuti dalla piattaforma Ad Manager di Facebook, gli annunci di lavoro per posizioni di meccanico, per esempio, sono stati mostrati in modo schiacciante agli utenti maschi, mentre quelli per insegnanti di scuola materna hanno raggiunto principalmente donne.

donna al pc

Pubblicati annunci reali in sei Paesi

Per verificare questa presunta discriminazione di genere, Global Witness ha pubblicato una serie di annunci di lavoro reali su Facebook in Francia, Irlanda, Paesi Bassi, India, Sudafrica e Regno Unito. In questi sei Paesi, l’algoritmo di Facebook ha portato il 90,9% degli annunci per meccanici a essere visto da uomini; il 78,6% degli annunci per insegnanti di scuola materna è stato veicolato a donne.

I risultati nei Paesi Bassi e in Francia

Nei Paesi Bassi il 97% di coloro a cui è stato mostrato un annuncio per un addetto alla reception erano donne e il 79% a cui è stato indirizzato un annuncio per un ruolo di chef erano uomini. In Francia, solo il 12% delle persone selezionate dall’algoritmo per un lavoro da psicologo erano uomini e solo un quarto di coloro a cui è stato mostrato un annuncio di lavoro come conducente erano donne. In risposta a questi risultati, Global Witness e alcune organizzazioni per i diritti delle donne in Francia e nei Paesi Bassi hanno presentato denunce al Defenceur des droits francese e all’Istituto olandese per i diritti umani.

L’accusa di discriminazione

Facebook viene accusata di discriminazione di genere per il modo in cui il suo algoritmo indirizza automaticamente determinati annunci di lavoro a certi utenti, apparentemente in base al loro genere. Global Witness, Bureau Clara Wichmann nei Paesi Bassi e Fondation des Femmes in Francia, sostengono che l’apparente pregiudizio algoritmico della piattaforma sta rafforzando stereotipi sociali regressivi e viola i diritti fondamentali. In entrambi i casi le commissioni sono chiamate a indagare sulla conformità di Facebook alla legislazione nazionale sull’uguaglianza e ad intervenire in caso di violazione da parte dell’azienda.

Le richieste a Facebook

Oltre all’azione urgente richiesta dalle commissioni per i diritti umani, Global Witness invita anche le autorità per la protezione dei dati in Francia e nei Paesi Bassi a rivedere la conformità di Facebook alle regole che stabiliscono che l’azienda deve elaborare i dati in modo trasparente, legale ed equo.