Facebook e i profili di chi non c’è più

03 04 2017 di Giovanni Ziccardi
Credits: Olycom

Oggi su Facebook sono milioni i profili ancora attivi ma che appartengono a persone decedute. Che cosa fare? Leggi qui sotto. Poi, se vuoi approfondire, trovi in libreria "Il libro digitale dei morti", l'ultima publicazione di Giovanni Ziccardi

Oggi su Facebook sono milioni i profili ancora attivi ma che appartengono a persone decedute. Rimane il ricordo e la possibilità di condividere il lutto con la più grande comunità esistente e con gli amici di una volta.

Ma come si può intervenire concretamente in quello spazio digitale?

Se il defunto aveva nominato un “contatto erede” (è possibile farlo nelle “Impostazioni” di Facebook), è proprio questa persona che può continuare ad aggiornare il profilo. Altrimenti i parenti di un defunto che non hanno accesso perché, per esempio, non conoscono la password, si possono rivolgere all’assistenza del social network per valutare come procedere.

Le possibilità sono essenzialmente due: domandare la rimozione dell’account o trasformarlo in profilo commemorativo, che rimane visibile alla cerchia di amici già esistente con l’indicazione “in ricordo di”.

Cosa ne pensi? Scrivi a dallatuaparte@mondadori.it

IL LIBRO DIGITALE DEI MORTI

Dal 4 aprile è in libreria "Il libro digitale dei morti", l'ultimo libro pubblicato da Giovanni Ziccardi. Il sottotitolo è: "Memoria, lutto, eternità e oblio nell'era dei social network" e parla delle conseguenze future della nostra vita digitale. Con tutte le ore che passiamo ogni giorno connessi, visti tutti i contenuti che riversiamo in rete continuamente, cosa resterà di tutti i nostri commenti, foto, acquisti, visualizzazioni, email e chat? Cosa sarà di tutti i nostri dati dopo che saremo morti? Internet finirà per esser piena di "cimiteri virtuali"?

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