5 cose da sapere se usi la carta di credito all’estero

14 07 2016 di Oscar Puntel

Occhio alle commissioni: salatissime, se utilizzate la carta per prelevare contanti. Meglio usare una tessera bancomat. E partire informati...

Diciamocelo: le carte di credito sono comode, quando si va in vacanza. Ci permettono di fare acquisti, evitando di portarci dietro molto denaro contante. Abbiamo già parlato qui della molteplicità di tesserine per il pagamento elettronico, in funzione delle diverse esigenze. Ci sono però alcuni accorgimenti che vanno seguiti, specie se si viaggia e si paga in paesi fuori l’Unione Europea, per evitare sorprese all’arrivo dell’estratto conto. Ecco quello che è importante sapere prima di strisciare la vostra card.

  1. Occhio alle fregature, se fate prelievi con la carta di credito Ogni volta che si preleva da uno sportello bancomat con la carta di credito, bisogna sapere che c’è una commissione da pagare, che è proporzionale alla somma richiesta e che è fissata da ogni istituto bancario. E’ come se la banca anticipasse del denaro e concedesse un finanziamento: la gestione del denaro ha un costo ed è per questo che viene applicata questa commissione. Così funziona ovunque e ogni banca “fissa” le sue percentuali. All’estero (fuori Ue), la cifra si alza molto e di mezzo ci sono anche delle commissioni per il cambio valuta. Uno studio dell’Università Bocconi di Milano ha calcolato che per 200 euro prelevati, troviamo 10,35 euro di commissione sul nostro estratto conto. Conclusione: se avete necessità di denaro contante, prelevate con il vostro bancomat. Ci sarà lo stesso una commissione, ma di gran lunga inferiore. Per gli acquisti tradizionali, invece, bisogna sapere che se vengono fatti dentro l’Unione europea non ci sono commissioni aggiuntive. Fuori dall’Ue, invece strisciare costa: sia un souvenir, sia un caffè da starbucks o una cena al ristorante: oltre al prezzo convertito in euro, vi verrà applicata anche una commissione media pari a 1,8% di quanto speso. Le singole banche forniscono comunque informazioni dettagliate sull’ammontare di queste commissioni.
  2. Consultate la banca prima di partire. All’autore di questo articolo capitò che, atterrato a Washington DC, Stati Uniti, non fosse possibile prelevare del denaro contante perché la sua carta bancomat non era abilitata ai circuiti internazionali. Situazione che poi si risolse con un giro di mail e qualche telefonata, ma che all’inizio fu un dramma: non aveva con sé neppure un cent di dollaro e tentò il prelievo presso un numero infinito di sportelli, mentre sarebbe bastato passare in filiale e verificare, il giorno prima della partenza. Questo esempio vale per tutte le nostre card bancarie. Specie per le carte di credito conviene sempre accertarsi del “tetto di spesa”, ovvero la soglia massima di denaro spendibile al giorno e al mese. La banca ci può anche informare se la nostra card ha delle limitazioni territoriali (cioè per esempio se funziona solo in Ue). Se e a quali condizioni una “prepagata” può essere accettata nel paese della vacanza.
  3. Sms di notifica. Stefano Zerbi, portavoce del Codacons: “Raccomandiamo, prima di aprire, di attivare il servizio di sms alert (sms di avviso che arriva sul telefonino, che ci notifica una spesa appena effettuata). In questo modo, la persona viene avvisata dopo ogni utilizzo tramite messaggio sul cellulare: sarà così possibile intervenire subito in caso di addebiti anomali”. Se ci si accorge di spese non sostenute, è opportuno bloccare subito la carta di credito, chiamando i numeri di emergenza (chi si trova all’estero ha quelli dedicati). “Prima della partenza - ricorda Zerbi - è bene annotare i numeri del servizio clienti delle varie carte (bancomat o di credito). La raccomandazione di un celere blocco della carta vale anche in caso in caso di furto o smarrimento”. Inoltre: conservate gli scontrini ed effettuare un incrocio con le cifre indicate sull’estratto conto. Infine, anche all’estero, mai tenere carte, codici e pin tutti insieme, nel portafoglio o memorizzati sul cellulare. Meglio fare un buon esercizio di memoria. Vi suggeriamo infine di non comunicare a nessun operatore telefonico il numero della vostra carta di credito. Fate le prenotazioni solo utilizzando siti sicuri e che proteggano le vostre transizioni: quelli dove un lucchetto giallo compare sulla barra degli indirizzi.
  4. Occhio alle prepagate. Nelle carte prepagate, io carico una certa cifra e consumo quanto ho caricato; il vantaggio è nel fatto che, in caso di furto, oltre la cifra inserita non è possibile il prelievo. Le prepagate sono un buon sistema per controllare la spesa. Le carte di credito tradizionali invece sono quelle abbinate a un conto corrente: l’Istituto che le ha emesse (o la banca) vi anticipa i soldi, che poi si riprende un mese dopo dal vostro conto. Le carte di credito si distinguono dalle ricaricabili perché il vostro nome, il numero, data di emissione e di validità sono stampigliati in rilevo. E’ bene sapere che le carte ricaricabili quasi mai vengono accettate nelle prenotazioni alberghiere e negli acquisti online. Per gli hotel, il numero di carta di credito è una “garanzia” sulla prenotazione, proprio perché è abbinato a un conto in banca: se non vi presentate alla reception, la struttura si trattiene direttamente una “penale”, cosa che non potrebbe fare con un una prepagata, che teoricamente potrebbe essere anche vuota perché non caricata.
  5. Accettazione delle carte di credito. Non tutti i paesi del mondo accettano tutte le carte di credito. Cuba per esempio ha delle limitazioni (American Express, Diners e Maestro non vengono accettate). Prima di partire consigliamo di leggersi la “scheda paese” compilata dal nostro Ministero degli Affari Esteri (qui) sullo Stato che andrete a visitare. Eventuali casi di restrizioni sull’uso delle carte di credito sono inserite alla voce “moneta” o direttamente nella prima pagina, dove vengono specificati i dati e le informazioni sul Paese.
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