Presentatori mito: Giovanni Muciaccia

29 12 2016 di Isabella Fava

Ha insegnato a generazioni di bambini il fai-da-te ed è rimasto nei loro cuori con Art Attack. Ora Giovanni Muciaccia ci riprova, con una trasmissione "futuristica" che si chiama XMakers-Gli Xperimenti

Dalla carta pesta alle stampanti 3D. Giovanni Muciaccia, 47 anni, è stato un punto di riferimento per generazioni di bambini, almeno in tv. Con forbici e righelli, cartoncini e colla, dal 1998 al 2014 ha insegnato il fai-da-te ai più piccoli col programma cult Art Attack. Un vero mito, tanto che la trasmissione è ancora in onda sulla Rai. E la sua maglietta rossa e la frase «Fatto?» sono rimasti nella memoria.

Da Art Attack a XMakers


Ma le cose cambiano, i bambini crescono e colori e pennelli non bastano più. Ecco quindi il presentatore pugliese alla conduzione di XMakers- Gli Xperimenti (dal lunedì al venerdì alle 10,35 e 15,25 su DeaKids, Sky 601). «E' un programma più in linea con quello che sono i ragazzi di oggi» spiega Giovanni Muciaccia. «Parliamo di tecnologia, di futuro. Cerchiamo di stimolarli con i mezzi e le possibilità che ci sono adesso». Qualche esempio? «Usiamo stampanti 3D, laser cutter, Arduino, frese. Abbiamo costruito persino una mano robotica».

Insieme a Giovanni Muciaccia in studio c'è Max Temporelli, fondatore di The Fab Lab: Make in Milano: un vero e proprio esperto di questi nuovi macchinari. E poi due ragazzi apprendisti: Giulia (Giulia Palaferri) e Leo (Francesco Marchioro), giovane smanettone.

Gioco e creatività


Quello che è rimasto invariato in tutti questi anni in Giovanni Muciaccia è la creatività: «Mi affascina molto. Sia che la guardi sia che la fai. E poi io sono sempre stato bravo con la manualità. Da piccolo avevo un amico che era una specie di nerd con cui costruivo circuiti. In terza media avevamo realizzato una microspia in un pacchetto di fiammiferi. Poi avevo la passione per l'aeromodellismo. Tutto quello che sapevo fare da ragazzo mi è tornato utile con Art Attack».

E il gioco. «Mi piace molto giocare, da bambino ero pazzo per il gioco. Ti insegna a vedere le cose anche da altre angolazioni. Ora gioco con mio figlio di 6 anni (Giovanni Muciaccia ha anche una bambina di 1 anno, ndr), ci inventiamo cose strane, buffe».

E gli ex bambini di Art Attack? «Quelli della prima generazione di Art Attack ora sono studenti universitari. Ma mi chiedono selfie e autografi quando mi vedono in giro durante i miei spettacoli. Sono rimasto nei loro cuori perché mi collegano a uno dei momenti più belli della loro vita. In futuro mi piacerebbe fare un programma adatto a loro».

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