Un anno senza Pippo Baudo. Il 16 agosto 2025 si spegneva a Roma, a 89 anni, uno dei volti più amati della televisione italiana. La notizia arrivò quasi improvvisa, anche perché Baudo aveva trascorso gli ultimi tempi lontano dai riflettori. Con la morte iniziarono a circolare diverse ricostruzioni sulle sue condizioni di salute. Si parlò di una lunga malattia, ma anche di un possibile incidente domestico.
Giorgio Assumma, storico avvocato e amico del conduttore, parlò di un uomo indebolito e sempre più ritirato. Una precisa causa clinica del decesso non è stata tuttavia mai diffusa. Stasera ne torniamo a parlare in vista della messa in onda su Rai 1 di Stasera… Pippo Baudo.
Pippo Baudo, le cause della morte: cosa sappiamo
Pippo Baudo morì la sera del 16 agosto 2025 al Campus Bio-Medico di Roma. Aveva compiuto 89 anni poco più di due mesi prima. ANSA, che diede la notizia citando fonti vicine alla famiglia, riferì che il conduttore si era spento serenamente. Con lui c’erano le persone a lui più care. La notizia della morte venne confermata anche da Giorgio Assumma, suo storico legale e amico fraterno.
Intervistato dal Corriere della Sera, Assumma intervenne sulle diverse ricostruzioni circolate dopo la scomparsa del conduttore, respingendo sia l’ipotesi di una lunga malattia sia quella di un incidente domestico. Piuttosto, parlò di un progressivo indebolimento fisico che aveva limitato molto l’autonomia del conduttore.
A un anno dalla scomparsa di Pippo Baudo, nessuna patologia specifica è stata indicata ufficialmente come causa del decesso.
Giorgio Assumma: «Aveva un indebolimento neurologico alle gambe»
Giorgio Assumma conosceva Pippo Baudo da quando il futuro conduttore era ancora un giovane arrivato dalla Sicilia per tentare il provino in Rai. Dopo la morte fu anche una delle persone che gli rimasero accanto fino all’ultimo saluto. Raccontò al Corriere della Sera di aver chiuso il feretro insieme alla figlia Tiziana e alla storica segretaria Dina Minna.
«Pippo ha avuto un indebolimento neurologico alle gambe che lo ha condizionato molto», spiegò nell’intervista Assumma a proposito delle condizioni di Baudo, che avrebbe sofferto anche di una crescente difficoltà alla vista. Baudo, raccontò l’avvocato, cercava persino di nascondergliela: durante gli incontri riusciva a riconoscere l’amico soprattutto seguendo la provenienza della sua voce.
Gli ultimi mesi di Pippo Baudo, sempre più lontano dalla vita pubblica
Negli ultimi mesi Baudo si era ritirato quasi completamente dalla scena pubblica. Secondo Assumma, usciva pochissimo e aveva sempre maggiori difficoltà a incontrare le persone. Anche con l’amico di una vita preferiva spesso parlare a lungo al telefono.
Quelle telefonate conservavano però qualcosa del Pippo di sempre. Assumma gli raccontava barzellette e dall’altra parte lo sentiva ancora ridere.
L’avvocato raccontò anche un Baudo «un po’» depresso e «sottotono». Collegava quello stato d’animo alla consapevolezza del tempo che passava. Era difficile, spiegava, soprattutto per un uomo che aveva trascorso gran parte dell’esistenza a contatto con il pubblico e con il suo affetto.

Una delle ultime apparizioni pubbliche risale alla festa per i 90 anni di Pierfrancesco Pingitore. Baudo vi partecipò in sedia a rotelle, circondato dagli amici.
Anche Renzo Arbore raccontò di averlo sentito circa venti giorni prima della scomparsa del conduttore, il 16 agosto 2025: fu una telefonata insolitamente breve. Arbore e Ugo Porcelli avevano avuto allora la sensazione che l’amico non stesse bene.
Le voci sulla salute di Pippo Baudo non erano cominciate negli ultimi mesi della sua vita. Già nel febbraio 2023 si erano diffuse indiscrezioni secondo cui il conduttore non stesse bene. Fu lui stesso a intervenire per spegnerle.
Pippo Baudo e quella televisione italiana che portava il suo nome
Pippo Baudo non è stato semplicemente un presentatore molto popolare. Per decenni ha rappresentato un certo modo di pensare e costruire la televisione generalista italiana.
Nato a Militello in Val di Catania il 7 giugno 1936, si laureò in Giurisprudenza ma scelse lo spettacolo. Dagli anni Sessanta legò il proprio nome a programmi entrati nella memoria collettiva. Tra questi Settevoci, Canzonissima, Domenica in e Fantastico.
Poi c’è il Festival di Sanremo, la cui prossima edizione sarà affidata a Stefano De Martino, da molti considerato l’erede dello stesso Baudo.
Il compianto presentatore catanese guidò ben 13 edizioni del Festival, un record che racconta da solo la centralità conquistata nella televisione italiana. Cinque arrivarono consecutivamente, dal 1992 al 1996. Baudo seguiva la musica, gli artisti e la costruzione dello spettacolo. .
Aveva anche un fiuto particolare per i nuovi volti. Nel corso della sua lunghissima carriera contribuì al debutto o all’affermazione di artisti come Eros Ramazzotti, Giorgia, Laura Pausini e Andrea Bocelli. Lanciò inoltre figure come Heather Parisi e Lorella Cuccarini.