Black Mask: la maschera nera funziona o no?

La Rete ha la straordinaria capacità di creare mode, tendenze e convinzioni. Che si fanno ancora più stravaganti quando si parla di make up o beauty routine: in questo momento il tormentone delle beauty blogger è la Black Mask. Che cos’è la black mask? È una cremazza collosa di un colore nero intenso, proveniente da Paesi orientali (Cina o Corea), che si spalma sul viso e che, una volta asciugata, promette di “staccare” i punti neri. Quando è stesa è molto bella da fotografare, cosa che ha fatto una parte della sua fortuna mediatica. Il resto del successo forse è dovuto alle istruzioni in cinese che fanno subito "oscuro segreto di bellezza orientale”.

Ma che cosa è davvero?
In sostanza è una pellicola di vinile: non contiene carbone, come può far pensare il suo colore, non contiene praticamente altro che il vinile che dovrebbe portare via i punti neri. Funziona? Ehm. No. Lo so per certo perché l’ho comprata. Diciamo che l’effetto è lo stesso che otterreste passandovi del nastro adesivo sulla faccia: una leggera esfoliazione, la stessa di uno scrub. Ma i punti neri, purtroppo, restano lì. Volete una maschera che assorba il sebo e purifichi la pelle? Usate dell’economicissima argilla.

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