Un orologio con le lancette vicine alla mezzanotte

L’Orologio dell’Apocalisse si ferma a 90 secondi dalla catastrofe: cosa dicono gli scienziati

Dal 1947 gli scienziati della rivista Bulletin of the Atomic Scientists dell'Università di Chicago quantificano il rischio di fine del mondo tramite la metafora di un orologio simbolico: quando le lancette si fermeranno alla mezzanotte, non ci sarà più nulla da fare

L’umanità si trova in una situazione di “pericolo senza precedenti“. Questa la conclusione degli scienziati dietro l’Orologio dell’Apocalisse, un orologio simbolico che indica quanto il mondo sia vicino alla fine. Si tratta di una iniziativa ideata nel 1947 dagli scienziati della rivista Bulletin of the Atomic Scientists dell’Università di Chicago.

Il rischio viene quantificato tramite la metafora di un orologio simbolico, dove la mezzanotte simboleggia la fine del mondo, mentre i minuti precedenti rappresentano la distanza ipotetica da tale evento. L’orologio è stato adesso aggiornato: si è fermato a 90 secondi dalla mezzanotte, il punto teorico dell’annientamento.

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Siamo vicini alla catastrofe?

Secondo gli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists, che decidono dove posizionare le lancette, la situazione attuale è la più vicina alla catastrofe globale da quando è stato creato l’Orologio dell’Apocalisse nel 1947, alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Colpa delle guerre che devastano il pianeta, soprattutto quella in Ucraina e nella Striscia di Gaza, ma anche dei progressi nella tecnologia.

Orologio dell’Apocalisse: il pianeta in una situazione critica

Rachel Bronson, presidente e amministratore delegato del bollettino, ha dichiarato durante una conferenza in streaming: “I conflitti in tutto il mondo portano con sé la minaccia di un’escalation nucleare. Il cambiamento climatico sta già causando morte e distruzione e le tecnologie dirompenti come l’intelligenza artificiale e la ricerca biologica avanzano troppo velocemente”.

“È urgente che i governi e le comunità di tutto il mondo agiscano”, ha spiegato Bronson, “il Bollettino rimane fiducioso nelle generazioni più giovani”.

Come è nato l’Orologio dell’Apocalisse

L’Orologio dell’Apocalisse è stato fondato da scienziati statunitensi coinvolti nel Progetto Manhattan, che ha portato alle prime armi nucleari durante la Seconda Guerra Mondiale. Si tratta di un conto alla rovescia simbolico per rappresentare quanto l’umanità sia vicina alla catastrofe globale.

L’artista Martyl Langsdorf fu incaricato di realizzare l’orologio e gli fu detto di creare un’immagine che avrebbe “spaventato gli uomini e li avrebbe spinti alla razionalità”.

Gli scienziati si chiedono se l’umanità sia più sicura o più a rischio quest’anno rispetto al precedente, ma anche rispetto agli oltre 75 anni di esistenza dell’Orologio dell’Apocalisse. Ed è così che hanno determinato dove posizionare le lancette.

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Le guerre spostano in avanti le lancette

Il conflitto in Ucraina è stato in gran parte alla base della decisione degli scienziati di posizionare le lancette a un passo dalla mezzanotte. I continui bombardamenti, le morti e le minacce di guerra nucleare hanno giocato un ruolo importante quest’anno. “La fine della guerra in Ucraina sembra lontana e l’uso di armi nucleari da parte della Russia in quel conflitto rimane una seria possibilità”, ha detto Bronson.

Anche la guerra nella Striscia di Gaza ha avuto un ruolo nel posizionare le lancette dell’Orologio dell’Apocalisse. Il conflitto è iniziato il 7 ottobre, quando uomini armati di Hamas hanno lanciato un attacco a sorpresa in Israele, uccidendo più di 1.400 persone e prendendo oltre 220 ostaggi. Da allora i morti a Gaza hanno superato i 25mila, secondo il Ministero della Salute.

“Come stato nucleare, le azioni di Israele sono chiaramente rilevanti per la discussione sull’Orologio dell’Apocalisse”, ha spiegato Bronson.

I cambiamenti climatici mettono a rischio il pianeta

Quando l’orologio è stato creato per la prima volta, il pericolo più grande derivava dalle armi nucleari. Il cambiamento climatico è stato valutato come fattore per la prima volta nel 2007. Anche quest’anno ha avuto un ruolo nella decisione degli scienziati.

Gli studiosi hanno, infatti, notato che il 2023 è stato il più caldo mai registrato, con una temperatura media globale che ha raggiunto i 58,96°F, circa 0,3°F in più rispetto al precedente detentore del record, il 2016.

“La mancanza di azione sul cambiamento climatico minaccia miliardi di vite”, ha detto Bronson durante l’evento in diretta streaming.

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Orologio dell’Apocalisse: la minaccia dell’intelligenza artificiale

Bronson ha anche sollevato preoccupazioni sulle minacce biologiche. “La ricerca biologica volta a prevenire future pandemie si è dimostrata utile, ma presenta anche il rischio di crearne una”, ha affermato.

Ha aggiunto: “I recenti progressi nell’intelligenza artificiale sollevano una serie di domande sul controllo di una tecnologia che potrebbe migliorare o minacciare la civiltà in innumerevoli modi”.

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