Diciannove anni dopo la mattina del 13 agosto 2007 che ha sconvolto la tranquillità di Garlasco, il delitto di Chiara Poggi continua a rappresentare uno dei casi più complessi e dibattuti della cronaca nera italiana.
Stasera se ne parla con nuovi spunti di riflessione a Zona Bianca, la trasmissione in onda alle 21:25 su Rete 4. Tornano così a riaccendersi i riflettori su un’indagine caratterizzata da un iter processuale insolitamente tortuoso, fatto di assoluzioni, annullamenti e condanne definitive.
Sul piano processuale resta definitiva la condanna di Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima. Tuttavia la nuova indagine della Procura di Pavia su Andrea Sempio ha riaperto il confronto sulla ricostruzione del delitto. Gli elementi scientifici rivalutati negli ultimi anni sono al centro di interpretazioni divergenti tra accusa, difese e consulenti.
Una vicenda mediatica che è stato anche analizzato da diversi libri tra cui il recente Garlasco le vergogne infinite di Claudio Brachino, Pasquale Bacco e Sofia Vidale, ma anche Il ragionevole dubbio di Garlasco di Stefano Vitelli o L’estate di Garlasco di Francesco Caringella. Tutti confermano una cosa, che sul caso, ancora oggi, c’è grande confusione.
Il delitto di Garlasco e la condanna definitiva di Alberto Stasi
Chiara Poggi fu trovata senza vita nel seminterrato della sua abitazione la mattina del 13 agosto 2007, uccisa con almeno dodici colpi violenti alla testa, inferti con un oggetto contundente mai ritrovato.
Le indagini si concentrarono da subito su Alberto Stasi, il fidanzato che sostenne di aver trovato il corpo al suo arrivo in casa.
Dopo l’assoluzione in primo grado nel 2009 e la conferma in appello nel 2011, la Cassazione nel 2013 dispose un nuovo processo d’appello. La condanna di Stasi a 16 anni fu pronunciata dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano il 17 dicembre 2014. La Cassazione la rese definitiva il 12 dicembre 2015.
Stasi ha scontato circa 10 anni nel carcere di Bollate e nel 2023 ha avuto il permesso di lavorare fuori dal carcere. A giugno 2026 il Tribunale di Sorveglianza di Milano gli ha concesso l’affidamento in prova ai servizi sociali. I suoi legali, gli avvocati Antonio De Rensis e Giada Bocellari, hanno più volte annunciato l’intenzione di presentare istanza di revisione del processo.
La riapertura del caso: chi è Andrea Sempio e perché è tornato al centro dell’inchiesta
Andrea Sempio, oggi trentottenne, nel 2007 aveva 19 anni ed era amico di Marco Poggi, fratello minore della vittima: per questo motivo frequentava la casa di via Pascoli, la stessa in cui Chiara Poggi sarebbe stata uccisa.
Dopo l’archiviazione della prima indagine a suo carico, la procura di Pavia ha riaperto il caso nel marzo 2025. L’ipotesi inizialmente era quella di un concorso in omicidio di Sempio con ignoti o con lo stesso Stasi.
Nel corso degli accertamenti, il capo di imputazione sarebbe stato riformulato in omicidio volontario, aggravato dalla crudeltà e da motivi abietti, ipotizzando che Sempio possa aver agito da solo. «Si riapre un calvario», ha commentato la mamma di Chiara Poggi.

Le indagini si sono formalmente chiuse il 7 maggio 2026 con la notifica del 415 bis, l’atto che precede l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Sempio, assistito dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti ai pubblici ministeri Giuliana Rizza e Valentina De Stefano e al procuratore aggiunto Stefano Civardi, mentre i suoi genitori ne hanno più volte ribadito pubblicamente l’estraneità ai fatti.
È bene ricordare che, allo stato attuale, Sempio resta indagato e presunto innocente fino a un’eventuale sentenza di condanna definitiva.
Le prove al vaglio della procura di Pavia: impronte, DNA e alibi
Al centro del fascicolo istruito dalla procura di Pavia ci sarebbero diversi elementi tecnici, ciascuno oggetto di forti contestazioni da parte della difesa.
Le impronte
Tra gli elementi esaminati dalla Procura figurano la cosiddetta impronta 33, una traccia palmare individuata sulla parete delle scale verso la cantina, e alcune impronte di calzature con una caratteristica suola “a pallini”.
Il DNA
Il secondo elemento riguarderebbe il DNA rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi, analizzato dalla genetista Denise Albani. L’analisi indica una “piena concordanza” tra quello rilevato sotto due unghie di Chiara Poggi e la linea paterna del profilo biologico di Andrea Sempio.
La concordanza riguarda l’aplotipo del cromosoma Y e non consente di identificare individualmente Andrea Sempio, perché questo profilo genetico può essere condiviso da soggetti appartenenti alla stessa linea paterna.
L’alibi
Un terzo aspetto, più volte ripreso anche in televisione, riguarderebbe l’alibi legato allo scontrino del parcheggio di Vigevano, che secondo la ricostruzione della difesa collocherebbe Sempio lontano da Garlasco nella mattinata del delitto.
L’orario dello scontrino segna le 11:18 ma alle 9:58 il suo cellulare risultava agganciato alla cella di Garlasco. Per gli inquirenti le tempistiche apparirebbero eccessivamente ristrette per giustificare gli spostamenti raccontati.
Le chat di Sempio
A questi si aggiungerebbero alcune chat riconducibili al nickname “Andreas“, nelle quali l’autore mostrerebbe un interesse insistente verso una ragazza.
Secondo l’accusa quella ragazza sarebbe stata Chiara Poggi, mentre la difesa sostiene che i post risalgono a un periodo successivo al delitto e che sono riferiti a un’altra persona, identificata in una barista.
I presunti video intimi
Si è parlato anche di un tema controverso e molto delicato, quello di presunti video intimi di Chiara e Alberto che lei conservava sul pc al quale avevano accesso anche il fratello e gli amici.
Nelle intercettazioni acquisite dalla Procura compaiono riferimenti a un presunto video intimo di Chiara e Alberto. Gli investigatori ritengono che Sempio stesse parlando di un filmato visto personalmente, interpretazione contestata dalla difesa.
Anche Marco Poggi, sentito come testimone, avrebbe negato l’esistenza di tali filmati. Si è anche detto segnato dall’essere stato coinvolto, anche solo come testimone, in un’inchiesta che riguarda la morte della sorella.
Le prossime tappe giudiziarie
Il termine per la conclusione degli accertamenti aggiuntivi disposti dalla procura sarebbe fissato al 28 settembre 2026, data che dovrebbe segnare un passaggio decisivo per stabilire se Andrea Sempio verrà rinviato a giudizio.
Nel frattempo, il legale della famiglia Poggi, l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, ha ribadito la posizione della famiglia, convinta della colpevolezza di Stasi già accertata in via definitiva, e ha parlato di un’inchiesta che si avvierebbe verso le battute finali.
Proprio l’intreccio tra fase giudiziaria e attenzione mediatica rende il caso Garlasco una presenza costante nei programmi di approfondimento come questa sera a Zona Bianca.
Non è la prima volta che il programma di Giuseppe Brindisi in onda su Rete 4, dedica spazio agli sviluppi dell’inchiesta, ospitando di volta in volta legali, consulenti tecnici e genetisti chiamati a confrontarsi sulle perizie in corso.
Va comunque ricordato che quanto emerge nei salotti televisivi rappresenta una ricostruzione giornalistica di atti e dichiarazioni, e non anticipa in alcun modo l’esito dell’inchiesta, che spetterà unicamente alla procura di Pavia e, in caso di rinvio a giudizio, ai giudici del processo.