A Rho Fiera, davanti a 3.769 spettatori, l’Italia femminile dell’hockey su ghiaccio scrive una pagina che va oltre il risultato sportivo. Con il successo per 3-2 contro il Giappone, le azzurre conquistano matematicamente l’accesso ai quarti di finale delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.

Le ragazze dell’hockey si guadagnano così un prezioso posto tra le prime otto squadre del mondo: un traguardo che, per un movimento cresciuto lontano dai riflettori, vale quanto una medaglia e racconta una storia fatta di pazienza, lavoro e continuità.

Come funziona il girone

Il torneo olimpico femminile prevede, in questa fase, un girone da cinque squadre, dal quale vengono promosse le prime tre. Dopo tre partite, la classifica vede la Svezia in testa con nove punti, seguita dall’Italia a quota sei, mentre Germania e Giappone inseguono a tre e la Francia è ancora ferma a zero. Al di là dei risultati delle ultime gare, i criteri di qualificazione basati sugli scontri diretti mettono le azzurre al riparo da ogni combinazione sfavorevole. In altre parole, anche prima di scendere di nuovo sul ghiaccio, la certezza è già arrivata: l’Italia è ai quarti.

Un dato che pesa, soprattutto se si considera il livello delle avversarie affrontate e il ranking internazionale, che alla vigilia vedeva le giapponesi nettamente più accreditate.

Italia-Giappone 3-2, una partita storica

La partita contro il Giappone alle Olimpiadi di Milano Cortina è stata un’impresa al cardiopalma. L’Italia parte forte e nel primo periodo trova due gol che indirizzano il match, grazie alla doppietta di Matilde Fantin, classe 2006, talento cresciuto rapidamente fino a diventare uno dei volti simbolo di questa Olimpiade. Le azzurre sembrano in controllo, ma nel periodo centrale il ritmo cambia. Il Giappone alza il pressing, aumenta il numero dei tiri e accorcia le distanze.

Nel terzo tempo arriva la svolta, con il gol del 3-1 che sembra ridare ossigeno all’Italia, ma la partita resta aperta fino alla fine. Le giapponesi trovano il 3-2 e nel finale giocano il tutto per tutto, togliendo il portiere e attaccando con sei giocatrici di movimento. L’Italia resiste, stringe i denti e difende il risultato fino alla sirena. È il momento in cui la vittoria smette di essere solo un punteggio e diventa un’esperienza condivisa, dentro e fuori dal ghiaccio.

Grinta e carattere: la squadra delle azzurre conquista

Il successo contro il Giappone è il risultato di un gruppo che ha imparato a gestire pressione e aspettative. In porta, la titolarità di Gabriella Durante ha dato solidità nei momenti più complicati, mentre in attacco la freschezza e la personalità di Fantin hanno acceso il pubblico. Attorno a loro, una squadra che sa adattarsi, cambiare assetto e superare momenti di sofferenza senza perdere lucidità.

Dal 2006 a oggi, una crescita costante per l’Italdonne

L’unica precedente partecipazione olimpica della Nazionale femminile risale a Torino 2006, quando l’Italia chiuse il torneo con una sola rete segnata e 32 subite. Un’esperienza importante, ma ancora acerba, figlia di un movimento che muoveva i primi passi a livello internazionale.

Il ritorno ai Giochi, vent’anni dopo, e l’ingresso tra le prime otto sono il segnale di un lavoro importante per tutto il movimento dell’hockey femminile azzurro.

Hockey femminile e hockey su ghiaccio in Italia

In Italia l’hockey su ghiaccio resta uno sport di nicchia, con una diffusione storicamente concentrata nelle regioni alpine e prealpine: Trentino-Alto Adige, Veneto, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e, in misura minore, Piemonte e Valle d’Aosta. L’Alto Adige è la zona in Italia dove l’hockey ha maggior popolarità.

L’hockey femminile ha un proprio campionato nazionale: la Italian Hockey League Women (IHLW). Questo torneo è il massimo campionato di hockey su ghiaccio femminile in Italia, esiste da decenni con diverse squadre provenienti da Alto Adige, Veneto, Piemonte, Lombardia.

La presenza di un campionato femminile stabile, organizzato sotto l’egida della FISG, ha permesso negli anni di dare continuità al movimento, anche se l’attenzione mediatica resta limitata rispetto ad altri sport.

Eventi come Milano Cortina 2026 possono però rappresentare un punto di svolta. Giocare in casa, davanti a un pubblico più ampio, offre al movimento dell’hockey in generale una visibilità che raramente ha avuto in passato e può avvicinare nuove generazioni a uno sport che chiede sacrificio, ma restituisce identità e appartenenza.