Il prezzo del gasolio continua a salire e l’ipotesi di arrivare a 3 euro al litro nei prossimi mesi non viene esclusa. A lanciare l’allarme è Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia. Il possibile scenario si collega all’evoluzione della crisi in Medio Oriente e, in particolare, alla situazione nello Stretto di Hormuz.
La previsione non riguarda un aumento immediato, ma potrebbe concretizzarsi in pochi mesi se le tensioni dovessero proseguire.
Perché il prezzo del gasolio continua a salire
A incidere sui carburanti sono soprattutto le tensioni internazionali e l’andamento del petrolio. Il Brent ha raggiunto livelli elevati, arrivando a 92 93 dollari al barile, mentre il prezzo del gas si è attestato intorno ai 63 euro per MWh. In questo contesto, l’aumento del costo delle materie prime si riflette rapidamente sui prezzi alla pompa.
Secondo Marsiglia, se non arrivasse una fase di de escalation, gli effetti sui carburanti potrebbero diventare ancora più pesanti nei prossimi mesi.
Quanto costa oggi il gasolio
I prezzi dei carburanti restano elevati sia sulla rete ordinaria sia in autostrada. Secondo i dati riportati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina in autostrada in modalità self è arrivata a una media di 2,178 euro al litro, mentre il gasolio ha raggiunto quota 2,173 euro.

Sulla rete stradale nazionale, invece, la benzina self si attesta a 1,997 euro al litro e il gasolio a 2,107 euro. Il confronto con i giorni precedenti mostra quindi una nuova crescita dei listini, soprattutto per il diesel.
Sono rincari che arrivano in un periodo di vacanze e si aggiungono a quelli che pesano sulle spalle dei cittadini in partenza: dall’impennata dei prezzi per mangiare negli Autogrill a quelli degli stabilimenti balneari ancora in aumento.
Perché i prezzi salgono più velocemente di quanto scendano
Un altro elemento che pesa sul costo dei carburanti è la diversa velocità con cui gli aumenti e le riduzioni del petrolio vengono trasferiti ai prezzi alla pompa. L’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani ha evidenziato un’asimmetria nel meccanismo di adeguamento.
Quando il prezzo del greggio aumenta, circa due terzi dell’incremento si riflettono sul prezzo alla pompa entro tre giorni e quasi tutto l’aumento viene trasferito entro dieci giorni. Quando invece il petrolio diminuisce, dopo tre giorni viene trasferito solo circa un terzo della riduzione e per arrivare a quattro quinti sono necessari circa 17 giorni.
Accise sul gasolio, lo sconto di 17 centesimi rischia di essere vanificato
Per contenere il prezzo del gasolio, il governo ha ridotto di 17 centesimi al litro le accise, cioè le imposte applicate ai carburanti. La misura, già prorogata, è in vigore fino al 25 agosto, ma la nuova crescita dei listini sta progressivamente assorbendo il vantaggio ottenuto dagli automobilisti. L’aumento del costo del carburante infatti riduce l’effetto della misura sul prezzo finale.
Il problema riguarda anche la benzina, che non beneficia dello stesso intervento sulle accise e ha continuato a salire, superando i livelli registrati prima dell’introduzione dello sconto sul gasolio.
Cosa può succedere nelle prossime settimane
Il governo valuta la possibilità di intervenire nuovamente, dopo la scadenza del 25 agosto, per contenere il costo dei carburanti. L’eventuale proroga dovrebbe essere valutata alla luce dell’andamento dei prezzi e della situazione sui mercati energetici.
Le prossime decisioni dipenderanno anche dall’evoluzione della situazione internazionale. Se le quotazioni dell’energia continueranno a rimanere elevate, il costo del carburante potrebbe subire nuove pressioni e rendere più difficile mantenere efficace lo sconto fiscale.