Tiziana Morandi è stata condannata in Appello a 14 anni e cinque mesi di reclusione. Due anni in meno rispetto ai 16 anni e cinque mesi stabiliti in primo grado per la donna conosciuta come la “Mantide della Brianza”. Un soprannome legato a una vicenda giudiziaria che coinvolge nove uomini. Morandi li avrebbe avvicinati anche attraverso i social, narcotizzati con benzodiazepine e quindi derubati.
Alcuni, dopo gli incontri, finirono in ospedale o ebbero incidenti. La sua storia torna al centro dell’attenzione mercoledì 19 agosto, con Un giorno in pretura su Rai 3.
Tiziana Morandi, la pena ridotta a 14 anni e cinque mesi
La condanna di Tiziana Morandi è passata da 16 anni e cinque mesi a 14 anni e cinque mesi di reclusione. A rideterminare la pena è stata la terza sezione penale della Corte d’Appello di Milano nel dicembre 2024.
La sentenza di primo grado era arrivata un anno prima al Tribunale di Monza. Morandi era stata condannata a 16 anni e cinque mesi. Una pena superiore anche ai 15 anni che erano stati chiesti dalla Procura.
La donna doveva rispondere di una ventina di capi d’imputazione. Tra i reati contestati figuravano rapina, lesioni e procurato stato di incapacità. Il procedimento a carico di Tiziana Morandi riguardava nove uomini, con età comprese tra i 27 e gli 83 anni.
Dopo la condanna, la difesa aveva presentato Appello. La richiesta principale era l’assoluzione e il legale aveva chiesto nuovamente una perizia psichiatrica, già negata durante il primo processo.
Perché è stata scontata la pena alla Mantide della Brianza?
La Corte d’Appello di Milano, il 10 dicembre 2024, ha ridotto la pena di Tiziana Morandi da 16 anni e 5 mesi a 14 anni e 5 mesi, riformando la decisione di primo grado soltanto quanto all’entità della pena e senza concedere le attenuanti generiche.
La difesa aveva impostato l’appello soprattutto sull’assoluzione e, in subordine, sul riconoscimento di una seminfermità mentale, sostenendo l’esistenza di un disturbo di personalità con tratti antisociali ed evitanti.
Da qui la richiesta, respinta, di una nuova perizia psichiatrica. Un espediente e strumento giuridico spesso utilizzato dagli avvocati difensori. Come nel caso di Chiara Petrolini, la giovane di Vignale di Traversetolo, nel Parmense, imputata per il duplice omicidio dei suoi due figli neonati.
I giudici hanno inoltre confermato il diritto al risarcimento dell’unica vittima costituita parte civile. La somma dovrà essere determinata in sede civile.
Quanti anni dovrà scontare Tiziana Morandi?
La pena stabilita in secondo grado è dunque di 14 anni e cinque mesi di reclusione. La donna è detenuta dal luglio 2022, quando venne arrestata al termine dell’indagine condotta dai carabinieri e coordinata dalla Procura di Monza. Alla condanna di primo grado erano stati aggiunti anche tre anni di libertà vigilata dopo l’espiazione della pena.
Le accuse contro Tiziana Morandi
Il cuore dell’inchiesta riguarda appunto nove uomini che Tiziana Morandi avrebbe avvicinato in modi diversi. Alcuni contatti avvenivano attraverso Facebook, altri direttamente in paese, Roncello, in provincia di Monza e Brianza, presentandosi come massaggiatrice.
In almeno un caso avrebbe addirittura raccontato di essere una chirurga neurologica pediatrica. Parlava inoltre di generiche raccolte fondi destinate a bambini malati.
Con altre potenziali vittime avrebbe invece organizzato un incontro per una pizza o un aperitivo. Secondo la ricostruzione dell’accusa, agli uomini venivano offerte bevande nelle quali sarebbero state sciolte benzodiazepine.
Le vittime accusavano sonnolenza e malori oppure perdevano conoscenza. Facile quindi per Morandi, secondo gli inquirenti, approfittare di quello stato per sottrarre denaro, gioielli, carte di credito e altri oggetti di valore.
Dalla camomilla con benzodiazepine alle vittime finite in ospedale
L’inchiesta prese forma nell’agosto 2021 dopo quanto accaduto a un anziano di Roncello. Il figlio lo trovò incosciente nella sua abitazione e chiamò i soccorsi.

Gli esami tossicologici rilevarono benzodiazepine nel sangue. L’uomo raccontò di aver bevuto una camomilla con una donna che si era presentata parlando, appunto, di una raccolta per beneficenza. Al risveglio si accorse che gli mancavano alcuni oggetti personali. Da quell’episodio i carabinieri iniziarono a collegare altri casi.
Le conseguenze, per alcuni uomini, andarono ben oltre la perdita di denaro. Una delle vittime più giovani, dopo aver bevuto nell’abitazione di Morandi, si mise al volante in stato di semi-incoscienza. La sua auto finì contro il muro di recinzione di una casa.
La versione di Tiziana Morandi al processo
Morandi ha contestato la ricostruzione dell’accusa e ha fornito in aula una versione differente degli incontri.
Ha sostenuto che alcuni uomini assumessero tranquillanti per l’ansia. Quando stavano male, ha raccontato, li avrebbe aiutati a riprendersi oppure accompagnati da parenti e conoscenti.
La donna ha parlato anche di avances sessuali e attenzioni che considerava morbose. Nel processo d’Appello ha inoltre collegato il periodo degli incontri alla solitudine vissuta durante la pandemia, periodo durante il quale molte donne soffrirono forte stress e calo del desiderio, e all’uso dei social.
La difesa aveva chiesto una perizia psichiatrica, ma la richiesta è stata respinta sia in primo grado sia in Appello. Nelle motivazioni della prima sentenza, i giudici avevano descritto una condotta caratterizzata da «spregiudicata lucidità».