Firenze sarà la prima città italiana a vietare il noleggio dei monopattini elettrici. Il Tar della Toscana ha respinto l’istanza cautelare presentata da Bird contro la delibera del Comune che prevede lo stop dal 1° aprile 2026. I giudici non sono ancora entrati nel merito della legittimità del provvedimento, ma la decisione consente all’amministrazione di andare avanti. Il capoluogo toscano diventa così un caso unico in Italia, mentre in Europa scelte simili sono già state adottate da Parigi e Madrid.

Il Tar respinge la sospensiva: cosa significa la decisione

Il Tribunale amministrativo regionale della Toscana ha rigettato la richiesta di sospensione urgente presentata da Bird. L’azienda aveva chiesto di bloccare temporaneamente la delibera comunale in attesa del giudizio di merito.

Il Tar, in questa fase, non si è espresso sulla legittimità definitiva del provvedimento. Ha valutato solo la richiesta cautelare, stabilendo che non sussistono i presupposti per sospendere immediatamente lo stop. La questione giuridica resta quindi aperta. Sarà il giudizio di merito a stabilire se la decisione del Comune sia conforme al quadro normativo.

Nel frattempo, il divieto rimane valido. Dal 1° aprile 2026 il servizio di monopattini elettrici in sharing non sarà più operativo a Firenze.

Perché Firenze ha deciso lo stop ai monopattini elettrici

La delibera del Comune risale a novembre 2025. Alla base della decisione ci sono due elementi principali: il cambiamento delle norme nazionali e le criticità legate all’uso dei mezzi.

Con l’entrata in vigore del nuovo Codice della strada, a dicembre 2024, sono stati introdotti nuovi obblighi per i monopattini elettrici. Tra questi, l’uso del casco, oltre alla previsione di targa e assicurazione. Secondo l’amministrazione comunale, nel sistema di sharing «free floating», senza stazioni fisse di ritiro e riconsegna, risulta difficile garantire il rispetto sistematico dell’obbligo del casco.

Le società avevano provato a dotare i mezzi di caschi, ma si sono trovate a fronteggiare furti e danneggiamenti. In diversi casi, i dispositivi sono stati sottratti o resi inutilizzabili, con costi aggiuntivi per le aziende e scarsa efficacia sul piano dei controlli.

Il Comune ha inoltre evidenziato comportamenti scorretti da parte degli utenti: utilizzo in due sullo stesso mezzo, circolazione contromano, invasione delle corsie riservate a bus e taxi, parcheggi irregolari su marciapiedi e ingressi. Secondo Palazzo Vecchio, le misure adottate negli anni non sono state sufficienti a ridurre queste criticità. Per questo l’amministrazione ha deciso di interrompere la sperimentazione avviata nel 2020.

La posizione di Bird: «Stop ingiustificato e sproporzionato»

Bird, azienda internazionale attiva nella micromobilità, non considera chiusa la partita. Dopo il rigetto della sospensiva, la società ha dichiarato che «la battaglia non è conclusa» e che il pronunciamento cautelare non entra nel merito della legittimità del provvedimento.

L’azienda ritiene il divieto «ingiustificato e sproporzionato» e sostiene che esistano margini per soluzioni regolatorie alternative allo stop totale. Bird afferma di aver operato in coordinamento con l’amministrazione comunale negli anni, adeguando progressivamente il servizio alle prescrizioni ricevute e investendo in sicurezza e controllo.

Il giudizio di merito dovrà chiarire se la delibera sia coerente con il quadro normativo nazionale e con il percorso amministrativo seguito fino a oggi.

Firenze come Parigi e Madrid: il contesto europeo

Con questa decisione, Firenze diventa la prima città italiana a vietare il servizio di monopattini elettrici in sharing. In Europa, però, non si tratta di un caso isolato.

Nel 2023 Parigi ha scelto di eliminare i monopattini a noleggio dopo un referendum cittadino. Nel 2024 anche Madrid ha imposto lo stop al servizio. In Italia, finora, le grandi città hanno optato per limitazioni, tetti al numero di mezzi o regole più stringenti, ma non per un divieto totale.

La scelta di Firenze potrebbe quindi aprire un confronto più ampio sul futuro della micromobilità nelle città italiane.

Cosa cambia dal 1° aprile 2026

Dal 1° aprile 2026 i monopattini elettrici in sharing non saranno più disponibili a Firenze. Il divieto riguarda il servizio di noleggio e non i mezzi privati.

Il Comune ha annunciato l’intenzione di potenziare il bike sharing e il noleggio di scooter, ritenuti più gestibili sul piano normativo e logistico. L’obiettivo dichiarato resta quello di garantire la sicurezza stradale e urbana.

La vicenda giudiziaria non è conclusa, ma per ora la linea dell’amministrazione è confermata. Firenze si prepara a chiudere una fase della mobilità urbana iniziata nel 2020, aprendo un nuovo capitolo nel dibattito sui monopattini elettrici.