La sottile linea della vendetta è appena approdata in Italia, ma chi ha seguito la prima puntata già si chiede: ci sarà una seconda stagione? Per il momento non esiste una risposta ufficiale.
La serie franco-belga, intitolata in originale Mémoire vive, è stata concepita come una miniserie di quattro episodi. La produzione da cui è tratta, la serie turca Şahsiyet (Persona), è tuttavia tornata anni dopo con una seconda stagione.
“La sottile linea della vendetta 2”: la situazione ad oggi
Ad oggi non risultano comunicazioni ufficiali da parte di M6, l’emittente francese che ha trasmesso la serie, né da parte dei produttori o di Rai 2. La sottile linea della vendetta è stata presentata fin dall’inizio come una miniserie composta da quattro episodi, costruita attorno a una storia con un inizio e una conclusione ben definiti.
Negli ultimi anni, tuttavia, molte produzioni europee nate come miniserie sono state successivamente sviluppate quando il pubblico ha continuato a mostrarne interesse.
Gli ascolti francesi della mini-serie
Per capire quali possano essere le prospettive future è utile guardare a ciò che è accaduto in Francia, dove Mémoire vive ha già completato la propria programmazione.
In Francia, dove la serie è andata in onda su M6 nel febbraio 2025, Mémoire vive è partita con quasi 1,9 milioni di spettatori e il 9,8% di share, per poi chiudere con poco più di un milione di spettatori e una quota attorno al 6%.
Nel complesso, la miniserie ha chiuso il suo percorso francese con risultati discreti, ma senza trasformarsi in un fenomeno televisivo.
Gli ascolti italiani lasciano aperta la partita
Anche i primi dati italiani offrono qualche indicazione interessante. Nella serata del 10 giugno, La sottile linea della vendetta ha raccolto su Rai 2 662.000 spettatori, pari al 4,4% di share.
La serie non ha naturalmente potuto competere con il programma più visto della serata, Super Karaoke su Canale 5, che ha conquistato 2.094.000 spettatori e il 19,6% di share. Davanti si sono piazzati anche la docufiction Dino Zoff – Volevo solo fare bene il mio lavoro su Rai 1, con 1.551.000 spettatori e il 10,6%, e Chi l’ha visto? su Rai 3, seguito da 1.267.000 spettatori e il 9,3%.
Il dato di Rai 2, però, non appare isolato nel panorama della serata. La sottile linea della vendetta ha ottenuto lo stesso share di The Assassin su Italia 1 (4,4%) e risultati molto vicini a quelli di Lezioni di mafie su La7 (4,6%) e Realpolitik su Rete 4 (4,7%).
Numeri che non consentono di parlare di un successo clamoroso, ma che neppure raccontano un insuccesso. Inoltre, per una serie di questo tipo, conta sempre di più anche la visione in streaming. Le performance su RaiPlay potrebbero quindi pesare nelle valutazioni complessive sull’interesse del pubblico italiano.
Il precedente turco che alimenta le speranze dei fan
L’argomento più forte a favore di una possibile seconda stagione arriva dall’opera che ha ispirato la serie.
La sottile linea della vendetta è infatti l’adattamento franco-belga di Şahsiyet, nota a livello internazionale come Persona. La serie turca, dopo il successo della prima stagione, è tornata con un secondo capitolo ambientato anni dopo gli eventi originali.
Nella nuova stagione il protagonista Agâh Beyoğlu si trova ormai in una casa di riposo e affronta una fase ancora più avanzata della malattia. Un nuovo sviluppo narrativo che dimostra come l’universo della serie possa continuare anche dopo la conclusione della storia iniziale.
Naturalmente questo non significa che la versione francese seguirà la stessa strada. Tuttavia dimostra che esiste già un materiale narrativo da cui gli autori potrebbero eventualmente ripartire.
Cosa potrebbe raccontare una seconda stagione
Se dovesse arrivare un seguito, è improbabile che la serie riproponga semplicemente lo schema della prima stagione. La forza del racconto sta infatti nel conflitto morale che accompagna Esther Lefèvre e nel rapporto tra memoria e giustizia.
Una possibile continuazione potrebbe esplorare le conseguenze delle sue azioni oppure spostare il punto di vista sulla capitana Célia Le Goff. Un’altra ipotesi sarebbe quella di adattare alcuni elementi della seconda stagione di Persona, costruendo una nuova riflessione sul tema della memoria e dell’identità.
Per il momento, però, si tratta soltanto di scenari teorici. Non risultano dichiarazioni ufficiali degli attori, del regista Arnaud Malherbe o della produzione che facciano pensare a episodi già in sviluppo.