WASP 193b, Il "pianeta zucchero filato"

Il misterioso “pianeta di zucchero filato”: cosa dicono gli scienziati

A circa 1.200 anni luce dalla Terra, WASP-193b risulta il 50% più grande di Giove ma con una massa sette volte inferiore

Il pianeta WASP-193b emerge come una delle scoperte più affascinanti nel campo dell’astronomia degli ultimi anni. Situato a circa 1.200 anni luce dalla Terra, questo gigante gassoso sfida le attuali comprensioni scientifiche con la sua straordinaria leggerezza, che gli ha valso il soprannome di “pianeta di zucchero filato”.

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Un’orbita di soli 6,2 giorni terrestri

Individuato per la prima volta nel 2006 dall’osservatorio Wasp, acronimo di Wide Angle Search for Planets da cui prende il nome, nel corso del tempo è stato osservato sempre più in dettaglio fino a svelarne le sue incredibili caratteristiche. Il pianeta orbita attorno alla sua stella, WASP-193, a una distanza di circa 6,3 milioni di miglia, completando un’orbita in soli 6,2 giorni terrestri.

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La densità dello zucchero filato

WASP-193b risulta il 50% più grande di Giove, ma con una massa sette volte inferiore. La sua densità è di circa 0,059 grammi per ogni centimetro cubico, all’incirca quella dello zucchero filato, ben lontana da quella di un pianeta come la Terra, che è di 5,5, così come di Giove che è di 1,33. “Ciò lo rende una vera anomalia tra gli oltre cinquemila esopianeti scoperti fino ad oggi”, sostiene Khalid Barkaoui, dell’Università belga di Liegi.

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Il mistero di WASP-193b

Secondo i ricercatori il pianeta sarebbe composto principalmente da idrogeno ed elio come la maggior parte degli altri giganti gassosi della galassia, ma per WASP-193b questi gas probabilmente formano un’atmosfera estremamente gonfia che si estende per decine di migliaia di chilometri.

Un’ipotesi che però al momento non può essere supportata da nessuno degli attuali modelli capaci di spiegare la formazione dei pianeti: “Non sappiamo dove collocare questo pianeta in tutte le teorie sulla formazione che abbiamo in questo momento, perché ha valori anomali”, ha aggiunto Francisco Pozuelos, dell’Istituto di Astrofisica dell’Andalusia e tra gli autori dello studio. Solo nuove osservazioni con il telescopio spaziale James Webb, sottolineano i ricercatori, potrebbero aiutare a risolvere il mistero dello “zucchero filato” di WASP-193b.

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