Da oggi, 25 febbraio 2026, l’ingresso nel Regno Unito segue regole precise e senza più margini di flessibilità. Il periodo di tolleranza avviato nell’aprile 2025 è ufficialmente terminato. Per i viaggiatori provenienti da 85 Paesi – tra cui Italia, San Marino, tutti gli Stati dell’Unione Europea, Stati Uniti e Canada – l’ETA è ora un requisito obbligatorio.

Chi si presenta in aeroporto senza autorizzazione elettronica valida non può imbarcarsi: le compagnie aeree hanno l’obbligo di verificarne la presenza prima della partenza.

Cos’è l’ETA e per chi è obbligatoria

L’ETA, acronimo di Electronic Travel Authorisation, è un’autorizzazione digitale necessaria per entrare o transitare nel Regno Unito per motivi turistici o per soggiorni di breve durata, fino a sei mesi.

L’obbligo riguarda i cittadini dei Paesi inclusi nell’elenco dei 85 Stati interessati dal provvedimento. Non si tratta di un visto, ma di un permesso elettronico collegato direttamente al passaporto del richiedente.

Un punto fondamentale riguarda i documenti: la carta d’identità, sia cartacea sia elettronica, non è più accettata per l’ingresso nel Regno Unito. Dopo la Brexit, l’unico documento valido resta il passaporto.

Quanto dura l’ETA e quali documenti servono

L’ETA ha una validità di due anni. Durante questo periodo consente ingressi per soggiorni brevi, entro il limite massimo di sei mesi.

Tuttavia, la validità dell’autorizzazione è legata a quella del passaporto associato. Se il passaporto scade prima dei due anni, anche l’ETA perde automaticamente validità. In questo caso sarà necessario presentare una nuova richiesta con il nuovo documento.

Il passaporto resta quindi l’unico documento valido per l’ingresso nel Regno Unito per i viaggiatori soggetti all’obbligo.

Prima di organizzare un viaggio è quindi essenziale verificare non solo di aver ottenuto l’ETA, ma anche che il passaporto abbia una validità adeguata.

Come richiedere l’ETA: procedura digitale e costi

La procedura è interamente digitale. La domanda può essere presentata tramite l’app ufficiale “UK ETA” oppure accedendo al portale istituzionale www.Gov.UK/Eta.

Il costo fissato dalle autorità britanniche è di 16 sterline.

Le istituzioni invitano inoltre a diffidare dei siti non ufficiali che offrono assistenza per la richiesta applicando sovrapprezzi anche significativi. Per evitare spese non necessarie, è consigliabile utilizzare esclusivamente i canali governativi.

Tempistiche e controlli: quando fare la domanda

Nella maggior parte dei casi la risposta arriva in pochi minuti grazie a un sistema automatizzato.

Nonostante questo, il governo britannico raccomanda di inoltrare la richiesta almeno tre giorni lavorativi prima della partenza. In situazioni particolari possono essere effettuati controlli aggiuntivi e un eventuale ritardo nell’approvazione potrebbe impedire l’imbarco.

Senza ETA valida, le compagnie aeree non possono consentire la partenza.

Chi non deve richiedere l’ETA

L’obbligo non riguarda chi ha già regolarizzato la propria posizione nel Regno Unito.

Sono esentati i cittadini italiani in possesso di uno status di immigrazione come l’EU Settled Status o il Pre-Settled Status, così come chi dispone di un visto per lavoro o per studio. In questi casi l’ETA è sostituita dall’eVisa.

Resta però l’obbligo di creare un account UKVI (UK Visas and Immigration) per consultare il proprio visto elettronico e aggiornare i dati del passaporto. L’adempimento vale anche per i minori.

Doppia cittadinanza: regole più rigide

Le disposizioni sono particolarmente stringenti per chi possiede la doppia cittadinanza italo-britannica, inclusi i figli minorenni nella stessa condizione, e per i cittadini britannici con un’altra nazionalità.

Queste persone non possono richiedere l’ETA. Per entrare nel Regno Unito devono viaggiare con un passaporto britannico valido oppure con un passaporto italiano accompagnato da un Certificate of Entitlement, il certificato che attesta il diritto di residenza.