E tu, che cosa fai a Capodanno? Te lo chiede l’amico curioso, ma anche il vicino di casa che in genere si limita a un distratto «Come va?». Più che una semplice domanda, un generatore di ansia che fa scattare l’affannosa ricerca del programma perfetto. Anche quando, magari, il tuo sogno sarebbe startene a casa tranquilla, in pigiama, con il gatto che non ti giudica. Quella del 31 dicembre è la serata dell’anno in cui, più di tutte, oltre al conto del ristorante sembra obbligatorio pagare una quota di felicità dimostrabile: brindisi, sorrisi, stories, entusiasmo certificato. Chi non lo fa a Capodanno – l’amore, ma anche divertirsi sul serio – non lo fa per tutto l’anno: gira questa convinzione minacciosa come un malocchio. Eppure la vita, per fortuna, ricomincia anche se vai a letto subito dopo il discorso di Mattarella (provato per te!). Ma come nasce e come si combatte la FOMO di Capodanno?

L’insicurezza scatena la FOMO di Capodanno

FOMO, ossia fear of missing out: il 31 dicembre, la paura di essere tagliati fuori si allarga a macchia d’olio. «Quella di Capodanno non è una notte qualsiasi: è una specie di format, che in molti si sentono in obbligo di rispettare» osserva Betty Sala, counselor sistemico relazionale. «Compagnia numerosa, location e look speciali, energia alle stelle fino all’alba: le regole che ci si autoimpone sono parecchie». Perché lo si fa anche quando inseguire il programma “perfetto” sfianca, mette ansia e la voglia scarseggia? «Prima di tutto, per insicurezza: scegliere una serata tranquilla quando gli altri puntano a fare follie ci trasmette la sensazione di essere sbagliate, spente e fuori dai giochi. Alla base c’è il bisogno di aderire a un modello di persona vincente e sempre sul pezzo, così centrale nella nostra società della performance: ci condiziona ogni giorno, in modo più o meno silenzioso, e a Capodanno è più forte che mai».

Quando la tua felicità passa in secondo piano

Tramortiti dal Natale appena passato, travolti dalla frenesia di fine anno e condizionati dall’idea che “se non ti diverti sei una sfigata”, perdiamo facilmente il contatto con quello che desideriamo davvero. «E anche quando sappiamo che, in realtà, preferiremmo una serata semplice, una cena con pochi amici o un film sul divano, fatichiamo a concedercela senza sentirci in difetto» osserva Betty Sala. «La nostra idea di felicità smette di essere il principale criterio di scelta e passa in secondo piano rispetto a quella che ci viene indicata come la felicità “giusta”: più sfrenata, più social e condivisibile». Così finiamo per ritrovarci sedute davanti a un cocktail di gamberetti tra chiacchiere assordanti o, peggio ancora, a fare il trenino con gente che ci piace così così. Ma cosa diavolo ci facciamo noi, lì in mezzo?

Festa di capodanno
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La fregatura della FOMO di Capodanno

Il primo passo per evitare a noi stesse una serata da dimenticare è disinnescare l’equazione tossica: piano spettacolare uguale persona riuscita. Perché è falsa. «Ci sono party bellissimi in cui ti senti una schifezza e serate casalinghe apparentemente noiosissime che invece ti rimettono al mondo» osserva Betty Sala. «La misura non è quanto è speciale il programma: conta come ti fa stare mentre lo vivi e, soprattutto, che sensazione ti lascia addosso il giorno dopo». Per concederci il sacrosanto diritto di scegliere il Capodanno che sentiamo giusto per noi, aiuta ricordare che il 31 dicembre porta con sé un’aura sproporzionata, come se fosse una notte magica e rivelatrice, mentre è una serata appena più speciale delle altre.

Il 31 dicembre è una serata (quasi) come le altre

«Il modo in cui passi l’ultimo dell’anno racconta ben poco di te e sicuramente non condizionerà l’anno che ti attende» afferma Sala. Quindi, vai serena e decidi cosa fare in piena libertà. «Ci sono anni in cui una serata tranquilla è proprio quello che serve, e altri in cui ci si ritrova con tutt’altra energia e si finisce per ballare sui tavoli come delle adolescenti» continua Sala, Non esiste una formula valida sempre: le scelte cambiano, come cambiamo noi. «Una volta individuato il Capodanno che ti somiglia di più, però, entra in gioco un altro passaggio delicato: riuscire a non farselo rovinare. Perché non basta capire cosa vuoi, se poi la tua scelta viene messa continuamente a confronto con quella degli altri». Dal vivo o via social.

Gli amici alimentano la FOMO di Capodanno?

«Ma davvero resti a casa?», «Così, senza fare niente?». Squilla il telefono, arrivano i messaggi degli amici. C’è chi ti invita a fare qualcosa di più “divertente”, e chi si limita a preoccuparsi per te, perché quella serata apparentemente sotto tono gli pare il campanello d’allarme di un malessere. E allora tu rispondi, sentendoti quasi in colpa, che sei stanca, che quest’anno non hai voglia, che preferisci un Capodanno tranquillo. «Come se servisse una motivazione condivisibile per rendere accettabile una decisione che riguarda solo te» dice Sala. «Il rischio è che, a furia di spiegarti, quella scelta inizi a sembrarti fragile. Eppure non tutte le decisioni hanno bisogno di essere raccontate nei dettagli, a volte basta un “sto bene così, grazie”. Senza aggiunte, senza difese. Rinunciare a giustificarsi non significa chiudersi, ma smettere di trattare le proprie scelte come se fossero negoziabili».

Disconnettersi: l’ultima scelta furba del 2025

A complicare le cose, poi, ci pensano i social. Anche quando telefonate e messaggi si sono calmati, basta aprire Instagram per rimettere tutto in discussione. Scorrono locali scintillanti, feste esplosive, gente che sorride con il calice in mano. E anche se lo sai che i social funzionano così – almeno un quarto delle persone che nelle stories appaiono strafelici non vedono l’ora di rinfilarsi il cappotto e scappare – rischi di iniziare a guardare la tua serata con occhi un po’ diversi, forse delusi. Non perché stai male, ma perché da qualche parte sembra che ci si stia divertendo di più. «Disconnettersi è la scelta intelligente» consiglia Betty Sala. «Silenzia le chat, smetti di scorrere le stories, spegni il cellulare per qualche ora. Goditi la serata e, se ne hai voglia, vai a dormire prima di mezzanotte, perché no?». E quando ti sale la FOMO, pensa che ti sarebbe toccato il trenino…