Per anni ha danzato sul ghiaccio, trasformando la concentrazione in leggerezza, la fatica in bellezza. Oggi Valentina Marchei non volteggia più al centro di una pista, ma continua a far accadere la magia. Lo fa lavorando dietro le quinte, dove si progettano i sogni e si danno voce ai valori dei Giochi.
Dal ghiaccio ai Giochi: la nuova sfida di Valentina Marchei
Nel suo nuovo ruolo alla Fondazione Milano Cortina 2026 è Responsabile del Programma Ambassador, il progetto che raccoglie le eccellenze italiane chiamate a raccontare l’anima dei Giochi. «Gli Ambassador sono la nostra voce» spiega. «Ognuno di loro ha un messaggio forte da veicolare, e attraverso la loro autenticità creano ponti tra sport, nuove generazioni, innovazione e cultura. Sono i migliori ambasciatori dello spirito olimpico italiano». Il programma, che lei guida con un entusiasmo contagioso, mette insieme atleti, artisti, figure della cultura e del digitale: da Carolina Kostner a Bebe Vio, da Jannik Sinner a Deborah Compagnoni, fino ai Digital Ambassador che parlano ai più giovani. Tutti uniti da un obiettivo comune: rendere vivi i valori olimpici e paralimpici come il rispetto, l’inclusione, la sostenibilità. «In un evento così grande il segreto è restare autentici» dice. «Bisogna saper ascoltare, costruire visione e affrontare ogni sfida con determinazione. In fondo è un po’ come prepararsi per le Olimpiadi. Solo che questa volta siamo dall’altra parte».
Programma Ambassador Milano Cortina 2026: dare voce ai valori dei Giochi
E proprio quella “altra parte” delle Olimpiadi le appartiene più di quanto si possa pensare. Valentina conosce i Giochi da dentro: due partecipazioni (Sochi 2014 e PyeongChang 2018), sei titoli italiani e un’intera carriera costruita sulla dedizione. «Il contributo di noi ex atleti è fondamentale» spiega. «Chi lo ha vissuto sa cosa significa davvero quel momento. Noi portiamo empatia e concretezza, ma soprattutto conosciamo le esigenze dei veri protagonisti dell’evento: gli sportivi. E vogliamo rendere la loro esperienza a Milano Cortina 2026 unica e indimenticabile». Nel suo modo di parlare c’è ritmo, passione, una leggerezza che nasce dalla disciplina. Valentina non ha perso la mentalità della competizione: l’ha solo spostata di campo. «Lo sport mi ha insegnato a mantenere il sangue freddo, come quando sei al centro della pista e tutti urlano il tuo nome. In quei momenti impari a restare lucida, a respirare, a fidarti di ciò che hai costruito. È la stessa forza che mi serve oggi, ogni giorno».
Coraggio e magia: lo spirito olimpico di Valentina Marchei
La sua energia è quella di chi non ha mai smesso di credere nel valore dello sport come linguaggio universale. «Mi sento un jolly all’interno della Fondazione» dice, sorridendo. «Sono di supporto anche ad altre aree, come quella Legacy o i progetti con gli atleti. È bello poter contribuire dove serve, portando ciò che lo sport mi ha insegnato: spirito di squadra, resilienza e capacità di guardare avanti».
Quando le chiedi di scegliere due parole per descrivere le Olimpiadi, non esita: coraggio e magia «Coraggio, perché in questo lavoro ci sono montagne russe continue e non devi mai smettere di crederci. Magia, perché i Giochi non sono solo performance: sono qualcosa di più grande, che lascia un’eredità sociale e valoriale». E mentre parla, è impossibile non notare quel modo di muovere le mani, di sorridere prima di una frase importante, lo stesso che aveva in pista, quando si preparava a un salto. È come se, dentro di lei, il ritmo del pattinaggio non si fosse mai fermato. Solo che oggi il ghiaccio è diventato una metafora: non più da attraversare, ma da far brillare. Per Valentina, Milano Cortina sarà la sua sesta Olimpiade (due vissute come atleta e tre come talent televisivo per Discovery, ndr) ma la prima da organizzatrice «Ogni volta che penso all’accensione del braciere sento lo stesso battito che sentivo prima di entrare in pista. È lo stesso spirito, solo che adesso si trasforma in qualcosa di collettivo e di più grande»