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Buon compleanno Snoopy!

I Peanuts compiono 65 anni e per celebrarli il Museo di Milano dedicato al fumetto ha inaugurato una mostra che rimarrà aperta fino al 10 gennaio. Ci sono andata e per chi ama il mondo di Schulz è imperdibile

Nasco quando i Peanuts vengono tradotti per la prima volta in Italia e pubblicati sul quotidiano Paese Sera con il nome di Pierino alias Charlie Brown. Dodici anni più tardi, tutta emozionata, entravo nell'unico negozio di Biella che poteva avere uno Snoopy di peluche (di medie dimensioni) lo compravo e lo sistemavo in camera mia. Per sempre.

Oggi i personaggi di Schulz compiono 65 anni e in attesa di vedere il film in uscita il 5 novembre, The Peanuts movie diretto da Steve Martino, il regista dell'Era glaciale, sono andata al Wow Spazio Fumetto , il Museo di Milano dedicato al fumetto, all’illustrazione e all’immagine animata, che li celebra con una mostra fino al 10 gennaio.

Non intendo raccontarvi tutto quello che ho scoperto ma vi dico solo che vi aspettano
un grande vaso di noccioline all'ingresso
- 500 strisce da leggere e, per la prima volta in Italia, le tavole originarie di Schulz (e anche il suo pennino) provenienti da collezioni private
le statue dei personaggi, con Charlie Brown e Snoopy che fanno i padroni di casa.
per ogni personaggio, poi, c'è un pannello in cui un esperto approfondisce un aspetto; per esempio nel caso di Linus e della sua famosa copertina, è stato chiesto a Giulia Mazzei, psicologa e psicoterapeuta, di fare una riflessione sul perché a volte stabiliamo un rapporto intenso con un oggetto e abbiamo bisogno di averlo vicino in momenti di crisi
- la cuccia di Snoopy, l'autobiografia del Barone Rosso pubblicata da Mondadori negli anni Trenta, installazioni multimediali, gadget, il Monopoli dei Peanuts...

Una mostra per bambini? Sappiamo bene che i Peanuts sono bambini che parlano agli adulti quindi l'appuntamento è per tutti.

 

VELOCE RIPASSO PRIMA DI ANDARE ALLA MOSTRA

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Il mondo dei Peanuts è un microcosmo, una piccola commedia umana e Shulz è un Poeta (con la P maiuscola) dichiarò Umberto Eco nel 2010 scrivendo la prefazione al libro Arriva Charlie Brown. E non solo un poeta per l'infanzia perché i Peanuts parlano di noi. Non a caso su Facebok, dal 2010 esiste una pagina a loro dedicata dal titolo La filosofia dei Peanuts. Perché, diciamolo, chi non ha conosciuto in vita sua:

un CHARLIE BROWN chiuso, timido, introverso? Charlie Brown viene preso in giro perché ha la testa a palla e non riesce a far volare l'aquilone come gli altri bambini. Ma lui è tenace, testardo e non si arrende.

una LUCY un po' aggressiva e pestifera? Toglie il pallone a Charlie Brown, che tenta di calciarlo, perché si diverte a farlo cadere, non perdona niente a nessuno, ma dispensa consigli a colpi di 5 cent l'uno come  psicologa: The doctor is in, c'è scritto sul suo banchetto

una PIPERITA PATTY energica, grande organizzatrice, dal caratttere esuberante? Lei è un maschiaccio con i sandali, mentre l'amica Marcie le fa da attendente, è il suo braccio destro e la chiama capo anche se lei non vuole: “Non chiamarmi capo”, “Sì capo”.

uno SCHROEDER, il bambino prodigio che suona il pianoforte?

una SALLY, la sorellina pestifera di Charlie? È come ce la immaginiamo tutti: appena il fratello si allontana per due ore gli smantella la camera perchè dice “Tanto non torna più”.

un PIG Pen il bambino sporchino, in questo caso sempre in un nugolo di fuliggine e pulcette? Ma gli altri lo sopportano, non lo isolano (e qualche volta provano a lavarlo a forza)

un FRANKLIN? Che merita un discorso a parte. Schulz lo inserì su invito di una lettrice che gli faceva notare come nella sua società di ragazzini non ci fosse un bambino nero. E il Franklin che disegna Schulz non ha le labbra grosse, è come gli altri, solo che è nero. La signora lo ringrazierà per questo (la lettera è una delle chicche della mostra)

un LINUS timidissimo? Il Grande Cocomero (sarebbe la zucca, ma all'epoca i traduttori preferirono la parola cocomero) che lui aspetta è un'invenzione degli amichetti escogitata per placare la sua ansia. Non arriva mai, ma lui lo aspetta fiducioso.

uno SNOOPY? Sì, è un cane, un beagle, in Italia tradotto brachetto (e dietro c'è tutta una storia che scoprirete alla mostra), ma un “cane” che pensa in grande, con uno stuolo di alter ego: è scout, soldato nella legione straniera, ballerino, chirurgo nella Prima Guerra mondiale, tutto quello che fa lo fa al meglio, ai massimi livelli. Mai conosciuto uno/una del genere? Io sì!

E l'amore, e l'amicizia?

Tutti gli amori non sono corrisposti: Lucy è innamorata di Schroeder, lui ha occhi solo per il suo pianoforte; Charlie Brown ama la ragazzina dai capelli rossi (che non si vede mai, ma nel film sì) e non si accorge che piace a Piperita Patty, che peraltro non si dichiara.

Quanto alle amicizie, si va più sul sicuro, ci sono Charlie Brown e Linus e le due amiche per la pelle (Piperita e Marcie).

Mi verrebbe ancora voglia di dirvi perché si chiamano Peanuts, perché c'è dietro un'altra bellissima storia, ma questo lo scoprirete voi.

 

L'evoluzione grafica di Snoopy



 

 

 

 

 

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