Dopo un aggravamento improvviso delle sue condizioni di salute, Emma Bonino si è spenta oggi 11 settembre. Lunedì 7 settembre è stata ricoverata all’Ospedale Santo Spirito di Roma dopo aver accusato problemi respiratori. L’ex ministra, 78 anni, è stata trasportata in codice rosso a causa di un peggioramento delle funzionalità respiratorie pur restando vigile e lucida.

Il precedente ricovero

Un altro allarme era scattato poco meno di un anno fa, quando la leader di +Europa era stata costretta a un altro ricovero dopo un malore. In quel caso si era reso necessario il trasferimento in terapia intensiva e la degenza era durata una settimana. In ogni caso non si era trattato di condizioni riconducibili al tumore diagnosticato nel 2015: un microcitoma, una forma aggressiva di tumore polmonare. La battaglia contro la malattia, in quel caso, era durata 8 anni, scandita da chemioterapia, dopo la quale Emma Bonino annunciò la fine dei trattamenti e la remissione del male, che comunque non le aveva impedito di proseguire nel suo impegno politico e nelle sue battaglie politiche.

Emma Bonino e le battaglie per le donne

Da sempre, infatti, il nome di Emma Bonino è associato a quello del radicalismo. Lei, leader proprio del partito dei Radicali che fu anche di Marco Pannella, poi tra i fondatori di +Europa, è stata anche portatrice di battaglie per i diritti delle donne, primo tra tutti quello per l’aborto. Piemontese, classe 1948, era entrata in politica proprio dopo aver fondato il Centro d’informazione su aborto e sterilizzazione autoaccusandosi del reato di procurato aborto. Era il 1975. Da allora molte sono state le campagne portate avanti da Bonino, anche negli ultimi anni e nonostante la malattia.

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Emma Bonino: Io non sono il mio tumore

«Recentemente mi sono sottoposta a dei controlli medici che hanno evidenziato la presenza di un tumore al polmone sinistro. Si tratta di una forma localizzata e ancora asintomatica, ma richiederà un trattamento lungo e complesso di chemioterapia che è già stato iniziato e che durerà almeno sei mesi», aveva annunciato all’epoca della diagnosi, spiegando: «Non sono intenzionata ad interrompere le mie attività perché da una passione, come quella politica, non ci si dimette, però è chiaro che le mie attività dovranno essere organizzate in base alle esigenze mediche», aveva aggiunto, confermando l’animo battagliero. Dal 2015 nelle sue apparizioni pubbliche era stata immortala sempre con un foulard in testa, proprio a causa degli effetti della chemioterapia.

Vivere liberi fino alla fine

Non si era mai vergognata della condizione portata dalla malattia, anzi aveva lanciato un messaggio di speranza ad altri nella stessa situazione: «A tutti coloro che in Italia e altrove affrontano questa o altre prove voglio solamente dire che dobbiamo tutti sforzarci di essere persone e di voler vivere liberi fino alla fine, insomma io non sono il mio tumore e voi neppure siete la vostra malattia, dobbiamo solamente pensare che siamo persone che affrontano una sfida che è capitata».

Marco Pannella ed Emma Bonino

La carriera politica in Italia

Originaria del piccolo centro di Bra, in provincia di Cuneo, Emma Bonino proveniva da una famiglia di umili origini di campagna. Dopo aver studiato al Liceo Classico, si era però trasferita a Milano per laurearsi alla Bocconi in Lingue e Letterature Moderne nel 1972. È nel capoluogo lombardo che nasce la passione per la politica, che la porta a candidarsi nelle liste dei Radicali a 28 anni, stringendo una forte amicizia con Marco Pannella, Mauro Mellini e Adele Faccio. Nel 1976 era entrata per la prima volta in Parlamento, rimanendo per varie legislature, per poi ricoprire tra le altre le cariche di commissaria europea dal 1995 al 1999, ministra del Commercio internazionale nel 2006 e delle Politiche europee nel Governo Prodi II. È anche stata vicepresidente del Senato della Repubblica dal 6 maggio 2008 al 15 marzo 2013, e successivamente titolare del dicastero degli Affari esteri nel Governo Letta dal 2013 al 2014.

Un personaggio conosciuto e stimato anche all’estero

Il ministro Emma Bonino con Vandana Shiva, attivista e ambientalista indiana

Molto nota a livello internazionale, è stata anche membro del comitato esecutivo dell’International Crisis Group, ideatrice e promotrice della Corte penale internazionale, delegata per l’Italia all’ONU per la moratoria sulla pena di morte, nonché fondatrice dell’organizzazione internazionale Non c’è pace senza giustizia per l’abolizione delle mutilazioni genitali femminili.

La vita privata e la scelta di non volere figli

La vita pubblica e la politica sono state totalizzanti per Emma Bonino. Riguardo al fatto di non essersi mai sposata spiegò al Corriere della Sera: «Seriamente non me lo ha mai chiesto nessuno. La verità è che io non so convivere, ci vuole grande disciplina. Vivo bene da sola e non sono mondana. Ma come tutti ho un giro di affetti». Sono note, però, due relazioni con altrettanti esponenti politici legati al partito dei Radicali, Marcello Crivellini e Roberto Cicciomesserese. Fece scalpore, invece, quando dichiarò di non aver mai voluto figli. «Le donne hanno la capacità di essere raramente mediocri. Ma quando ci si mettono, riescono a essere fortemente bizzarre»: così commentò con sdegno le parole della parlamentare di Forza Italia Sandra Savino che a sua volta si era espressa duramente sulle donne in politica senza figli («Una donna senza figli difficilmente può capire quali sono le necessità delle famiglie»). Secondo Bonino era totalmente sbagliata l’idea che “Se non hai figli, non sei una donna completa”, perché – disse – «equivale a sostenere che si può occupare di carcere solo chi è stato in galera, di divorzio solo chi non ha un matrimonio felice, e così via». Quanto alla propria scelta di non essere madre, disse:

Io non ho fatto figli perché non me la sento di dire “per sempre”. È un coraggio che non ho mai avuto. Ho altri tipi di coraggio ma non questo

La lotta per rivedere la legge 194 sull’aborto

Emma Bonino

A questa posizione si aggiunge la battaglia per il diritto alla libera scelta della maternità, anche e soprattutto riguardo l’aborto: «Per questo chiedo un tagliando alla legge 194. Si fa per le auto, non capisco perché non possa farsi per una legge», «chiedendo di riuscire a garantire i servizi negli ospedali, rispettando il diritto all’obiezione di coscienza dei dottori. E di supportare tecniche meno invasive, come l’aborto farmacologico».

Le polemiche sull’abbandono delle figlie (adottive)

emma bonino lotta cancro

Nella sua vita non sono mancate polemiche, sia riguardo le pratiche di aborto illegale che avrebbe supportato, sia la scelta di “abbandonare” le figlie non sue che per anni aveva cresciuto. In questo caso la bufera era nata da quanto riportato dalla giornalista Myrta Merlino in un suo libro, dove scriveva: «A un certo punto non ha resistito e ha preso con sé due figlie non sue, due bambine abbandonate che ha cresciuto per qualche anno, riempiendole di affetto e attenzioni e scontando tutto ciò a cui le madri lavoratrici devono far fronte ogni giorno: il doppio lavoro, il tempo che non basta mai, la stanchezza da cancellare, le fiabe da raccontare. Emma che a un certo punto ha detto basta e s’è separata dalle bambine che amava, perché s’è ricordata di non aver mai voluto essere madre – riportava Merlino – Le ha allontanate da sé sopportando uno strazio infinito, ha trovato per loro una nuova dimensione, un presente e un futuro, e ancora adesso, quando le sente, quando le vede, ogni tanto, non è mai sicura fino in fondo di aver fatto la cosa giusta».

Diversa la versione di Bonino, in riferimento è all’adozione negli anni ’70 di due bambine, Aurora e Rugiada, che rimasero con lei per qualche anno fino a quando le famiglie di origine le ripresero con sé. «Fu un grande dolore – raccontò nel 2017 – Rugiada l’altro giorno mi ha chiamata dall’Abruzzo e mi ha detto ‘mamma, ho 43 anni e sono di nuovo incinta’».

Da +Europa al Qatargate

Emma Bonino

Insieme ai Radicali Riccardo Magi e Antonella Soldo, il 23 novembre 2017 ha presentato il progetto politico +Europa, formazione europeista nata dalla convergenza con la lista di Benedetto Della Vedova. Recentemente era stata citata a proposito dello scandalo Qatargate e di una ong di cui faceva parte, a sua volta coinvolta nell’inchiesta sulle presunte mazzette a esponenti politici dell’Europarlamento. Bonino aveva commentato: «Questo sistema belga di segreto – che poi scopri che stanno su tutti i giornali le veline del procuratore – mi lascia perplessa. Non so quanto andrà avanti questa telenovela, ma io non credo che sia ancora finita», aveva dichiarato a febbraio 2023, aggiungendo: «Se pensate che Nicolò Figà Talamanca ha fatto due mesi di carcere a Natale, senza figli, di questo danno reputazionale a lui e a ‘Non c’è pace senza giustizia’ chi paga? Rischiamo di distruggere una ottima Ong e poi niente, tutto fumo e se sono gentili dicono grazie sennò neanche questo».

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