Le 3 donne che decideranno le sorti della Brexit

27 03 2017 di Simone Spetia
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Il 29 marzo la premier britannica Theresa May dà il via ufficiale all'uscita della Gran Bretagna dell'Unione europea. Ma dovrà confrontarsi con altre 2 donne: la scozzese Nicola Sturgeon e la nordirlandese Michelle O’Neill

Che le donne abbiano lasciato un segno profondissimo nella storia britannica è fuor di dubbio. Le regine Elisabetta I e Vittoria hanno dato il nome ad un’epoca, mentre Margaret Thatcher, premier per tutti gli anni ’80, resta ancora oggi l’esempio politico per quelli che si riconoscono in un certo tipo di destra liberale. E ora, con l'avvio ufficiale della Brexit il 29 marzo, al centro della scena ci sono 3 donne. Eccole.

THERESA MAY

Chi vede nell'attuale capo del governo britannico una figura paragonabile a quella della Thatcher sbaglia di grosso, però: diversa l’epoca, diverse la forza e la statura politica, diversi anche gli obiettivi. La Thatcher guidò il Regno Unito nella fase di adesione all’Unione europea; la May, 60 anni, dovrà portarlo fuori. Dopo che il Parlamento ha varato la legge che autorizza il governo ad avviare i negoziati per la Brexit, tocca alla premier il compito di comunicare ufficialmente all'Unione europea di volersi avvalere dell’articolo 50 del trattato di Lisbona per far uscire la Gran Bretagna dall’Unione. Si innesca così la procedura formale per dar seguito alla vittoria del “Leave” al referendum del 23 giugno scorso.

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NICOLA STURGEON

La 47enne prima ministra della Scozia, secondo Forbes tra le 50 donne più potenti del mondo, appare al momento l’avversaria più temibile della May. Un’ampia maggioranza degli scozzesi ha votato a favore della permanenza nell’Ue e Sturgeon ha minacciato di riproporre il referendum sull’indipendenza fallito nel 2014. L’arma, politicamente interessante, è economicamente spuntata: la maggiore ricchezza scozzese è il petrolio del mare del Nord, che ha contribuito al Pil della regione per 10 miliardi di sterline; ma le riserve stanno diminuendo e il prezzo del greggio continua a mantenersi su livelli troppo bassi per fare incassare abbastanza tasse.

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MICHELLE O'NEILL

L’altra donna in campo è la leader del Sinn Feinn, il partito indipendentista dell’Irlanda del Nord: Michelle O’Neill, 40 anni, guida il movimento che con le ultime elezioni ha mancato il sorpasso sugli unionisti che vogliono restare nel Regno Unito per appena 1.200 voti. O’Neill ha dichiarato che la Brexit sarebbe un disastro e, forte della vittoria del “Remain” nel suo Paese, ha invocato il referendum per la riunificazione con l’Irlanda. Sullo sfondo, una quarta donna: Elisabetta II, che potrebbe assistere alla disgregazione del suo regno.

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