Bullismo, abusi, solitudine: i disagi dei bambini denunciati da Telefono Azzurro

I dati di Telefono Azzurro - che in questi giorni compie 29 anni - sul disagio e sui problemi dei bambini e dei ragazzi in Italia delineano uno scenario difficile. Tra bambini-migranti e abusi di droga e alcol per gli adolescenti

Preoccupante. Telefono Azzurro usa quest’aggettivo per descrivere lo scenario dell’infanzia in Italia oggi. La nota associazione che protegge bambini e ragazzi compie 29 anni e per l’occasione lancia un appello alle istituzioni. Troppe cose ancora non vanno, troppi ancora i bambini e gli adolescenti che vivono situazioni di abusi o disagi, che sono soli e inascoltati, che non vivono un’infanzia o un'adolescenza serena come dovrebbero.

I bambini-migranti

“A spaventare” spiega Ernesto Caffo presidente di Telefono Azzurro e professore di Neuropsichiatria infantile all’Università di Modena e Reggio Emilia “è in particolar modo la situazione dei bambini migranti. Bambini che arrivano in Europa senza nessuno, soli, senza genitori e di cui si spesso si perde ogni traccia.” Secondo Missing Children Europe, il 50% dei minori migranti scompare entro le prime 48 ore dall’arrivo. Alte le probabilità che possano imbattersi in trafficanti di esseri umani e diventare vittime di attività criminali: dalla prostituzione all’accattonaggio, dal traffico di droga allo sfruttamento minorile. Le segnalazioni per minori stranieri non accompagnati hanno conosciuto un vero e proprio balzo in avanti negli ultimi anni: nel 2015 hanno rappresentato da sole il 40% delle denunce di minori scomparsi, nei primi tre mesi del 2016 il 75% del totale.

Complessivamente, secondo il Governo italiano, alla fine del 2015 risultavano scomparsi in Italia circa 21.000 minori di cui 19.000 stranieri. Non solo migranti, ovviamente. I motivi per cui un bambino scompare possono essere i più disparati: 4.800 minori sono fuggiti dalla comunità che li ospitava, 7.400 invece si sono allontanati volontariamente da casa, 196 sono stati portati via da uno dei due genitori. Per altri 5.000 minorenni invece non sappiamo il motivo della scomparsa.

Le difficoltà dei minorenni italiani

Le denunce raccolte da Telefono Azzurro rappresentano una buona cartina di tornasole delle difficoltà dei minorenni che vivono in Italia. Nel 2015 il 73,7% si rivolge all’associazione attraverso la storica linea telefonica gratuita dell’1.96.96, mentre il 26,3% sfrutta la chat line attivata da Telefono Azzurro sul suo sito. Metà delle segnalazioni arrivano dall’Italia del Nord (49%), il 21% dal Centro e il rimanente 29,7% dal Meridione. Il 27% dei bambini che chiamano ha meno di 10 anni, il 34% ha fra gli 11 e i 14 anni e il 37% sono adolescenti fra i 15 e i 18 anni. Fra questi, nove minori su dieci sono cittadini italiani.

Per cosa chiamano il Telefono Azzurro? Molti chiamano per denunciare maltrattamenti fisici, abusi sessuali, minacce. È tristemente la motivazione più frequente. Altri invece chiedono aiuto per una situazione familiare difficile: litigi frequenti, clima ostile in casa, genitori tesi e aggressivi, separazioni e divorzi dove i bambini finiscono per subirne le conseguenze o ancora comportamenti problematici del padre o della madre come l’abuso di stupefacenti. Non poche telefonate o chat giungono poi da quei minori che hanno difficoltà a costruire una relazione aperta e sincera con i genitori o a fare amicizia con i loro coetanei. Tanti chiamano perché si sentono soli, depressi, esclusi, emarginati. La fatica di vivere si esprime anche attraverso i social network, tanto che le difficoltà della vita online rappresentano un capitolo importante fra le segnalazioni. Su Internet possono essere vittime di adescamenti o subire il cosiddetto cyber bullismo: il tormento online che si esprime attraverso fotomontaggi indesiderati, profili falsi creato a loro nome o con le loro foto, minacce e ricatti attraverso le chat di Facebook, Whatsapp, Instagram. Il 35% degli studenti italiani ha dichiarato di essere stato vittima di bullismo e cyberbullismo. Un dato ben superiore alla media europea che oscilla intorno al 19%.

"I dati raccolti da Telefono Azzurro", sottolinea Ernesto Caffo, "evidenziano come nel nostro Paese i diritti dei bambini e degli adolescenti non siano ancora pienamente rispettati. Molti bambini in Italia vivono in contesti familiari e sociali nei quali la mancanza di cure e di attenzioni, l’abuso e il maltrattamento, la conflittualità e la violenza costituiscono la normalità."

Alcool e droga per gli adolescenti

Anche le difficoltà scolastiche o un rapporto infelice con gli insegnanti spinge molti ragazzi a telefonare. Infine, fra le altre motivazioni (anche se minoritarie) non mancano le domande sui problemi della sessualità, la denunce di situazioni di sfruttamento minorile, le fughe da casa. E poi i comportamenti a rischio: “Il consumo di alcool” –denunciano i volontari dell’associazione– “non solo è molto diffuso ma inizia ad età sempre più precoci.” Un ragazzo su due beve alcolici, un ragazzo su tre si è ubriacato almeno una volta nell’ultimo mese, il 16% si ubriaca spesso. Un ragazzo su dieci fa uso di droghe, il 53% conosce almeno un coetaneo che ne fa uso, il 41% dichiara che qualcuno vende droghe nella propria scuola, il 26% ha visto qualcuno dei propri amici usare alcool e droga insieme.

“I genitori e gli adulti” conclude Caffo “devono essere preparati a comprendere il disagio dei ragazzi che, in genere, parlano poco di questo, tendono a sfuggire e non chiedono aiuto a nessuno. I genitori devono essere proattivi e soprattutto credibili. Fare attenzione ai segnali: il consumo di alcool o droghe, fenomeni di autolesionismo, bullismo verso gli altri coetanei. Preoccuparsi e intervenire subito è fondamentale. ”  

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