Come affrontare i traumi dei bambini in caso di incidenti

Ci sono anche dei bambini, fra i feriti e le vittime dell’incidente ferroviario del 12 luglio, in Puglia, dove due treni si sono scontrati su un binario unico. È un trauma dal punto di vista psicologico per gli adulti sopravvissuti. Ma per i bambini? Cosa accade nella loro mente? Hanno gli strumenti cognitivi per capire quello che è successo?

Ernesto Caffo, presidente Telefono Azzurro: “La comprensione di eventi come questo può variare a seconda dell’età e dell’esperienza dei bambini. Di certo, come in tutte le vittime anche di altri tipi di incidenti, si genera nella loro mente un ricordo che non si cancella, che permane per mesi e che se non viene elaborato diventa permanente e può, in futuro, generare ansia e stress. L’evento traumatico deve essere mentalizzato, cioè raccontato, esternato. Da subito. Bisogna far parlare questi bambini e lo devono fare prima di tutto i loro genitori. Giusto per farvi capire: i piccoli sopravvissuti alla tragedia di Corato avranno visto sangue, persone morire, pezzi di lamiere contorte e pezzi di persone. Queste immagini sono ‘tossiche’, per la loro mente: generano emozioni negative, ansie e paure, anche qualora dovessero trovarsi coinvolte in altri incidenti nella loro vita. Per questo bisogna agire presto”.

Bambini vittime di incidenti: star loro sempre vicino

Come intervenire allora? Telefono azzurro, associazione che da trent’anni promuove i diritti dell’Infanzia, ha diramato una serie di consigli da seguire se ci dovessimo trovare in situazioni simili. Consigli rivolti soprattutto ai genitori. Quello basilare è di non lasciare mai solo il bambino vittima di incidente. Non deve provare la situazione di sentirsi abbandonato. Il primo punto è: “Trovate il tempo e la tranquillità necessari per stare insieme ai vostri figli e parlare con loro”.

Quindi, altri suggerimenti: “Ascoltate le loro domande, anche se ripetitive e insistenti, e rispondete loro con sincerità; evitate il più possibile di mostrare di fronte a loro la vostra ansia e le vostre preoccupazioni; scegliete parole semplici e utilizzate esempi concreti per spiegare quello che sta succedendo e cosa si sta facendo per superare le difficoltà; rispettate le emozioni e le paure dei bambini, anche se possono sembrare eccessive o irrazionali; evitate che i bambini siano esposti a situazioni che ricordano l’evento traumatico vissuto come l'esposizione ripetuta a immagini televisive che ricordano loro quanto accaduto;prestate attenzione alla maniera in cui l’ansia può esprimersi nei bambini: mal di testa o mal di pancia ricorrenti, senza alcuna causa organica, posso essere sintomi del trauma vissuto”.

Evitare i distacchi e le separazioni è fortemente suggerito soprattutto se i bambini hanno meno di 6 anni. Per loro, il vademecum prosegue: “Rassicurateli e fateli sentire protetti, mostrandovi il più possibile tranquilli; dedicatevi insieme a loro ad attività rilassanti, come leggere una fiaba, passeggiare, giocare, ascoltare la musica”.

Nel caso di preadolescenti e adolescenti, gli accorgimenti da usare sono invece diversi. Dice Telefono Azzurro: “Date loro supporto e rispettate sempre il loro punto di vista e le loro emozioni; fateli sentire importanti nel processo di ritorno alla normalità, valorizzando il loro aiuto e le loro capacità; prestare attenzione a eventuali comportamenti aggressivi, autodistruttivi o ad un eventuale abuso di alcol o droghe. Qualora tali atteggiamenti persistessero, fatevi aiutare da un esperto”.

Come porsi ai bambini che apprendono dalla tv fatti come quelli accaduti in Puglia?

Molti ragazzi avranno visto le immagini trasmesse dalla tv o dal web sull’incidente pugliese, così come hanno visto le scene degli attacchi terroristici di Parigi o Bruxelles. Scene forti e che possono spaventare. “Bisogna aiutare il bambino a capire quello che è successo e rispondere a tutte le domande che ci pone”, suggerisce il presidente Caffo. “Le scene drammatiche che hanno trasmesso in tv possono di nuovo generare ansia nei piccoli o il timore che a loro stessi o ai loro genitori possa accadere qualcosa del genere quando ci si mette mi viaggio”.

Che supporto dare? “I bambini non distinguono il vicino/lontano degli eventi. Quindi la notizia va localizzata come qualcosa lontana da loro. E poi va riportata nei ranghi della occasionalità. Cioè va spiegato che questi fatti possono accadere, ma sono molto infrequenti, e che quando si verificano c’è sempre qualcuno che studia il modo o sviluppa la tecnologia perché non accadano più. Insomma, bisogna allontanare quel senso di angoscia immediata e di turbamento, rassicurandoli e tranquillizzandoli”, conclude Caffi.

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