L’obiettivo del Decreto Primo Maggio 2026 è nelle intenzioni del governo rafforzare l’occupazione e contrastare il “lavoro povero”. Alcune misure partono da strumenti già esistenti, altre restano ancora ipotesi. Ecco ciò che è già stato prorogato nei mesi scorsi e ciò che potrebbe essere introdotto o modificato con il nuovo decreto.
Decreto Primo Maggio 2026, la proroga del bonus giovani
Il punto più concreto da cui parte il decreto riguarda il bonus per l’assunzione dei giovani under 35. Si tratta di una misura già esistente, che il Milleproroghe ha esteso solo fino al 30 aprile 2026. Questo significa che, senza un nuovo intervento, l’incentivo sarebbe destinato a interrompersi proprio alla vigilia del Primo Maggio.
Il meccanismo è il seguente: le aziende che assumono a tempo indeterminato giovani che non hanno mai avuto un contratto stabile possono ottenere uno sgravio contributivo. L’esonero è totale, quindi del 100%, se l’assunzione porta a un aumento reale dell’occupazione. Scende invece al 70% se il numero complessivo dei dipendenti non cresce.
Il tetto dell’incentivo è fissato in 500 euro al mese, che può salire a 650 euro in alcune regioni del Centro-Sud.
L’ipotesi più accreditata è che il decreto renda questa misura più stabile o comunque la proroghi, per evitare uno stop che rischierebbe di frenare le nuove assunzioni.
Decreto Primo Maggio 2026 e occupazione femminile
Accanto ai giovani, il secondo asse del decreto riguarda il lavoro delle donne. Anche in questo caso il punto di partenza è già definito: le agevolazioni per l’occupazione femminile sono state prorogate fino al 31 dicembre 2026. Si tratta di incentivi contributivi per le aziende che assumono lavoratrici, già previsti dalle norme in vigore.
Il nuovo decreto potrebbe rafforzare questa direzione, anche se i dettagli non sono ancora definitivi. L’obiettivo politico dichiarato è aumentare il tasso di occupazione femminile, ridurre il gender pay gap e avvicinare l’Italia alla media europea. Al momento, però, non sono state rese note modifiche precise rispetto al quadro già esistente.
Decreto Primo Maggio 2026, misure per i rider
Tra le novità c’è un possibile intervento sui rider. Si tratta di una categoria spesso citata quando si parla di lavoro povero, anche per i compensi molto bassi legati al numero di consegne. Al momento, però, non esiste una misura definita nel testo del decreto. Le indiscrezioni si limitano a indicare che il tema è allo studio, senza specificare quali interventi potrebbero essere introdotti.
Decreto Primo Maggio 2026, indennità per i contratti non rinnovati
Un altro punto che emerge dalle bozze riguarda i contratti collettivi nazionali. L’idea è introdurre un meccanismo che tuteli i lavoratori nei periodi in cui il contratto è scaduto ma non è ancora stato rinnovato.
Secondo le anticipazioni, dopo sei mesi dalla scadenza del Ccnl, in assenza di accordo tra le parti, potrebbe scattare un’indennità legata all’inflazione. Questa indennità sarebbe pari al 30% del tasso di inflazione programmato e salirebbe al 60% dopo dodici mesi.
Si tratta di una misura che, se confermata, avrebbe un impatto diretto sui salari, soprattutto in una fase in cui molti contratti sono in ritardo nei rinnovi.
Decreto Primo Maggio 2026, il nodo delle risorse
Il decreto si inserisce in un quadro più ampio a sostegno di famiglie e lavoratori, che comprende la legge delega sulla retribuzione giusta ed equa approvata nei mesi scorsi. L’obiettivo è rafforzare il ruolo dei contratti collettivi più rappresentativi e garantire livelli minimi di tutela salariale. Tuttavia, molte delle misure più ambiziose, come la detassazione dei rinnovi contrattuali, gli incentivi al welfare aziendale o l’estensione dei fringe benefit, hanno un costo elevato. Ed è proprio qui che emerge il nodo principale: le risorse disponibili. Alcune ipotesi circolate prevedono interventi molto ampi, ma la loro realizzazione dipenderà dalle coperture finanziarie. Questo significa che il testo finale del decreto potrebbe essere diverso dalle prime bozze e più selettivo nelle misure effettivamente introdotte.