C’era una volta la gravidanza che cominciava con due linee rosa su un test acquistato in farmacia. Oggi non è più sempre così. Se sei una donna tra i 30 e i 40 anni e hai cercato su Google “come rimanere incinta” il tuo feed sui social network sarà stato ufficialmente colonizzato.
Il preconcepimento trasformato in business
Benvenuta nel “trimestre zero”, l’ultima frontiera del business digitale: ovvero quel periodo dai tre ai sei mesi prima del concepimento. Ebbene sì, il preconcepimento è stato trasformato in un ricco mercato che cresce e prospera su una complessa realtà clinica: secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità si stima che l’infertilità senza cause mediche riconosciute si aggiri intorno al 15%, ma la realtà che emerge nel quotidiano medico è ben diversa. «Nella nostra pratica – dichiara la ginecologa Federica Di Guardo, esperta in fertilità di coppia – i casi in cui si fa fatica a ottenere una gravidanza senza una ragione diagnostica chiara sono molti di più e sono intorno al 60% totale. Nei casi in cui la motivazione medica è accertata, il 20% circa è attribuibile a fattori femminili e l’altro 20% a quelli maschili. Per cui la fertilità è una complessa equazione di coppia».
I guru del preconcepimento
Quando la medicina deve ammettere di non avere una risposta immediata, per molte coppie si genera un profondo senso di smarrimento e impotenza. Esattamente in questo spazio di vulnerabilità si inserisce il business della cicogna, un ecosistema online popolato da “fertility coach”, guru del femminile, influencer della maternità, che vendono la promessa di gravidanze più semplici e veloci rivolgendosi prevalentemente alle donne, come se il concepimento fosse una questione, e una responsabilità, soltanto femminile.
Dove affonda il business del trimestre zero
Scorrendo i video su TikTok e i reel su Instagram sotto hashtag come #trimestrezero, #cercounbambino, #fertilitycoach è evidente che queste figure hanno un grande seguito proprio perché rispondono a quell’ elevato numero di casi in cui non si trova una spiegazione scientifica. In una narrazione del concepimento in cui si mescolano terapie alternative, pseudoscienza e manipolazione psicologica, i “segreti” per avere un bambino hanno tariffe ben precise. Ci sono infatti servizi diversificati e formule studiate per ogni tasca. Dalle guide digitali su cosa mangiare e come muoversi, fino ai link per acquistare integratori e rimedi alternativi considerati miracolosi come i fiori australiani.
Le tecniche fasulle per risvegliare la fertilità
Quando ci si sposta sul piano psicosomatico è possibile trovare masterclass, percorsi individuali e di gruppo basati su tecniche energetiche per risvegliare l’istinto della fertilità. Nel tempo si sono fatte spazio persino sessioni di ipnosi per rimuovere blocchi inconsci che la mente avrebbe causato, interferendo con la capacità di concepire, ma anche trattamenti manuali strutturati sull’area pelvica, che dichiarano di riallineare il bacino, liberare i tessuti che circondano le tube e migliorare la mobilità dell’utero. La biomeccanica del bacino femminile viene presentata come fattore determinante per sbloccare la fertilità e favorire l’impianto dell’embrione.
Più investi, più chance hai
E poi: programmi detox intensivi di tre, sei mesi con consulenze private settimanali e piani personalizzati per lui e lei, con digiuni guidati, beveroni a base di olio di cocco e pasti sostitutivi per depurare l’organismo e migliorare la qualità del concepimento. La promessa è potente: più investi economicamente più hai possibilità di rimanere incinta. E se l’opportunità di avere un figlio dipende da quanto sei disposta a pagare per lasciare andare blocchi energetici, tossine e riallineare il corpo, una mancata gravidanza può trasformarsi in un senso di colpa molto pesante da gestire.
Il trimestre zero non esiste
Serve davvero prepararsi a concepire? «Il trimestre zero scientificamente non esiste – ci dice la dottoressa Federica Di Guardo, ginecologa specialista in fertilità di coppia –. Sicuramente uno stile di vita sano e una corretta alimentazione sono fondamentali per costruire le basi di un buon equilibrio ormonale, ma non nodali per ottenere una gravidanza». Sul fronte integratori la Dottoressa Di Guardo precisa che le uniche sostanze davvero utili prima del concepimento e in vista di una gravidanza sana sono l’acido folico e la vitamina D. Quest’ultima in particolare gioca un ruolo chiave nel facilitare la comunicazione tra le cellule, promuovendo la possibilità che nel follicolo crescano ovociti di buona qualità. Associare queste sostanze ai normali esami preconcezionali di routine è l’unico vero protocollo necessario. «Tutto il resto venduto online è, nella migliore delle ipotesi, superfluo – spiega la Dottoressa Di Guardo – . Se ci sono difficoltà a restare incinte serve un ginecologo esperto in fertilità che indaghi le cause e trovi il piano terapeutico adeguato e in alcuni casi rivolto a entrambi i partner».
La leva dei sensi di colpa
Peso corporeo e stress sono due argomenti centrali nel dibattito social sulla fertilità. Se da una parte è innegabile che in sovrappeso il bilancio metabolico sia più squilibrato, per cui i medici consigliano sempre il dimagrimento per facilitare l’arrivo di una gravidanza, dall’altro non bisogna cadere in estremismi che generano sensi di colpa. «Quando il tempo biologico stringe – sottolinea l’esperta – non si può negare la possibilità di diventare madre a una donna solo perché in sovrappeso, la priorità rimane preservare la riserva ovarica esistente».
Il ruolo dello stress per gli influencer della fertilità
Sul tema dello stress il marketing digitale e i cliché sociali creano un circolo vizioso devastante nelle donne che stanno cercando a fatica una gravidanza. Frasi fatte come “Rilassati e vedrai che arriva” o “Più ci pensi e meno resterai incinta” trasformano lo stress da normale conseguenza della ricerca di un figlio, a causa stessa del mancato concepimento. Si colpevolizza prima la donna perché non riesce a diventare madre e, subito dopo, perché la si convince che i propri pensieri stiano bloccando la gravidanza. Si tratta di un meccanismo che spesso viene usato dagli influencer della fertilità per vendere i propri servizi di “rilassamento”.
Dal punto di vista endocrino gli ormoni dello stress possono effettivamente influenzare l’asse ipotalamo-ipofisi-ovaie alterando la regolarità del ciclo, tuttavia la ginecologa ci dice che «esistono attività molto utili per abbassare la tensione e migliorare il benessere, ma sono unicamente coadiuvanti, non c’è alcuna base scientifica che dimostra come queste pratiche, da sole, possano sconfiggere l’infertilità».
Osteopatia e fertilità: che fondamento?
Anche l’ovulazione e l’impianto dell’embrione restano processi biologici guidati da precisi meccanismi cellulari e ormonali. Di conseguenza vendere sedute osteopatiche e chiropratiche con la promessa di liberare le tube e curare la sterilità non ha alcun fondamento scientifico. Sebbene l’osteopatia sia valida per i problemi posturali e l’ipnosi sia un ottimo strumento contro l’ansia, questi, come molti altri mezzi proposti dai guru della fertilità, non possono considerarsi la chiave terapeutica per rimanere incinte.
In questo scenario il grande rischio è che si sprechi la risorsa più preziosa: il tempo. «Se dopo 6-8 mesi di rapporti mirati non si riesce a concepire – conclude la Dottoressa Di Guardo – specialmente quando una donna ha superato i 35 anni, è fondamentale rivolgersi subito a un ginecologo specialista della fertilità. Poiché questo percorso può mettere a dura prova la tenuta emotiva della coppia serve farsi accompagnare da uno psicologo, l’unica figura qualificata a gestire il carico d’ansia, che spesso accompagna questi momenti della vita».