Renzi, esperienza governo è finita

Cosa succede ai nostri risparmi dopo la vittoria del No

L'esito del referendum del 4 dicembre come peserà sui nostri soldi? Che scenari si aprono tra banche da salvare e manovra finanziaria?

“Esageruma nen”, dicono i piemontesi. La vittoria del no al referendum costituzionale non ci condurrà in un baratro economico-finanziario, come anche la reazione di oggi dei mercati sembra dimostrare. Grande volatilità, ma nessun dramma né in borsa, né sul mercato dei titoli di Stato.

L’agenzia di rating Standard&Poor’s ha confermato che il referendum non cambierà il giudizio sul nostro Paese. Di certo l’esito del voto e le conseguenti dimissioni del presidente del Consiglio complicano la chiusura di una serie di dossier rimasti aperti esattamente in attesa di sapere cosa sarebbe successo il 5 dicembre.

Cosa succederà alle banche?

Il primo dossier aperto e quello più importante per la stabilità finanziaria riguarda le banche, che sono alle prese con la questione dei crediti non più esigibili (le cosiddette sofferenze) che pesano sui bilanci. Alcuni grandi istituti sono stati costretti o saranno costretti a chiedere capitali freschi al mercato. La domanda che ci si sta ponendo è se l’instabilità politica possa spingere gli investitori esteri lontano dal mercato italiano, rendendo più difficili queste operazioni.

Lo Stato interverrà nel caso Monte dei Paschi?

Caso a sé e più urgente quello del Monte dei Paschi, l’istituto con maggiori difficoltà.  Domani si riunirà il Consiglio di amministrazione della banca, così come quelli di Unicredit, di Intesa San Paolo, di Banco Popolare. Le scelte che verranno messe in atto potrebbero avere un impatto diretto sulle tasche di azionisti e obbligazionisti degli istituti, in particolare quelli di Mps. Il Governo sarà in grado di trattare con l’Europa per un possibile intervento statale? O dovranno intervenire le regole del bail in?

Cosa è ancora in sospeso nella manovra finanziaria?

Poi c’è la partita della manovra. Tra i dossier lasciati aperti alla Camera e che potrebbero riaprirsi al Senato ci sono alcuni punti specifici, come gli ecobonus per la riqualificazione energetica dei condomini. Nelle scorse settimane si era ipotizzata l’estensione del credito d’imposta anche a chi non ha redditi e quindi non potrebbe beneficiarne: si tratta dei condomini che spesso bloccano i lavori proprio per questo motivo e che potrebbero avere la possibilità di “cedere” questo credito alle banche. Ma questa modifica è rimasta in sospeso, così come sono rimasti in sospeso il taglio delle slot machine del 33% e la riapertura del turn over per i dipendenti dei comuni.

Si voterà presto?

Infine c’è il quadro più generale e più a medio termine: si andrà al voto presto? E con quale legge elettorale? Chi potrebbe vincere? Tutti elementi ai quali i mercati guardano con estrema attenzione e che saranno quelli decisivi per gli investitori nella scelta se scommettere sull’Italia o contro.  


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