Foto dei figli su Facebook: in Francia i genitori rischiano la prigione

07 03 2016 di Oscar Puntel
Credits: Olycom

Leggi sulla privacy e diritti dei minori. In Francia un adulto che pubblica online la foto di un minorenne potrebbe andare incontro a provvedimenti penali. E in Italia che cosa si rischia?

Genitori pronti a condividere le foto dei figli su Facebook? Mamme che postano sui social video e scatti dei primi passi del proprio bambino? In Francia rischierebbero sanzioni pesantissime: multe da 35 mila euro fino a un anno di reclusione. Un adulto che pubblica online l'immagine di un minorenne, fosse anche del proprio figlio, un domani potrebbe essere portato davanti al giudice.

La legge sulla privacy francese
Internet è il non-luogo dove il passato 'non passa mai'. Una volta che un file finisce nella grande memoria della rete non può essere più cancellato: da qualche parte continua a esistere. E così un domani, i figli potrebbero far pagare ai propri genitori quei dettagli privati, quegli scatti della propria vita, messi sulla piazza virtuale alla mercé di tutti (mentre loro non avrebbero voluto).
La legge sulla privacy francese consentirebbe ai figli, una volta maggiorenni, di chiedere conto ai propri genitori di certe foto pubblicate del proprio passato, come se i figli oggi non si sentissero più rappresentati da quei selfie lontani nel tempo. Una 'rivalsa' tutta giudiziaria: in tribunale. La legge francese parla di 'obbligo di responsabilità dei genitori nei confronti dell'immagine dei propri figli'. Obbligo e dovere morale che verrebbe meno in quei genitori troppi disinvolti nel maneggiare e immediatamente condividere le foto dei propri bambini.

Si rischia anche in Italia? Sì, valutare prima di “postare”
I genitori, pur titolari della potestà genitoriale, devono comunque tutelare la dignità e la riservatezza dei loro figli. Ci spiega Giorgio Battaglini, avvocato di Venezia, esperto in tema di privacy: “La pubblicazione da parte di un genitore su Facebook (o altro social network) di immagini del figlio minore potrebbe cagionare un danno allo stesso e, potenzialmente esporre il genitore ad una responsabilità civile - e quindi a un risarcimento del danno - non solo per esser venuto meno ai suoi doveri ma anche e soprattutto per aver leso un diritto fondamentale della persona, quello alla riservatezza, in particolare dei minori”. Ma, aggiunge il legale: “Sembra evidente che l’allarme francese serva più per scuotere i genitori da un fenomeno culturalmente sottovalutato, piuttosto che fornire un insegnamento di diritto”.

Che consiglio dare, quindi, ai genitori 'facili' alla condivisione delle foto? “Valutare attentamente la necessità della pubblicazione e, solo se entrambi d’accordo, scegliere di postare solo immagini che non possano, oggettivamente, né ora né in futuro, essere in grado di ledere la dignità o turbare l’equilibrio e l'armonico sviluppo della sua personalità. È in gioco la reputazione digitale del figlio”, dice l'avvocato Battaglini.

Prevenzione e sicurezza dei dati
È anche una questione di prevenzione della pedofilia. Sempre in Francia, le autorità e gli esperti di internet hanno messo in guardia i genitori sull'alto rischio che questo materiale finisca poi nei computer dei pedofili e delle loro reti di scambio di file. Foto innocenti potrebbero venire modificate, alterate con software. L'appello della Gendarmerie Nationale, su Facebook: “Certamente, si può essere tutti orgogliosi e fieri dei propri ragazzi, ma attenzione! Ricordate che postare le immagini dei vostri figli su Facebook non è sicuro! Proteggete i vostri bambini”. Mentre la polizia tedesca ha fatto circolare sui social questo annuncio: “Per favore, smettetela di pubblicare le foto dei vostri figli, rendendole visibili a tutti. Grazie”.

Non c'è la percezione del pericolo
Il fatto è che tutti oggi ci sentiamo molto social. Ci spiega Yvette Agostini, esperta di sicurezza informatica: “Siamo tutti presi dall'essere 'online', esserci è qualcosa che coinvolge molto per cui è difficile pensare di non postare e condividere foto. Quanta consapevolezza c'è dei rischi che si corrono? Il livello è prossimo allo zero. E più sono giovani generazioni, più esso si abbassa. Soprattutto per gli adolescenti, i social network sono il teatro speciale per esibirsi, il voler farsi vedere, per essere riconosciuti, individuati. Ma la consapevolezza su che fine possano fare queste foto, su quale sia la misura accettabile di un commento, è qualcosa di molto vago. Bisognerebbe rifletterci di più, ma non vedo spiragli”. Altrettanto nebulosa è la conoscenza degli strumenti che già ci sono, per esempio sui settaggi di Facebook, per quanto riguarda il livello di condivisione delle foto. “Se un account Facebook è totalmente pubblico, tutti possono vedere e potenzialmente scaricarsi le foto in esso contenute”, dice l'esperta.

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