Umberto Eco
L'écrivain italien Umberto Eco participe à l'enregistrement de l'émission Vol de Nuit sur le plateau de la chaîne de télévision TF1, le 26 avril 2007 à Paris. AFP PHOTO PIERRE VERDY / AFP / PIERRE VERDY AND - (Photo credit should read PIERRE VERDY/AFP/Getty Images)

Perché non voglio piangere la morte di Umberto Eco

La scrittrice Michela Murgia ne è convinta: non dobbiamo versare lacrime per Umberto Eco, morto a 84 anni. Perché i suoi libri continueranno a vivere. E a stupirci

Quando muore un pilota automobilistico, muore davvero: non correrà mai più.

Se muore un'astronauta famosa, è una morte seria: non salirà mai più a raccontarci le stelle.

Ma se muore uno scrittore non muore nulla.

Le emozioni, le storie e i mondi che ha immaginato restano lì tra le pagine dei suoi libri e per chi le aprirà per la prima volta saranno come nuovi, vergini, pronti a stupire come fossero scritti ieri.

Se lo scrittore era vecchio, il miracolo si replica per quante opere ha avuto il tempo di scrivere: nelle biblioteche dei grandi autori morti c'è una vita di scritti da scoprire, tutti appena nati per chi non li ha mai aperti prima.
E allora niente lacrime, professor Eco.

Non c'è morte che ci ruberà il nome della tua rosa, né il moto del pendolo del tuo Foucault, né le bustine di Minerva piene di intelligenza che ci ricordavano che i morti veri, in certi casi, eravamo noi.

 

  • Nella photogallery qui sotto, i 7 romanzi scritti da Umberto Eco.


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