È più timida di quanto ci si aspetti dopo averla vista in Parthenope. Nel film di Paolo Sorrentino, che le ha portato un David di Donatello come Miglior rivelazione, Celeste Dalla Porta è sicura di sé e sfacciatamente sensuale. Al Festival del Cinema e della Televisione di Benevento, dove l’abbiamo incontrata, si guarda intorno sorridendo e muovendosi con dolcezza, quasi in punta di piedi.

Discreta anche nell’eleganza, in abito lungo nero di Yves Saint Laurent. Ha inaugurato la rassegna campana come narratrice dello spettacolo The Music of Legends, omaggio alle colonne sonore che hanno segnato la storia del grande schermo, interpretate dall’Orchestra Filarmonica di Benevento con la regia di Antonio Frascadore. «È emozionante essere sulla scena del Teatro Romano, un luogo magico» dice lei, che nei giorni successivi è andata anche al Teatro Antico di Taormina per ricevere il Nations Award – Premio cinematografico delle Nazioni.

La nostra intervista a Celeste Della Porta

Celeste Della Porta vive in una specie di perenne tour italiano e internazionale da quando il film di Sorrentino è stato presentato al Festival di Cannes, l’anno scorso, e lei, che ne è la grande bellezza, si è ritrovata da debuttante a star nel giro di un red carpet.

«Dopo le riprese e la promozione ho avuto un momento di down, come forse era prevedibile. Ora sto facendo spazio a qualcosa di nuovo». La 27enne attrice di Monza è nata e cresciuta in una famiglia di artisti. Madre fotografa (Melina, figlia del grande Ugo Mulas), padre contrabbassista jazz (Paolino Dalla Porta), si è diplomata al liceo artistico di Brera e ancora oggi si dedica a molte attività creative nel tempo libero: «Mi piace disegnare e lavorare con le mani creta e argilla, oltre a suonare la chitarra». A darle un ruolo iconico è stato anche Achille Lauro nel video di Incoscienti giovani (che ha vinto il premio Casa Sanremo per il miglior videoclip all’ultimo Festival), in cui entrano insieme nella Fontana di Trevi evocando La dolce vita di Federico Fellini.

I nuovi progetti di Celeste Dalla Porta dopo il successo

Come si sente a un anno dal debutto sul grande schermo con Parthenope?

«Strana. Da un lato mi sembrano passati 10 anni, dall’altro mi pare ieri. Di sicuro è cambiata la mia percezione di tutto quel periodo. Ero talmente incredula di essere stata scelta da Sorrentino che, per non farmi travolgere dalle emozioni, mi sono come tappata il naso e tuffata sott’acqua. Una volta riemersa, sono venute fuori anche le paure, viste le incertezze di questo mestiere. Questo però è un momento felice, di libertà».

Nuovi progetti?

«Ancora non ne posso parlarne. Continuo ad accompagnare il film a proiezioni e festival, partecipo agli eventi nei quali mi coinvolgono».

La collaborazione con Achille Lauro nel video di Incoscienti giovani

Che effetto le ha fatto girare con Achille Lauro il video del suo brano di Sanremo Incoscienti giovani?

«È stata una sorpresa perché mi hanno chiamata due giorni prima delle riprese! Io suono la chitarra, amo la musica e ho girato videoclip anche per gli amici. Mi piace molto questa canzone e Achille Lauro ha avuto un grande gusto cinematografico: il bianco e nero, i dettagli felliniani e quel tuffo nella Fontana di Trevi…».

Condurrebbe una serata al Festival se la chiamassero o la televisione non le interessa?

«Eccome se ci andrei, sarebbe una bella sfida: Sanremo è un appuntamento fisso per me, anche da spettatrice».

È vero che canta e balla?

«Mi piace cantare, lo faccio per me stessa e per gli amici, ma non mi permetterei mai di definirmi cantante o ballerina».

Celeste Dalla Porta: a Napoli ho lasciato il mio cuore

Qual è il suo rapporto con Milano, dov’è cresciuta, Roma, dove vive, e Napoli, dove ha girato Parthenope?

«Da 6 anni vivo a Roma, prima per frequentare il Centro sperimentale e ora per lavoro, ma faccio spesso la pendolare perché Milano è il mio nido, ci sono la famiglia e i migliori amici. Di Napoli ho un ricordo straordinario, ci sono stata 3 o 4 mesi tra prove e riprese, ma è come se la conoscessi da molto più tempo. Non posso dire di conoscerla bene, in realtà, perché non finisci mai di scoprirla, ma rimane il mio “sogno”, la città ideale alla quale sono ormai legata artisticamente».

Il rapporto con la moda e il sogno di diventare attrice

L’arrivo improvviso dei red carpet ha cambiato il rapporto con la moda?

«Sì, prima era un mondo lontano, sono sempre stata una da jeans e maglietta. Grazie a Parthenope e all’uso dei costumi, ho iniziato a incuriosirmi, a vedere quanto la moda rispecchi anche la storia e i cambiamenti nello stile di vita. E mi piace poter indossare capi molto eleganti di brand importanti».

In una scena del film si dice che per fare l’attrice bisogna essere insolente: pensa sia così?

«No, non mi pare proprio. O almeno, dipende dal film».

Lei quando ha iniziato a sognare questo mestiere?

«Potrei rispondere: “Da sempre”, anche se da bambina sogni di fare tanti mestieri diversi, dalla ballerina all’astronoma. Crescendo, con qualche spettacolo teatrale a scuola e qualche piccolo corso di recitazione, ho iniziato a pensarci, ma è diventato qualcosa di serio solo dopo il liceo. Chissà, forse anche perché la nostra vita non ci sembra mai abbastanza interessante, così vuoi vivere quelle degli altri».