Un altro anno di parole, azioni e libertà. Segna la data: martedì 19 novembre, ore 11.30, Teatro Elfo Puccini di Milano. È qui che si chiuderà – o meglio, continuerà sotto nuove forme – Libere e Uguali. Per una nuova idea di parità, il progetto firmato Donna Moderna in collaborazione con l’Università Statale di Milano, Fondazione Libellula, MyEdu, Valore D e H-Farm.
Un invito a tutte – e a tutti – per raccontare un anno di incontri, riflessioni e battaglie culturali contro la violenza di genere, e per condividere un percorso che ha trasformato la parola “parità” in una pratica quotidiana.

Partecipare è semplice, libero e gratuito. Prenota qui per essere presente.

Libere e Uguali: inizia l’8 marzo 2025 la seconda edizione

Tutto è cominciato l’8 marzo, nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano, dove una platea di studenti e studentesse ha accolto l’avvio dell’edizione 2025 del progetto. Un inizio simbolico, nel giorno dedicato alle donne, ma anche concreto: quattro tavoli di lavoro per tutto l’anno, quattro tappe per mettere a fuoco i nodi culturali e sociali che ancora tengono in scacco la libertà femminile.

Libere e Uguali: il primo incontro sugli stereotipi di genere

A marzo, il primo tavolo ha affrontato il cuore del problema: gli stereotipi. Quelli che si annidano nelle parole, nei libri di scuola, nella pubblicità, nei gesti quotidiani. Docenti, giornaliste, formatrici e rappresentanti di aziende hanno discusso di come intervenire sull’educazione fin dai primi anni, anche attraverso un dizionario degli stereotipi curato dall’Università Statale di Milano. L’obiettivo? Costruire una nuova grammatica del rispetto.

Secondo incontro: Educazione all’affettività: imparare le emozioni

Ad aprile, il secondo incontro ha acceso i riflettori sulle emozioni: riconoscerle, nominarle, rispettarle. Psicologi, scrittrici e insegnanti hanno condiviso esperienze e progetti per introdurre nelle scuole una vera educazione all’affettività, capace di prevenire la violenza e favorire relazioni più consapevoli. Come ha ricordato lo psicoterapeuta Alberto Penna, «per sentire il dolore degli altri bisogna prima conoscere il proprio».

Terzo incontro: Indipendenza economica e genitorialità condivisa

A maggio, il terzo tavolo ha posto una domanda semplice e scomoda: può esistere parità senza indipendenza economica? Le esperte intervenute – tra cui Giovanna Badalassi, Olga Cola e Antonella Sannella – hanno analizzato i dati sull’occupazione femminile, il peso degli stereotipi nel mondo del lavoro e l’urgenza di una educazione finanziaria che parta dai bambini. Accanto a questo, il tema della genitorialità condivisa, ancora frenato da una cultura che penalizza le madri e scoraggia i padri.

Quarto incontro: Il linguaggio dei media: le parole che cambiano tutto

A settembre, l’ultimo incontro ha guardato ai media e al loro potere di costruire – o deformare – la realtà. Giornaliste, comunicatori e rappresentanti del mondo aziendale hanno discusso di linguaggio, rappresentazione e violenza digitale. «Le parole sono potere, e noi non ce ne rendiamo conto» ha ricordato la divulgatrice Laura Nacci. Dalla pubblicità alle piattaforme social, serve un lessico nuovo, capace di raccontare la parità senza distorsioni.

Come partecipare

Il 19 novembre, all’Elfo Puccini, questo viaggio collettivo troverà la sua tappa finale: una conferenza–spettacolo aperta al pubblico, dove aziende, istituzioni e associazioni racconteranno i risultati raggiunti e le prossime sfide. Un’occasione per fare il punto, ma anche per guardare avanti: perché la cultura della violenza si smonta solo insieme, con la forza delle idee e la concretezza delle azioni.

L’appuntamento è per tutte e tutti coloro che credono in una società più giusta, libera e uguale.
Perché la parità non è un tema, è un movimento.

Con la collaborazione scientifica di Università degli Studi di Milano, Fondazione Libellula, MyEdu, Valore D, H-FARM

Partner: Generali, Jeep, Mundys, Windtre, Mediolanum