Con il wifi si lavora dovunque

Anche in ferie continuiamo a lavorare

La tentazione di controllare le email dell’ufficio 365 giorni all’anno è irresistibile. In Francia e Germania ci sono leggi e aziende che impongono fasce orarie protette. Dovremmo imitarle?

Iniziare le ferie non vuol dire smettere di lavorare. O almeno non più, da quando gli smartphone sono entrati nella nostra vita, da quando l’email o la telefonata dall’ufficio sono sempre in agguato. Non è solo una sensazione, ma un’evidenza supportata dai dati: il 44% degli americani controlla le email di lavoro in vacanza, di questi 1 su 10 lo fa ogni ora, stando a una ricerca dell’American psychological association. Ed è facile che questa percentuale sia in crescita: in Italia si richiede reperibilità telefonica o elettronica al 55% dei lavoratori, stando ai risultati del 2015 della società Randstad Workmonitor.

Chi risponde subito al capo rischia lo stress

Lavorare in ferie non è evidentemente solo una questione economica, ossia di quanto tempo stiamo “regalando” al nostro datore di lavoro o al nostro cliente, ma anche una questione psicologica: si dissolve un confine, quello tra la vita familiare o personale e quella lavorativa, che fino a qualche tempo fa sembrava quasi invalicabile, quindi diventa più difficile staccare e rilassarsi. Uno studio realizzato di recente da 3 ricercatori americani evidenzia che l’arrivo di una email da parte del capo fuori dall’orario di lavoro (e quindi lo stimolo a rispondere rapidamente) genera un rischio di “stress cronico ed esaurimento nervoso” nel dipendente.

Essere offline è un diritto

La contestatissima nuova legge sul lavoro francese, che ha portato a scioperi e dure proteste nel Paese, contiene una norma sulla quale c’è stato consenso assoluto. Stabilisce che le aziende sopra i 50 dipendenti fissino regole su orari e giorni nei quali gli impiegati non sono tenuti a mandare o a rispondere ad email. La Volkswagen, del resto, ha introdotto regole simili per i suoi dipendenti e un’altra casa automobilistica tedesca, la Daimler, ha previsto l’opzione “auto delete”: quando sei in vacanza, le email che ti arrivano vengono automaticamente cancellate.

Non c’è più stacco tra pubblico e  privato

La dissoluzione del confine tra vita lavorativa e privata dipende solo dal numero di messaggi di posta elettronica che si ricevono in vacanza? Pensiamo a quanto spesso controlliamo al lavoro Facebook, la timeline di Twitter, i siti di informazione, guardiamo un video su YouTube, telefoniamo a parenti e amici. Sempre secondo la ricerca di Randstad, il 57% dei lavoratori affronta questioni personali durante l’orario d’ufficio. È stato abbattuto un muro ed è difficile pensare di ricostruirlo con leggi e regolamenti. La tecnologia ha cambiato la nostra vita e quella delle imprese: una nuova cultura del management e una nuova cultura aziendale sono probabilmente quel che serve davvero.

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