Ragazza al mare in spiaggia

La dura arte del rientro dalle vacanze

Quanti giorni riusciamo a trattenere l'atteggiamento zen conquistato in vacanza? Pochissimo, conferma la nostra Sandra Bonzi


Sono un’ingorda di vacanze. Le desidero, le attendo, le penso, le immagino, ci fantastico su per mesi. Mi piace quel tempo-senza-tempo, quella parentesi di sospensione, nella quale sento di dare il meglio di me.

Quindi anche quest’anno, come sempre, avevo messo da parte – per l’estate – una tale quantità di libri da leggere, appunti da trasformare in racconti, ricette da provare nella tranquillità della campagna, immagini a cui ispirarmi per la mia ultima vera passione - la pittura – che avrei avuto bisogno di minimo sei mesi di vacanza per poter provare ad esaudire almeno la metà dei miei desiderata.

E invece la ripresa è già qui. Pronti via. Per quanti giorni sono riuscita a trattenere l’atteggiamento zen e lo sguardo leggero sulle cose della vita che solo la distanza dal quotidiano riesce a regalarmi? Giusto il tempo di chiedere a mio figlio, con finta noncuranza, a che punto è con i compiti delle vacanze… E olé, l’incantesimo si è rotto.

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