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Con la pasta tuttofare ho scoperto l’acqua calda

Come fare una pasta light per le torte salate? Farina, olio e... acqua calda.rnDalla mia zia preferita con amore

Quando ho deciso che dovevo imparare a cucinare sul serio ho cominciato dalla pasta base per le torte salate, tipica delle mie parti, friabile e leggerissima, come mi ha insegnato la zia Tita.

La prima nipote non si scorda mai, quando sono nata lei aveva 22 anni e studiava biologia a Torino. Appena poteva prendeva il treno e veniva a Spezia a trovarmi. Un amore ricambiato, lei era la mia zia preferita ed io ero capace di attendere ore affacciata alla balaustra del mio giardino in trepidante attesa del suo arrivo. Finchè non la vedevo arrivare, sorridente e felice di essere a casa finalmente. Vivevamo in una grande casa stile liberty, che il nonno aveva fatto costruire negli anni ’30, a cui era stato aggiunto un piano quando i miei genitori si erano sposati. Dal mio terrazzo la chiamavo sporgendomi verso il basso: ho una bella immagine di lei che mi saluta alzando la mano, sotto l’altissima palma del giardino di mia nonna.

Ho trascorso tutta la mia infanzia all’aperto. Dopo la scuola anche in pieno inverno, ben coperta con guanti e cappello, stavo in giardino a giocare, quando arrivava la bella stagione il pomeriggio volava giocando con i miei cani che scorazzavano tra le piante.  Era un piccolo mondo pieno di sorprese. Il giardino era molto grande e girava intorno alla casa unendosi a quello di mia nonna, ogni angolo per me conserva ancora un piccolo ricordo. Al centro c’era un bellissimo bersò su cui in primavera si arrampicavano una miriade di roselline bianche e sotto il pergolato troneggiava uno splendido tavolo tondo di marmo di carrara dove si cenava nelle sere d’estate.

Non ho dimenticato neanche una venatura di quel tavolo, testimone di un tempo dilatato, quando trascorrevo lunghi pomeriggi a disegnare in compagnia di mia zia. Ricercatrice a Torino, artista quando tornava a casa, amava dipingere con i colori a olio mentre io disegnavo a china su grandi fogli bianchi. Con stupore infantile seguivo i suoi racconti sulla vita bohémien dei pittori di inizio secolo, erano le mie favole, Modigliani era la sua passione e le facce che lei dipingeva avevano un chiaro riferimento ai tratti delle sue donne.
Pomeriggi estivi lenti ma densi, durante i quali assorbivo ogni gesto e ogni parola di questa giovane donna entusiasta della vita, del suo lavoro, una presenza affettuosa che riempiva le mie estati di bambina.

La sera si cenava sotto il bersò, tra le lucciole, con le candele accese, immersi nel profumo del giardino. Anche se mangiavo poco, per la mia zia preferita mi facevo coraggio e assaggiavo i piatti che aveva preparato, le sue torte di verdure erano morbide e profumate di piante aromatiche, quelle del nostro orto.

E così lei mi ha insegnato come fare una buona torta di verdure: oltre ai migliori ingredienti, la pasta è fondamentale. Ma deve diventare sottile, quasi trasparente. Il segreto? E' l'acqua calda. Sembra banale, ma fa la differenza.

Mescolando 200 gr. di farina bianca con 2 cucchiai d'olio extravergine di oliva, un pizzico di sale e ca 1/2 bicchiere d'acqua calda (non bollente) si ottiene una pasta elastica che si tira facilmente molto sottile. Perfetta anche per le quiche. Si fa in un attimo, si può congelare ed è un ottimo rimedio per una cena improvvisata, perché si può farcire a fantasia.

E voi avete una ricetta facile facile che ricorda la vostra infanzia?

 

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