Aumenta il costo della vita e si presta sempre più attenzione a prezzi e a bilanci mensili. Eppure 6 italiani su 10 non rinunciano a qualche spesa extra almeno una volta al mese. Si chiama revenge spending ed è la gratificazione alla quale in molti non sanno rinunciare. Ma non si tratta di un semplice “sgarro” rispetto alla regola ferrea del controllo delle spese: il premio che ci si concede può aiutare a ridurre lo stress quotidiano.

Più attenzione alle spese mensili

I dati parlano chiaro: rispetto al 2016, la quasi totalità degli italiani (il 97%) sente il peso del carovita, che viene stimato in un aumento delle spese mensili di oltre il 30%, per una persona su 4. Il 62,2%, invece, ammette di faticare di più a risparmiare. A indicarlo sono i risultati di una indagine dell’Osservatorio Consumi e Risparmio di SumUp, fintech globale specializzata nei pagamenti digitali, che ha analizzato le abitudini degli italiani nella gestione delle proprie finanze sia a livello nazionale, sia in due città campione: Torino come esempio al Nord e Napoli al sud.

Carovita sì, ma c’è il revenge spending

Come mostra la ricerca, per 8 persone su 10 concedersi una piccola spesa extra è un modo per premiarsi dopo un periodo di stress o lavoro intenso. Per questo il 62,5% si dedica al revenge spending almeno una volta al mese. Si tratta di regalarsi un’uscita al ristorante, l’acquisto di un campo di abbigliamento nuovo, o concedersi un breve viaggio o una semplice gita fuori porta. Solo 1 su 4, invece, preferirebbe – potendo – destinare la cifra al mero risparmio.

Un cambio culturale

«Anche in un contesto di incertezza economica, gli italiani non rinunciano a concedersi piccoli momenti di gratificazione. Dai dati dell’Osservatorio emerge cheil cosiddetto revenge spending non racconta eccessi, ma un cambiamento culturale: oggi si fa una spesa più selettiva e consapevole, che convive con l’attenzione alla stabilità finanziaria; non si tratta di consumi impulsivi, ma di una ricerca di equilibrio tra sicurezza economica e qualità della vita quotidiana», spiega Umberto Zola, Responsabile Online Sales Director EU di SumUp.

L’Identikit: chi si concede le gratificazioni

A scattare la fotografia di chi ha scelto il revenge spending, è ancora Zola: «I Millennial sono i risparmiatori più disciplinati: il 57,7% accantona parte del proprio stipendio, contro il 46,2% degli Over60, e il 54,1% dei GenZ. Anche per quanto riguarda le entrate extra, 1 Millennial su 2 risparmia per gli imprevisti, mentre il 21,5% sceglie di spendere solo una parte per sfizi, e solo il 13,9% per acquistare qualcosa che desidera davvero. Gli Over 60 restano, invece, i più prudenti: mettono da parte per le emergenze (55,6%) e solo il 10,3% spende per comprare qualcosa per sé».

La micro-gratificazione piace soprattutto alla Gen Z

«I Gen Z guardano al futuro e risparmiano per i progetti di domani (46,3%), ma sono anche i più inclini alla micro-gratificazione: il 20,9% spende per lo shopping e il 18% per la cura di sé», spiega ancora Zola, che però chiarisce come non si tratti di poca lungimiranza da parte dei più giovani: “Più che meno orientata al lungo periodo, la Gen Z appare caratterizzata da un equilibrio diverso: cresce in un contesto di incertezza economica e carovita elevato, quindi tende a pianificare, ma senza rinunciare a momenti di gratificazione immediata».

Le differenze tra uomini e donne

Differenze esistono anche tra uomini e donne: «Il 56,3% degli uomini dichiara di riuscire a risparmiare almeno il 10% del reddito, contro il 47,6% delle donne. La differenza è sostanziale anche tra chi dichiara di non riuscire a mettere via del denaro: ad esempio il 9,1% delle donne contro il 7,7% degli uomini», dice Zola. Ma perché? «Una quota maggiore di intervistate percepisce un potere d’acquisto inferiore rispetto alle generazioni precedenti (27,1% vs 23,9%). Le donne sembrano, quindi, avvertire più pressione sul fronte economico, probabilmente per una combinazione di fattori strutturali: redditi mediamente più bassi, maggiore incidenza di lavori discontinui o part-time, ecc.».

Generi diversi e spese differenti

Anche l’oggetto degli acquisti cambia a seconda del genere: «Gli uomini prediligono i ristoranti, mentre le donne lo shopping, ma in entrambi i casi il revenge spending convive con un forte orientamento alla prudenza», sottolinea Zola. Insomma, in nessuna delle due categorie si può parlare di “spendaccioni”. Come sì come non ci sono divari enormi su base territoriale. La dimostrazione è quanto emerge dalla ricerca, condotta anche su un campione a Torino e a Napoli.

Cosa cambia da nord a sud

Il revenge spending nel capoluogo piemontese si fa soprattutto andando al ristorante (53,2%) e viaggiando (36,4%), ma il 44,8% dichiara che, se avanza una somma a fine mese, si preferisce metterla da parte per imprevisti. Anche a Napoli si risparmia ma, tra le spese di gratificazione, si sceglie lo shopping. Circa il 43% degli intervistati a Napoli dichiara di mettere via denaro per imprevisti o progetti futuri e il 51,2% riesce a risparmiare almeno il 10% del reddito. Eppure, appunto, le spese di gratificazione non scompaiono e sono considerate – ovunque – un metodo anti-stress.