Effetto Uber: la faccia triste dell’innovazione

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di

Annalisa Monfreda

Un'opinione di:
Direttrice di Donna Moderna, Starbene e Tu Style, moglie di un sociologo prestato alla consulenza...

Ricatti sessuali, molestie, discriminazioni. E manager che possono permettersi ogni sorta di machismo senza rischiare il posto, poiché garantiscono ottimi risultati. Succede nelle aziende tecnologiche che prosperano nelle Silicon Valley di tutto il mondo. Scandalo dopo scandalo, queste imprese oggi mostrano il loro volto nascosto che, a quanto pare, sorprende solo chi non ci ha mai lavorato.

Il mio stupore lo conosco: è figlio della fede incrollabile che nutro nelle nuove generazioni. Scoprire che in aziende guidate da quarantenni 6 donne su 10 subiscono approcci sessuali non voluti (dalla ricerca Elephant in the Valley) disturba la mia visione positiva dell’evoluzione del maschio. Scoprire che dietro alcune tra le idee più rivoluzionarie degli ultimi anni ci siano persone piene di talento ma anche di arroganza tradisce la mia visione olistica dell’innovazione, per cui chi ha voglia di cambiare il mondo lo fa in tutti i settori. Insomma, questi giovani uomini che rinnovano la peggiore tradizione maschilista mi disorientano.

C’è però un altro punto di vista sulla storia che controbilancia la mia delusione. A svelare la faccia triste delle startup, a denunciare ricatti e discriminazioni perpetrate in queste aziende è un nuovo tipo di donna. Perfettamente incarnato da Susan Fowler, la giovane ingegnera che con un post di 3.000 battute ha portato all’uscita di molti manager di Uber, fino alle dimissioni del giovane amministratore delegato. Susan non ha mai ceduto alle avances del capo, ma ha tenuto traccia di ogni conversazione o richiesta compromettente. E ha denunciato tutto con pacatezza e ostinazione, senza rabbia e senza mai indossare gli abiti della vittima.

Quello che ha fatto Susan oggi ha persino un nome: effetto Uber. Molte lavoratrici stanno seguendo il suo esempio e molti uomini di successo stanno perdendo il posto. Sarà solo un premio di consolazione. Ma per tanti maschi che arrivano al potere troppo in fretta, saltando i capitoli rigore e disciplina, ci sono altrettante donne cresciute senza sindrome dell’impostore, pienamente consapevoli di ciò che non devono accettare e del loro valore.

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